Emanuele Montagna in Piazza nei panni di Don Marella: "Importante anche per la mia carriera"

Interpreterà il padre dei poveri. Cultura post -pandemia: "Ritengo che il nostro settore sia stato ghettizzato"

Emanuele Montagna interpreta Padre Marella

Domenica 4 ottobre per Bologna la festa sarà doppia: oltre a celebrare San Petronio, patrono della città, in Piazza Maggiore si terrà la beatificazione di Don Olinto Marella. Nel rispetto delle norme anti-covid l'ingresso sarà contingentato (qui le procedure di accesso).

L'evento si preannuncia molto suggestivo, in Piazza Maggiore arriverà un Padre Marella in carne ed ossa: "Sulle note della ballata di Fausto Carpani 'L'Umarén con la bèrba e al capél', tre ore di trucco per vestire i panni di un uomo eccezionale che ha segnato un momento importante della mia vita e della mia carriera artistica, ma non sveliamo nulla". Così l'attore e regista Emanuele Montagna, co-fondatore della "Scuola Teatro Colli", che interpreterà il padre dei poveri. 

Come riparte la cultura dopo il fermo forzato?

"La Scuola Teatro Colli compie 40 anni proprio in questi giorni, in questo sfortunato 2020 per gli eventi legati alla cultura e riparte dal Navile, dal teatro 'Centofiori', dove reciteremo anche nel 2021, grazie anche alla disponibilità del presidente del quartiere Daniele Ara. Nel rispetto delle norme legate all'epidemia e a causa della capienza necessariamente ridotta, siamo costretti a mandare indietro le persone, come si dice". 

Inoltre "ritengo che il nostro settore in questo periodo sia stato ghettizzato, non comprendiamo il motivo della chiusura per tutti questi mesi e la ripartenza a mezzo servizio, si sarebbe potuto riaprire anche un po' prima". 

Parliamo della tua interpretazione di Padre Marella...

"Parte da lontano, la prima fu nel 2003, al teatro Dehon, su un testo di Maurizio Clementi, tutti gli spettacoli furono sold-out e facemmo diverse repliche. Lo stesso accadde nel 2004. Nel 2012 invece, fu la volta delle cosiddette interviste impossibili: un giornalista intervistava Padre Marella sulla sua visione della Bologna contemporanea. Ora lo interpreto di nuovo, in occasione della sua beatificazione". 

Con quale spirito hai affrontato questo personaggio così di peso? 

"Lo conoscevo poco e l'ho incontrato un periodo particolare della mia vita: avevo perso mio padre da poco, era un momento difficile, facevo fatica a concentrarmi, non avevo memoria e non riuscivo a salire sul palco. Quando mi sono visto allo specchio, truccato, ho avuto un tuffo al cuore, ho rivisto mio padre. Ho recitato, la parte la ricordavo perfettamente". 

Cosa rappresenta dunque Padre Marella per te?

 "Oggi posso dire che è un pezzo fondamentale, non solo per quello che ha fatto per la città, ma anche per la mia carriera artistica". 

Beatificazione di Padre Marella: una messa, un percorso in città, un museo e un film in sua memoria

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