Se l’aria cattiva crea problemi a 1 italiano su 5

Secondo uno studio Coldiretti il 20% della popolazione nazionale soffre di disturbi respiratori per lo smog. Anche Bologna supera la soglia critica

di Simone Ramella

Niente eufemismi o edulcoranti: la correlazione tra l’inquinamento atmosferico e il rischio di tumore al polmone c’è ed è stretta. Lo studio europeo pubblicato pochi giorni fa su “Lancet Oncology” lo ha dimostrato con nettezza e, sulla scia della ricerca, un’analisi di Coldiretti sui dati Eurobarometro 2013 rivela che il 20% degli italiani (ben 1 su 5) soffre di problemi respiratori favoriti dal peggioramento della qualità dell’aria negli ultimi 10 anni.

La soglia che per legge non andrebbe superata sono i 35 giorni all’anno di 50 microgrammi di polveri sottili a metro cubo di valore medio giornaliero, ma i dati che riguardano l’aria che si respira nelle nostre principali città sono tutt’altro che rassicuranti. Il rapporto “Mal’aria” curato da Legambiente denuncia infatti lo sforamento dei livelli di polveri sottili (Pm 10), per quanto riguarda il 2012, su ben 51 centri urbani dei 95 presi in considerazione.

La Pianura Padana, in particolare, è una delle zone più critiche, annoverando 18 sue città tra le prime 20 per livello di smog. Anche Bologna, che pure è appena stato incoronato “città più smart d’Italia”, nell’anno appena trascorso ha superato i 50 microgrammi 73 giorni, praticamente triplicando i 25 concessi. In effetti Bologna, secondo la misurazione di “Smart city Index 2013” realizzata da Beetwen - la società che da 11 anni misura l’indice di “smartness” delle nostre città - , è prima su 116 capoluoghi di provincia in tutti i parametri (diffusione banda larga, servizi digitali, istruzione, mobilità, efficienza energetica), tranne energie rinnovabili e risorse naturali, categoria quest’ultima che comprende anche l’indice di qualità dell’aria.

Sempre secondo l’indagine Coldiretti, per quanto riguarda i problemi respiratori da smog, la situazione italiana è peggiore rispetto alla media dell’Europa, dove i cittadini con problemi respiratori si attestano sul 17%. Sulla questione inquinamento atmosferico l’Unione si è pronunciata con nettezza con una sentenza della Corte di Giustizia che non lascia spazio ad alibi: l’Italia deve ridurne la produzione. Non si può più aspettare oltre.

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