Covid-19 e ristorazione, a Castiglione c'è chi sfida il periodo di crisi aprendo una nuova attività: "Non possiamo avere paura"

Nel piccolo Comune dell'Appennino lo storico ristoratore Guido Mattei punta al futuro: "Voglio pensare che presto torneremo alla normalità. Apro una nuova hosteria"

Guido Mattei

Tra chi cerca di ripartire nel migliore dei modi e chi invece rinuncia ad alzare le saracinesche perché ancora 'non pronto' a fare i conti con le numerose regole imposte alle attività a causa del Coronavirus, c'è chi punta sul futuro sfidando il periodo di crisi.  E' il caso di Guido Mattei, 61 anni, che il 2 giugno aprirà una nuova attività al centro di Castiglione dei Pepoli. Mattei, insieme alla moglie Lucia Antonelli, gestisce da sempre La Taverna del Cacciatore nel piccolo Comune dell'Appennino, e tempo fa aveva deciso di avviare una nuova hosteria. Da programma l'apertura era prevista il mese scorso, ma tutto è stato bloccato dall'emergenza sanitaria Covid-19: una situazione che però non ha smorzato il suo entusiasmo, tanto che il progetto della nuova attività non è stato annullato, anzi...

Mattei, nonostante il periodo di grossa difficoltà per la ristorazione ha deciso comunque di aprire una hosteria? 

"Si. Sono positivo, voglio pensare che presto torneremo alla normalità. E' necessario pensare al futuro e non possiamo avere paura. Sicuramente è una scelta coraggiosa, ma è necessario continuare a guardare avanti"

Non teme che la situazione economica del momento possa influenzare l'avvio di una nuova attività?

"Non posso permettermi timori e paure, anche se è inutile negare che la vera incognita sarà la reazione della clientela. Bisognerà capire quante persone avranno voglia di uscire, se le nuove limitazioni imposte per la sicurezza potranno creare problematiche, e se le persone potranno permettersi di andare a pranzo o a cena fuori. Il persone che abbiamo alla Taverna del Cacciatore è in cassa integrazione, e ancora non ha ricevuto una lira, e come loro tantissime persone che lavorano in altri settori. Ci sono tante cose di cui  tenere conto, ma non posso essere negativo in questo particolare momento storico. Noi ci proviamo, vedremo come andrà. Credo però che si stia facendo molto terrorismo psicologico, spesso fuori luogo e con molti controsensi. Basti pensare che il 3 giugno vogliono aprire le frontiere..."

Aprirà facendo delle rinunce? Tagliando ad esempio il personale previsto inzialmente?

"No, assolutamente no. Apriremo l'hosteria il 2 giugno con tutto il personale che avevamo preventivato. Crediamo che i primi segnali di ripresa e fiducia debbano partire da noi, fornendo il massimo servizio. Faremo il possibile affinché questo nuovo progetto si realizzi così come l'ho progettato e sognato. Potevamo aprire anche prima, ma visto che La Taverna del Cacciatore è stata aperta il 2 giugno del 1969 da mio padre, e visto il periodo, è stata una sorta di scelta scaramantica. E' una data alla quale sono molto affezionato, e spero porti fortuna anche a questa nuova attività".

E la Taverna del Cacciatore? E' stata aperta?

"No, ma cerchiamo di aprire venerdì 22 maggio. Stiamo sistemando le ultime cose. Alla Taverna abbiamo la fortuna di avere ampi spazi e non metteremo seperatori perchè riusciamo a far rispettare la distanza di un metro prevista. E' stato ricavato anche un nuovo angolo verde in più all'esterno. Nella sala interna la capienza massima è di 90 persone, e adesso sarà per una cinquantina di clienti ma la sicurezza di tutti è fondamentale"

Avete già qualche prenotazione per la Taverna?

"Si, due tavoli per sabato, e per noi è già un ottimo segnale perchè non abbiamo ancora avvisato tutta la storica clientela che siamo pronti a ripartire".

Guido Mattei e la moglie Lucia Antonelli

taverna del cacciatore-2

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