Isolamento e quarantena, si fanno i conti con ritardi e burocrazia: "Non sappiamo come comportarci"

Nuove problematiche, non solo di salute, legate all'emergenza sanitaria, dato che i numeri della seconda ondata sono impietosi anche in regione e in città. Diverse le segnalazioni a Bologna Today

Isolamento, quarantena, tamponi e, purtroppo, la burocrazia. I cittadini devono fare i conti con le nuove problematiche, non solo di salute, legate all'emergenza sanitaria da covid, dato che i numeri della seconda ondata sono impietosi anche in regione e in città. Diverse le segnalazioni a Bologna Today in merito ad attese, perplessità, mancati contatti con il Dipartimento di Sanità Pubblica.

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Nessun contatto, nessuna disposizione

"Febbre altissima, dolori alle gambe, ho segnalato il mio stato di salute al mio medico mettendomi in isolamento, in attesa della prenotazione del tampone e senza nessuna visita e terapia sono andata avanti di Tachipirina. In tutto questo frangente di tempo nessuno mi ha contattato per sapere del mio stato di salute", scrive una lettrice.

Una volta ottenuto l'esito del tampone, scrive una lettrice "nessuno, a parte il mio medico curante, si è degnato di chiamarmi. Non ho ricevuto neanche le disposizioni di isolamento e quarantena, ho contattato direttamente un medico del dipartimento di igiene pubblica e ho scoperto che le disposizioni per il mio isolamento risultavano non inviate, la mail non era partita. Una mail a dire il vero è arrivata, ma ormai erano passati giorni e noi eravamo già chiusi in casa. Non è arrivato alcun documento per i miei figli e mio marito, sempre senza sintomi, che non si sono sottoposti ai test, quindi saltato anche il contac tracing". 

"Mio figlio è positivo. Da lì la quarantena per tutti, in famiglia siamo in 5. Nessuna comunicazione da Asl, ma dopo varie mail scritte ovunque ci ha contattato la segreteria dell'assessore Donini. Premetto che noi abbiamo un figlio di 7 anni con problemi di salute abbastanza importanti. Dopo il sollecito della segreteria dell'assessore, il pomeriggio stesso Asl ci contatta". 

C'è chi si arrende e ripiega su screening a pagamento

"Il 28 ottobre entrambi i miei genitori hanno fatto il tampone, i risultati, dopo sollecitazioni, sono arrivati il 2 novembre con esito positivo. A me e mia sorella la comunicazione dell'Ausl sulla quarantena (in quanto conviventi) è arrivata il 4 novembre, e segnava l'inizio della quarantena al 29 ottobre, il giorno dopo il tampone. La PEC dell'Ausl è arrivata a mia madre il 5 novembre, ma mai a mio padre. C'era scritto che la quarantena iniziava dal 31 ottobre, quando in realtà il tampone è stato fatto il 28 (dunque 3 giorni in più del dovuto) - scrive un altro lettore - per quanto riguarda il secondo tampone, l'Ausl dovrebbe farlo fare ai miei genitori dopo 10 giorni dall'inizio della quarantena, quindi il 10 novembre, ma non avendo ricevuto alcuna comunicazione hanno deciso di prenotarlo privatamente a loro spese per il 12".

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"Caos ed errori amministrativi"

C'è poi la vicenda segnalata da Felice,   in isolamento per contatto con positivo covid-19. Racconta di slalom tra errori amministrativi e comunicazioni confuse. "Sono in attesa dell'esito del tampone eseguito al mio 21° giorno di isolamento domiciliare. Sono stato contattato da 5 operatori diversi, che operano in uffici diversi ma facenti capo alla stesso dipartimento, ricevendo indicazioni diverse ogni volta. Pur comprendendo il difficile momento, la situazione creatasi è decisamente paradossale". Dopo vari rimpalli, tamponi che sembravano fissati e invece no, la spiegazione arrivatagli: "l primo operatore non ha compilato bene tutta la mia scheda, il secondo operatore ha sbagliato nell'indicarmi di eseguire il tampone prescritto dal medico perché non successivo al decimo giorno dall'ultimo contatto, pari al giorno di refertazione della positività del mio partner, ed in ultimo, il terzo operatore ha avviato una procedura di isolamento senza fissarmi un nuovo tampone, basilare per permettermi di uscire e tornare a lavoro". Insomma un telefono senza fili, sfociato in attese dilatate e caos. 

Perplessità dal mondo scuola

E ancora dal mondo scuola: "Mia figlia è risultata positiva, probabilmente ha preso il virus a scuola, e io sono in quarantena, non posso andare al lavoro non so bene come comportarmi, volevo rimarcare   l'assenza di comunicazioni dall'Asl per una classe intera", e ancora perplessità sulle pèrocedure come quelle avanzate da una docente: "Siamo andati a lavorare nonostante un caso di bimbo positivo la classe non ha chiuso". 

Isolamento e quarantena, l'Ausl fa chiarezza: ecco come comportarsi

Nel tentativo did iramare qualche dubbio, Bologna Today ha sentito il direttore del Dipartimento di sanità pubblica, Paolo Pandolfi che ha spiegato come "la seconda ondata abbia reso necessario "modificare l'approccio di marzo, quando l'Ausl riusciva anche a chiamare le persone sotto sorveglianza tutti i giorni". Ora, sottolinea Pandolfi, "con numeri così elevati non riusciamo più, siamo oberati". Poi il direttore fa chiarezza su come si è organizzata l'azienda sanitaria e quali i comportamenti che i cittadini devono osservare. 

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