Venerdì, 14 Maggio 2021
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Un orologio per riconoscere i venti

Una villa neoclassica, un timpano e al centro un singolare orologio

Percorrendo via San Giuliano, davanti al cancello del numero 5 si può osservare la facciata di una villa neoclassica. Al centro del timpano si trova un singolare orologio. È un anemoscopio, ossia un orologio che misura il vento. Sul quadrante, che riporta i nomi dei venti, scorre un’unica lancetta, collegata attraverso degli ingranaggi interni a una banderuola sul tetto dell’edificio. Questa banderuola trasmette la posizione del vento che soffia in quel momento.

L’anemoscopio, oggi non più funzionante, è opera dell’orologiaio bolognese Luigi Fabbri, che lo realizzò nel 1765, due secoli dopo l’invenzione da parte di un altro bolognese (d’adozione): il domenicano Egnazio Danti.

anemoscopio (1)-2

Un orologio a vento in questa zona era utilissimo poiché, già dalla metà del XVI secolo, l’area verde di allora fu adibita a orto botanico e, nel 1760, trasformata in orto medico di piante esotiche, che richiedevano temperature elevate anche in inverno. La villa, nel suo stile palladiano, fu costruita per essere la “Fabbrica delle stufe”, nella quale il custode risiedeva e governava il riscaldamento delle stanze, molte delle quali ospitavano piante con particolari esigenze climatiche. Determinante, per un orto, era anche conoscere quale vento soffiasse: per questo nella facciata l’architetto Francesco Tadolini contemplò lo spazio per un anemoscopio.

Oggi la fabbrica delle stufe è un’abitazione privata e l’anemoscopio è fermo da più di cent’anni.

Fonte: guida 'Bologna insolita e segreta' di Davide Daghia, edita da Jonglez, disponibile in tutte le librerie e online

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