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Martedì, 25 Giugno 2024
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Un aeroporto da mal di stomaco: i problemi di salute di chi vive vicino al Marconi

L'Ausl ha confrontato i dati sanitari dei residenti di Navile, Bargellino e i comuni metropolitani che ogni giorno sono esposti al rumore causato dallo scalo. Dai problemi gastrici all'ipertensione, ecco cosa è emerso

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Ipertensione, disturbi gastrici e problemi all’udito. Sono alcuni dei problemi di salute sofferti dalle persone che vivono vicino all'aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna. A dirlo non sono più soltanto i comitati cittadini e i Verdi, che da anni si battono contro i sorvoli sulle aree residenziali, ma la stessa Azienda Usl di Bologna che ha pubblicato il nuovo report sull’insorgenza di patologie tra la popolazione che ogni giorno è alle prese con il rumore causato dagli aerei: “Quanto emerso – si legge nelle conclusioni della ricerca – suggerisce la necessità di un consolidamento delle attività di mitigazione del traffico aeroportuale già adottate e previste e il mantenimento di un sistema di sorveglianza”.

La pubblicazione della ricerca era prevista per un anno fa ma aveva subito dei ritardi legati alla consegna delle linee isofoniche da parte della società che gestisce l'aeroporto. Il documento si basa sui dati sanitari raccolti tra il 2021 e il 2022 e sulla divisione del territorio in diverse zone in base alla quantità di rumore percepibile. Confrontando un campione generale di pazienti dell’Ausl con i cittadini residenti al Navile e al Bargellino e gli abitanti di Anzola Emilia, Calderara di Reno e San Giovanni in Persiceto, lo studio conferma che questi ultimi si rivolgono più spesso a specialisti e farmacia per curare i sintomi di malattie associate all’inquinamento acustico.

Le linee isofoniche della mappa acustica dell'Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna (2021). Verde: 50-55 decibel; grigio: 55-60 decibel; marrone: 60-65 decibel; blu: 65-70 decibel; rosso: 70-75 decibel; arancione: 75-80 decibel. Fonte: Azienda Usl

In particolare, nell’area in cui il rumore va dai 50 a gli oltre 60 decibel, gli esami evidenziano un maggior consumo di farmaci “per disturbi correlati a secrezione acida” e un numero più alto di visite dall’otorino-laringoiatra rispetto alla media aziendale, mentre nell’area dai 55 decibel in su si osserva anche un maggior consumo di farmaci anti-ipertensivi.

Correlati al rumore ci sono anche problemi cardiaci, del sonno e psicologici mentre, prosegue l’Ausl, “non si evidenzia un maggior rischio nel consumo di farmaci sedativi, ansiolitici o depressivi”. I dati riguardo alla mortalità e ai ricoveri dei residenti intorno al Marconi non sono diversi da quelli del campione generale dell’Ausl.

Consumo di farmaci (almeno tre prescrizioni) e visite in otorinolaringoiatria per livelli di esposizione acustica e nell’AUSL di Bologna, 2021-2022-2

Il dato interessante è quello indicato dal “tasso standardizzato”, ovvero la proporzione di casi ‘pulita’ da variabili come il sesso, l’età e altre abitudini che possono avere un effetto sulla salute come il fumo. I campioni vengono resi omogenei tra loro per riuscire a cogliere le differenze tra le due popolazioni confrontate. I valori della tabella riportati in grassetto sono quelli anomali riscontrati tra i residenti vicino al Marconi rispetto al resto dei pazienti dell’Ausl: è il caso, ad esempio, del consumo di farmaci anti-ipertensivi da parte di chi vive nella zona dove il rumore supera i 60 decibel, o il numero di visite in otorino-laringoiatria a cui si è sottoposta la popolazione che vive in tutte le fasce. “Questo è uno studio che però non riesce a stabilire un nesso di causa ed effetto tra le patologie e il rumore dell’aeroporto perché ci sono fattori come quelli citati sopra che non riusciamo a valutare – precisa il direttore di Epidemiologia dell’Ausl di Bologna, Paolo Pandolfi –. Certamente non si può ignorare la letteratura scientifica che ha dimostrato che il rumore causa problemi sanitari”.

“L’esasperazione dei cittadini che vivono intorno al Marconi è da tempo sotto gli occhi di tutti e questo documento è l’ennesima dimostrazione – ha commentato Silvia Zamboni, consigliera dei Verdi in Regione Emilia-Romagna –. Attendiamo però un vero esame epidemiologico che ci permetta di chiarire in modo completo il nesso tra disturbi di salute ed esposizione al rumore. La stessa Ausl sottolinea la necessità di continuare le misure di mitigazione. Ho intenzione di chiedere in aula come intendano proseguire”.

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