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Sport inclusivo, a lezione di tennis con i non vedenti | VIDEO

Il Circolo Tennis Park di San Lazzaro organizza corsi per ciechi e ipovedenti e collabora con le scuole aprendo le porte agli alunni

 

Sì, le persone non vedenti possono giocare a tennis. Usando udito e tatto. Le regole sono più o meno uguali, la pallina ha dentro dei sonagli, le racchette il manico più corto e il campo, più piccolo, è delimitato da linee tattili.

La disciplina – come ci spiega Silvia Parente, atleta paralimpica non vedente – si chiama blind tennis e da qualche anno è arrivata anche in Italia. A San Lazzaro ad ottobre, quando la Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi ha avviato due corsi al Circolo Tennis Park. Uno per principianti e un altro di perfezionamento.

In campo, al mattino, grazie ad un progetto con le scuole, scendono anche alunne e alunni. Come la 5^D della scuola primaria Donini di San Lazzaro. Si tratta di allenamenti inclusivi, per far conoscere ai bambini quello che è diverso da loro.

"I bimbi sono stati bendati per fargli capire che si può fare anche quando ti manca qualcosa di così importante come il senso della vista – racconta Parente, presidente della Fondazione – così quando un domani incontreranno persone con disabilità, le includeranno nelle attività sportive".

La storia della disciplina

Il blind tennis è nato in Giappone nella seconda metà degli anni Ottanta ed è sbarcato in Italia nel 2013 grazie ad Eduardo Silva, un maestro di tennis argentino trapiantato in Friuli-Venezia Giulia. Le categorie del blind tennis sono tre: B1, B2 e B3. Nella prima rientrano i ciechi assoluti, nella seconda gli ipovedenti gravi e nella terza i meno gravi. Gli atleti completamente ciechi e i B2 possono far rimbalzare la pallina tre volte prima di colpirla, i B3 soltanto due .

In Emilia Romagna il blind tennis si è diffuso grazie all'interesse della Virtus Tennis Bologna, che negli anni è diventata il centro di riferimento per l'attività. Tanti giocatori e giocatrici provengono da altri sport, come Silvia Parente, medaglia d'oro nello sci alpino alle Paralimpiadi invernali di Torino 2006. L'idea di promuovere i corsi al Circolo Tennis Park è venuta proprio a lei. Qualche mese prima, a maggio 2019, la disciplina è entrata ufficialmente a far parte della Federazione italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi.

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