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Palestre, ripartenza più lontana. "Tre centri chiusi da mesi, ma le spese corrono. Il nostro settore è sempre in coda"

A parlare con Bologna Today, le titolari di tre palestre per sole donne: "Da 200 a 30 clienti per ogni sede, ma non ci siamo fermate. Anche lezione all'aperto"

Bologna passa da domani all'arancione scuro. E la possibile ripartenza si fa sempre più lontana. UAltro duto colpo per chi è fermo ormai da mesi, ben prima delle nuove strette decise per il nostro territorio. "Siamo chiusi da ottobre, avevamo riaperto alla fine di maggio, considerando che durante il periodo estivo, soprattutto ad agosto, si lavora meno. Facevamo 160 ingressi al giorno". A parlare con Bologna Today, Cinzia Belli e Simona Meli, titolari, insieme a un altro socio, Marco Lorenzini, delle palestre  del circuito "Curves", per sole donne, allenamenti di 30 minuti con attrezzi a resistenza idraulica.  Oltre alle perdite aziendali, ci sono anche i lavoratori: "Un responsabile e due collaboratrici sportive per ogni sede, quindi almeno 9 persone". 

Potete quantificare le perdite?

"Si fa presto a fare il conto, abbiamo chiuso con circa 200 clienti paganti per ogni centro, adesso saranno una trentina. Facevamo 160 ingressi al giorno circa. Sono poche le persone che rinnovano, anche se abbiamo sempre continuato a seguire le nostre iscritte, con allenamenti online o anche all'esterno, perchè la sede di San Lazzaro ha uno spazio che lo consente, in realtà non ci siamo mai fermate. C'è, e meno male, uno zoccolo duro che ci segue da una vita, però parliamo di poche persone rispetto alla nostra utenza di base. Ovviamente, anche se fossimo aperti, le presenze sarebbero ridotte, soprattutto nella sede del centro di Bologna, molte fanno smart working e non ci sarebbero le studentesse che per noi rappresentavano una fetta importante. 

In questi mesi, non dimentichiamo, gli affitti devono essere pagati, le istruttrici anche per le ore che fanno, ma le entrate non ci sono. I ristori sono arrivati e non coprono neanche le spese di affitto, solo un palliativo. Da dicembre è tutto fermo. E aggiungiamo l'incertezza di non sapere quando...

"Il nostro appello è quello di farci lavorare, con le precauzioni del caso, come gli altri settori. Vogliamo avere le possibilità di riaprire con le giuste protezioni, di fatto siamo chiusi da nove mesi, realtà come le nostre non riescono a sopravvivere"

Quali misure di sicurezza avete preso?

"Ingressi contingentati, percorsi, oltre ovviamente alla sanificazione degli ambienti e degli attrezzi. La particolarità dei nostri centri è quella dell'allenamento in qualsiasi momento della giornata, senza appuntamento, il circuito può tenere fino a 24 persone. A maggio, quando abbiamo riaperto, abbiamo disposto gli ingressi contingentati, su prenotazione, per un massimo di 10 persone per sede, in sale di poco meno di 100 metri quadrati, ossia una distanza di un paio di metri tra le persone". 

Avete anche una app...

"Sì, per le prenotazioni, oltre le 20 persone non potevano prenotarsi agli allenamenti, un modo molto semplice e diretto. Il nostro allenamento durava mezz'ora, quindi le clienti del turno precedente si cambiavano e uscivano, quando il nuovo gruppo era pronto per entrare, l'ambiente era completamente sanificato". 

Perchè, secondo lei, siete rimasti indietro nei programmi di riapertura ? 

"Ristoranti, bar e negozi con metrature sicuramente inferiori, possono contenere più persone delle nostre sale. E' stato fatto di tutt'erba un fascio, le nostre strutture sono diventate capro espiatorio perché le palestre non sono luoghi dove è maggiormente possibile ammalarsi. E inoltre, sarebbe tutto monitorato, quindi ci fa letteralmente ribollire il sangue.

E' assurdo per noi pensare che non si possa trovare una strategia risolutiva diversa. Il nostro appello è quello di farci lavorare, con le precauzioni del caso, come gli altri settori. Vogliamo avere le possibilità di riaprire con le giuste protezioni, di fatto siamo chiusi da nove mesi, realtà come le nostre non riescono a sopravvivere. Il nostro settore non viene considerato, siamo sempre in coda".

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