Troppa CO2 in città? Ci pensano gli alberi

Come rivela la ricerca di Cittalia - Fondazione Anci Ricerche Bologna e l'Emilia in genere puntano sul green per contenere le emissioni serra

Forti, stabili, rassicuranti, così piantati per terra. Ma gli alberi che abitano le nostre città sono molto di più che splendide decorazioni del paesaggio, e non solo perché vivono.

Con il loro semplice “respirare”, innanzitutto, filtrano l’anidride carbonica che è nell’aria e la trasformano in ossigeno, intercettano almeno un po’ delle tanto pericolose polveri sottili che infestano l’atmosfera metropolitana e contribuiscono al tentativo di arginare il riscaldamento globale. Se poi sono aceri campestri o ricci, frassini, tigli, olmi, bagolari, meli o ciliegi ancora di più.

Uniti, nei parchi, aumentano il loro potere, ma anche isolati, uno qua e uno là, oltre a spezzare il ritmo grigio dell’asfalto cittadino, offrono il loro prezioso contributo in sostenibilità ambientale. E sempre più centri urbani ne stanno acquisendo consapevolezza, con in testa le città emiliane, in prima linea negli ultimi anni nel mettere in campo progetti a sostegno del verde urbano.

Lo racconta la ricerca di Cittalia – Fondazione Anci Ricerche, che fotografa un’Emilia urbana che dedica grande attenzione agli alberi, a cominciare dal Capoluogo. Bologna è la città pilota del progetto Gaia (Green Areas Inner-city Agreement), una scommessa – fatta assieme a Cittalia-Anci Ricerche, l'Istituto di Biometeorologia del Cnr e Impronta Etica - sul modello di partnership tra imprese e amministrazione locale. Il partenariato pubblico-privato e le risorse dei programmi Ue offrono un contributo decisivo per il miglioramento dell’ambiente urbano a Bologna e puntano sull’abbattimento di circa 2400 tonnellate di CO2 con la piantagione di tremila nuovi alberi in 31 aree verdi entro la fine del 2013.

E oltre a Bologna, altre città emiliane, come Modena e Reggio Emilia, sono casi virtuosi, che andrebbero replicati nel resto d’Italia. Con la piantagione di circa 1500 alberi all’anno e la manutenzione partecipata da parte dei residenti, le due città emiliane sono esempi riusciti di coinvolgimento attivo dei cittadini nelle strategie di crescita sostenibile del territorio e la prova concreta che contrastare la CO2 a colpi di alberi si può.

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