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Antichi contenitori di musica

Antichi contenitori di musica

Tesori bolognesi, l'archivio musicale di S.Petronio ora patrimonio di tutti: "Finalmente sarà accessibile"

Un patrimonio inestimabile impossibile da toccare con mano per poterlo lasciare intatto alle generazioni future: la tecnologia e la Rete, oltre a uno staff appassionato, lo renderanno fruibile. Partita la catalogazione che sarà pronta nel 2021

Tesori da custodire e di cui prendersi cura: Bologna è ricca di storia e cultura e l'Archivio Musicale della Basilica di San Petronio, che contiene circa 3000 volumi manoscritti e a stampa, tra il primo Cinquecento e il primo Novecento da alcune settimane è al centro di un'importante catalogazione (secondo la procedura “Sebina Next”), nella linea appositamente concepita per la documentazione musicale, che alimenta contemporaneamente le basi dati online del Polo bolognese e del Servizio Bibliotecario Nazionale. Un passaggio importantissimo visto che in questo modo si renderanno noti a tutti questi documenti di grande valore artistico e storico.

Alessandra Chiarelli, responsabile dell'archivio, spiega che si aggiungerà anche il nuovo inventario bibliografico basato sulla verifica del materiale esistente. E' stata sempre lei a curare una breve descrizione di questo patrimonio per facilitarne la fruizione per studiosi e appassionati: "Il progetto di catalogazione è cominciato da un paio di mesi con alcune sospensioni dovute al virus, ma sta procedendo molto bene. La conclusione del lavoro è prevista entro il 2021, ma solo per questa tranche di finanziamento, poi chiaramente potrebbe continuare in base alle possibilità. E' molto importante per noi che questo patrimonio possa essere condiviso in un’informazione accessibile a tutti, da casa, grazie a un sistema davvero smart di consultazione (che è quello del SBN): pensate che qui, per motivi legati a una corretta conservazione dei volumi, è possibile fare delle visite guidate ed esporre a rischi questi tesori. I no di oggi servono alle generazioni di domani, che potranno godere di tutta questa storia e tutta questa bellezza". E alla domanda su quale sia il pezzo più prezioso, per Chiarelli è impossibile rispondere. 

Un lavoro di squadra: il team che preserva l'archivio musicale e lo promette al futuro

Da qualche tempo, grazie alla presenza di uno staff fisso e qualificato, si attua un intero recupero delle fonti, secondo un percorso articolato e scandito nelle priorità: adeguamento di locali, arredi e contenitori; verifica capillare del posseduto e sua accurata descrizione breve anche ad uso di un nuovo inventario bibliografico aggiornato (dell’attuale responsabile dell’Archivio Musicale, la musicologa e bibliotecaria musicale Alessandra Chiarelli, del musicologo Francesco Lora Simionati e, fino al 2019 poi andato in pensione, del ragioniere Mauro Amedeo Pernici).

Inoltre un nuovo Regolamento (basato su quello degli Archivi diocesani, ampiamente integrato da quello nazionale delle biblioteche, considerata la natura delle fonti, bibliografiche e non archivistiche) ha meglio strutturato la consultazione e la riproduzione per il pubblico. Il complesso dei lavori è sostenuto dallo staff fisso che prevede, oltre ai suddetti, il nuovo rag. Armando Tomesani e il sig. Michele Fortuzzi, organista ma qui efficacemente applicato al minuzioso riordino dei materiali.  Inoltre la più recente iniziativa, appena avviata, consiste nella catalogazione secondo la procedura Sebina Next, nella linea appositamente concepita per la musica, che alimenta contemporaneamente le basi dati on line del Polo bolognese e del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN). 

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Lo staff attuale dell'Archivio Musicale della Basilica di San Petronio

Dalle vecchie schede a SBN

"L’Archivio Musicale è elencato già da molti anni nell’Anagrafe delle Biblioteche SBN; inoltre il lavoro attuale è di fatto una continuazione. Infatti nella base dati SBN erano già incluse 422 schede di fonti musicali petroniane, derivate presumibilmente dalla conversione informatica del catalogo dell’Ufficio Ricerca Fondi Musicali di Milano e del Répertoire International des Sources Musicales. Si trattava di vecchie schede cartacee prodotte nel Novecento tra gli anni Settanta e Ottanta, a probabile cura di Oscar Mischiati (musicologo e bibliotecario musicale, precedente responsabile dell’Archivio Musicale) e del musicologo e catalogatore Carlo Vitali (che allora scrisse anche importanti voci per il Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti pubblicato a Torino da UTET, sui principali compositori attestati nell’Archivio Musicale, come Giovanni Paolo Colonna e Giacomo Antonio Perti)" spiega Chiarelli. 

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Libri corali calligrafici e decorati

"L’attuale catalogazione in linea si deve al contributo erogato dalla Fondazione Del Monte, sufficiente a intervenire sui libri corali del Cinquecento - la parte più antica e storicamente significativa del patrimonio musicale - e forse su una scelta (per ora ristretta) di fonti seicentesche contenenti produzione dei maestri più accreditati. Il lavoro si svolge secondo gli standard e le norme nazionali, fondate sui criteri internazionali, ed è affidato a un catalogatore specializzato, competente per una profonda formazione in particolare sulla musica sacra e una lunga e poliedrica esperienza musicologica e catalografica negli standard e nelle specifiche procedure informatiche (Raffaele Deluca). E’ naturale che l’intento della Basilica sia rendere possibile nel tempo la continuazione di questa catalogazione on line sull’intero patrimonio musicale". 

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"Il percorso completo di recupero e valorizzazione prevederebbe infine un archivio digitale del patrimonio, pure in linea, realizzato secondo criteri adeguati (in particolare, compatibili con quelli previsti dalla Biblioteca Digitale Italiana, iniziativa e base dati digitale del MIBACT, sulla base di standard internazionali)  e il restauro di fonti e contenitori bisognosi, sebbene queste operazioni siano inevitabilmente di previsione ancora lontana". 


 

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