Come sta cambiando il clima a Bologna?

In Emilia-Romagna le ricerche svolte sulle tendenze in atto a livello locale confermano che il clima sta cambiando

di taiwan tiger

Dal 1951 al 2011 sono stati osservati importanti segnali di variabilità climatica che riguardano principalmente le temperature e le precipitazioni. Si è registrata una tendenza al rialzo delle temperature, con anomalie positive nella maggior parte della Regione  (0,5 - 3 °C). Quest’ultima ha seguito il trend nazionale che vede una chiara tendenza al ribasso del numero dei giorni di pioggia e un significativo aumento dell’intensità delle precipitazioni.
 

Le evidenze empiriche e i dati scientifici parlano chiaro e sono confermati anche da fatti di cronaca documentati dalla stampa locale,  da cui emerge chiaramente un incremento degli eventi estremi legati ai cambiamenti climatici: piogge intense, ondate di calore, trombe d’aria, accelerazione dei movimenti franosi sulla collina bolognese, scarsità d’acqua.
 

Nell’agosto 2012, ad esempio, l’agricoltura emiliano-romagnola ha dovuto affrontare una forte emergenza siccità. In Provincia di Ferrara e Bologna le perdite del raccolto sono arrivate al 100% (fonte: Il Resto del Carlino, 14 Agosto 2012).

Anche quest’anno, ad aprile, a Bologna e provincia molte strade sono state chiuse a causa di smottamenti e allagamenti per la pioggia intensa. La situazione si è fatta critica nella zona collinare della città, dove si sono registrate esondazioni di canali e frane, che hanno causato la discesa di detriti (Corriere di Bologna - 5 aprile 2013). In seguito all’intensificarsi delle precipitazioni, sempre nello stesso periodo, sui rilievi si sono registrate punte massime tra i 50 e gli 80 mm.
 

A maggio 2013, inoltre, una tromba d’aria si è abbattuta su parte dell’Emilia, scoperchiando decine di strutture (case, fienili, capannoni agricoli e industriali), provocando 11 feriti e mettendo in emergenza le province di Bologna e Modena (La Stampa, 3 maggio 2013).

Nel mese di agosto si sono registrate temperature massime che hanno toccato i 39,7 °C. Il caldo ha impattato anche sulla concentrazione di ozono, rendendo insostenibile l’aria di Bologna. I limiti di legge sono stati ampiamente superati: la centralina dei giardini Margherita, ad esempio, ha rilevato 215 microgrammi per metro cubo (Corriere di Bologna, 6 agosto 2013).

A Bologna, come ha evidenziato Arpa E.R. redigendo le linee guida del progetto BLUE AP (LIFE 11 ENV/IT/119), sono state osservate delle tendenze significative di aumento della temperatura per tutte le stagioni, con un valore medio di circa 0,3 gradi per decade (dal 1951 al 2011). Si è potuto osservare anche un aumento delle ondate di calore, ossia serie di giorni consecutivi con temperature massime giornaliere superiori a 33 gradi, e una diminuzione del numero di giorni con gelo, quando la temperatura minima è inferiore a 0 gradi. Arpa E.R. ha ricordato, infine, che l’aumento delle anomalie è stato più marcato dopo gli anni ’90, in particolar modo durante l’estate 2003 e l’inverno 2007-2008.

“Le proiezioni climatiche mostrano che entro la fine di questo secolo la temperatura globale superficiale del nostro pianeta probabilmente raggiungerà 1.5 °C oltre il livello del periodo 1850 - 1900. Senza serie iniziative mirate alla mitigazione e alla riduzione delle emissioni globali di gas serra, l’incremento della temperatura media globale rispetto al livello preindustriale potrebbe superare i 2 °C e arrivare anche oltre i 5 °C" – ha dichiarato Sergio Castellari, Focal Point IPCC per l’Italia,  spiegando i dati contenuti nel Quinto Rapporto dell’IPCC, reso pubblico il 27 settembre 2013. Ed è ‘estremamente probabile’ (probabilità al 95-100%) che l’attività antropogenica (emissioni di gas-serra, aerosol e cambi di uso del suolo) sia la causa dominante del riscaldamento osservato fin dalla metà del XX secolo. (fonte: comunicato stampa Focal Point IPCC per l’Italia).

Ed è proprio a partire da questi dati, che evidenziano le vulnerabilità del nostro Paese, che si vuole preparare un piano di adattamento che possa permettere di fronteggiare al meglio gli effetti del cambiamento climatico. Il profilo climatico che sta per essere pubblicato nell’ambito del progetto BLUE AP evidenzia alcune azioni: 

- adozione del verde per aumentare l’ ombreggiamento e l’evapotraspirazione (greening), in particolare nei contesti urbani, dove si registra un incremento delle ondate di calore;

- interventi strutturali per migliorare la risposta idrologica o a laminare i deflussi superficiali, rinnovando e adeguando il modello di gestione delle acque di pioggia;

 - migliorare le capacità di drenaggio di aree impermeabilizzate: convertire un’area asfaltata, ad esempio un parcheggio, in una pavimentazione maggiormente permeabile permette un migliore drenaggio delle acque piovane, limitando e rallentando il loro deflusso in rete fognaria e diminuendo il rischio di allagamenti;

- realizzare sistemi di raccolta delle acque piovane, utilizzando la risorsa idrica per irrigare le aree verdi;

- incentivare meccanismi di assicurazione per fronteggiare i rischi che derivano da eventi climatici estremi, grazie a partnership pubblico/private.

L’impatto del cambiamento climatico a livello locale emerge con forza dai primi risultati del progetto BLUE AP. Questo rende necessari investimenti, non solo nel settore dell'efficienza energetica e delle rinnovabili, ma anche in misure di adattamento ai cambiamenti climatici.

    

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