Strage Bologna, l'estrema destra: "Tribunale internazionale per giustizia parallela"

Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi incontrano la stampa all'hotel FlyOn dell'aeroporto di Bologna

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Un Tribunale internazionale per esercitare "una sorta di controgiustizia, o giustizia parallela" e dimostrare che la matrice della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna non era neofascista. Ad annunciarlo gli ex leader della formazione di estrema destra Terza posizione Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi, oggi a Bologna per una conferenza stampa.

Alla vigilia della testimonianza dell’ex Nar Gilberto Cavallini, imputato nel processo in corso al Tribunale di Bologna per concorso nella strage del 2 agosto, Fiore a Adinolfi espongono il loro punto di vista in un incontro intitolato "40 anni di depistaggi per coprire la pista neotrotskista". 

Adnolfi e Fiore, due nomi noti dell'estrema destra, il primo vicino a Casapound e il secondo leader di Forza Nuova, negli anni Settanta fondarono il movimento Terza Posizione, poi finito sotto inchiesta all'indomani della strage di Bologna. 

Entrambi condannati per associazione sovversiva fuggirono dall'Italia e rientrarono definitivamente nei primi anni duemila, quando i reati caddero in prescrizione.

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