Scommesse, Signori in lacrime: "Sono stato massacrato. Sono state dette falsità"

L'ex attaccante si è confessato con gli occhi lucidi: "Falsità e invenzioni sul mio conto, sembrava qualcuno si divertisse alle mie spalle. Mentre io ero sotto choc, mi massacravano. Nessuna scommessa illegale"

Giuseppe Signori si è confessato in una lunga conferenza stampa. In lacrime, l'ex bomber di Bologna e Lazio, ha detto le sue verità sulla vicenda relativa alla vicenda del calcio scommesse: "Scusate gli occhi lucidi, mi devo fare forza. Ringrazio chi mi è stato vicino in questi giorni, in questi 15 giorni chiuso in casa mi sono studiato l'ordinananza a memoria. Ho sentito e letto tante notizie false, c'è stato un massacro mediatico. Ero sotto choc, sono stati cancellati in un attimo trent'anni di carriera. Non capivo cosa stesse succedendo". Beppe-gol continua poi con il suo racconto: "Ero in treno e qualcuno mi chiamò chiedendomi cosa avevo fatto. Così ho aperto internet e su un sito leggo: 'Signori in manette'. Non sapevo nulla, ero sotto choc".

Signori poi entra più nel dettaglio: "Il blocchetto degli assegni trovato a casa da me? Chi non ne ha uno nella propria abitazione? Sono una persona cui piace scommettere è vero, ma sempre legalmente. Mai fatte cose illecite nella mia carriera. Fare la sfida del Buondì Motta, è illegale? Queste sono le mie scommesse. Non mi è stato chiesto questo durante l'interrogatorio. Far parte di un'associazione vuol dire che c'è un'organizzazione che si metteva d'accordo per pianificare i risultati ma io non faccio parte di nulla del genere. Nasce tutto da quel famoso e maledetto 15 marzo quando fui invitato dai miei commercialisti ad un incontro con due persone che non conoscevo. Ho capito solo dopo che servivo da garante, la mia presenza era un'esca serviva ad avvicinare giocatori di serie A. Ho risposto che certe cose non le facevo, che non ero interessato. Io il capo dei capi? Eppure, fra 50mila telefonate, non ce n'è una con la mia voce. Com'è possibile, per il capo dei capi?. Hanno trovato pizzini e papelli, non capisco questo accanimento. Certo, il nome di Signori è importante, fa finire in prima pagina. Allora ecco sui giornali frasi come 'Beppe inchiodato dai commercialisti' e altre simili. I miei contatti con la Cina? Avevo chiesto al Bologna di aprire una scuola calcio a Pechino, ecco quali sono i miei contatti con la Cina altro che scommesse"

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