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Sabato, 2 Luglio 2022
Genitori e figli

Baciare i figli sulle labbra, sì o no? La psicologa: "Attenzione ai confini corporei"

Dialogo sul tema con Ambra Cavina, psicologa e psicoterapeuta specializzata in infanzia e adolescenza

Baciare i propri figli sulla bocca: giusto o sbagliato? L'argomento, che non è certo nuovo, è tornato ad accendersi sui social dopo che il noto lo psicoterapeuta dell'età evolutiva Alberto Pellai ha dedicato al dibattito un post il cui senso è ben riassunto in alcune frasi: "A un bambino si danno baci sulle guance e non sulle labbra. Il tocco e il contatto dei genitori verso i propri bambini è il primo insegnamento che essi ricevono sull’importanza di rispettare i confini corporei". Ambra Cavina, psicologa e psicoterapeuta specializzata nell'infanzia e nell'adolescenza consigliera, coordinatrice della Commissione Tirocini e della Commissione Sanità dell'Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi dell'Emilia-Romagna ci dà una chiave di lettura chiara per cercare di capire (se mai ci fosse un giusto e uno sbagliato) cosa è meglio fare e cosa è meglio evitare. E soprattutto perchè. 

Cosa pensa dunque di questo polverone, che ha comunque il merito d'aver sollevato una questione interessante per i genitori che si domandano come comportarsi? 

"Non nego che tutte queste polemiche mi abbiano un po' stupita. Alberto Pellai è un esperto e come tale  ha espresso semplicemente il suo pensiero (derivante da una grande esperienza e formazione) dando un'indicazione psicoeducativa importante, forse ha utilizzato una modalità più perentoria che propositiva e questo evidentemente ha 'scosso'. Evidentemente ha fatto emergere una grande suscettibilità sul tema del rispetto dei confini corporei dei bimbi e degli adolescenti. Penso che Pellai abbia richiamato i genitori alla propria responsabilità di educare i propri figli/e al rispetto dei propri e altrui confini corporei, ricordando che questo insegnamento passa innanzitutto attraverso la relazione affettiva e quindi le modalità di contatto che i genitori hanno nei confronti dei loro bambine/i, da questa esperienza il bambino/a acquisisce la percezione dei suoi confini corporei e quindi di quei limiti che non possono essere valicati senza il suo consenso, un consenso che potrà arrivare quando il bambino/a avrà le competenze per darlo.  

Mi preme ricordare che questi confini corporei di cui si parla sono sì fisici, ma sono anche psichici: rispettare i confini corporei dei più piccoli e dei più giovani è rispettare quei processi che portano alla costruzione dell'identità personale, favorendo i processi di separazione-individuazione ed evitando confusività e ambiguità. Ogni persona ha bisogno di attraversare diversi stadi dello sviluppo e diverse fasi della vita per delineare e definire se stessa, questo percorso inizia molto precocemente e all'inizio passa molto attraverso il corpo e la comunicazione non-verbale con chi si prende cura di lei. 

Bimbi e adolescenti, appunto: c'è una distinzione da fare? 

"Certamente. Un conto è dare un bacio sulle labbra al proprio figlio di pochi mesi, un conto è farlo con il nostro o la nostra figlia adolescente: il bambino è un soggetto in evoluzione che attraversa diversi stadi dello sviluppo e lo sviluppo ha diverse categorie, compresa quella affettiva-sessuale, lo stesso gesto acquista un significato e una valenza diversa a secondo del periodo evolutivo. Nell'interazione affettiva genitore-bambino può essere opportuno capire chi cerca questo tipo di contatto che coinvolge una zona erogena e quindi eccitabile. E' il genitore o il figlio ad essere proattivo? E forse bisognerebbe sempre chiedere al bambino: 'posso darti un bacio'? proprio per rispettare la sua persona". 

I genitori sbagliano spesso su questi fronti? 

"Più che errori potrei parlare, in questa epoca, di una certa confusione nel ruolo genitoriale. Mi sembra che ci sia una crisi delle competenze genitoriali nelle loro funzioni materne e paterne. Incontro molti genitori che desiderano essere "bravi e buoni genitori" e riflettono su cosa significhi, ma appaiono spesso confusi, timorosi di sbagliare, mentre si può solo sperare di essere "sufficientemente buoni" per ricordare Winnicott. Quello che suggerisco ai genitori è di fare attenzione al rispetto dei limiti per il benessere, la sicurezza e il rispetto dei più piccoli e di prendersi la responsabilità di questi limiti e del proprio ruolo genitoriale, nonché è importante che riconoscano le proprie emozioni e i propri desideri per gestirli ed autoregolarsi rispetto alle loro figlie/gli". 

Dunque non esiste un giusto e uno sbagliato? Come regolarsi? 

"No, o almeno da parte mia non c'è un assolutamente no o un assolutamente sì, nel nostro lavoro penso sia importante considerare sempre la situazione peculiare in termini di contesto familiare, culturale e individuale: il concetto generale è che sarebbe corretto evitare comportamenti ambigui e confusivi per i bambini/e per comprendere e far comprendere ai più piccoli quali siano i confini corporei da rispettare per se stessi e per gli altri. Il rischio è che alcuni gesti diventino per un bambino/a non elaborabili, intollerabili, eccessivi quindi anche traumatici ".  

Il post di Alberto Pellai: 

Una foto di David Beckham che bacia sulle labbra la figlia Harper. Anche da questo scatto nasce l'acceso dibattito sulla questione bacio ai figli. E da questo parte lo studioso Pellai per dire la sua sull'affettività affettiva e amorosa. 


"In questi giorni sui social ha imperversato una polemica relativa ai genitori che baciano in bocca i propri figli. E’ un gesto che si vede sempre più spesso fotografato anche nei profili di genitori famosi che sui loro social si mostrano coinvolti in questa azione con i proprio figli. In parte, il dibattito è scaturito quando è apparsa ed è stata diffusa su scala globale la foto di D. Beckham che bacia sulla bocca sua figlia Harper. Diciamocelo chiaramente: è un gesto sbagliato. Senza se e senza ma. Perché gli adulti hanno la responsabilità di offrire tenerezza e contatto ai loro bambini senza mai ricorrere a gesti che possono essere fonte di eccitazione o sensazioni intense. Il tocco e il contatto dei genitori verso i propri bambini è il primo insegnamento che essi ricevono sull’importanza di rispettare i confini corporei. L’intimità che un genitore regala al proprio bambino è affettiva, ma non è amorosa. Ad un bambino si deve dire “Ti voglio bene” e non dire “Ti amo”. Ad un bambino si danno baci  sulle guance, ma non sulle labbra. Ad un bambino si fanno le coccole, non tocchi eccitatori e sensuali. Dire “Ti voglio bene”, baciare sulle guance, coccolare comunica affetto ed è il linguaggio che promuove contatto emotivo tra adulto e bambino. Dire “Ti amo”, baciare sulle labbra, toccare in modo da produrre eccitazione sensuale appartiene al linguaggio dell’amore e serve a generare intimità corporea tra due persone che possono dare consenso a tutto ciò perché ne conoscono i linguaggi, i significati, le implicazioni, le conseguenze. Ogni gesto che riguarda il corpo del bambino è un gesto che gli deve comunicare affetto e che al tempo stesso deve formare in lui la percezione di quali sono i suoi confini corporei, ovvero quei limiti che nessuno può valicare senza il suo consenso. Un consenso che potrà dare solo quando avrà le competenze per distinguere ciò che è affetto da ciò che è amore. Che cosa pensereste se vedeste uno zio, un maestro o un allenatore dare un bacio sulla bocca al vostro bambino? Probabilmente interverreste fermamente chiedendo che quella cosa non accada mai più. Quindi, se quel gesto è inappropriato se fatto da un adulto verso un bambino, resta inappropriato anche quando viene compiuto dai genitori. Vale per il bacio sulla bocca quello che vale per lo schiaffo. Non vorremmo mai che un adulto schiaffeggiasse i nostri figli. Questo rimane un buon razionale per imparare – noi stessi genitori – a non dare mai schiaffi ai nostri figli. Perché il rispetto che l’adulto deve al bambino, non cambia a seconda di chi lo deve mettere in gioco. Tutti gli adulti, genitori compresi, devono rispettare i bambini. E i baci  sulla bocca – così come gli schiaffi – non sono gesti rispettosi. Punto e basta. Se pensi che questa comunicazione sia utile ad altri genitori, condividila. Il dibattito, naturalmente resta aperto. Ma in questo caso, mi sento di chiedervi fiducia incondizionata: per una volta fidatevi di ciò che ogni buon professionista vi direbbe a proposito di questo argomento" - Alberto Pellai (Facebook)

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Ambra Cavina 

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