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Lunedì, 3 Ottobre 2022
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Grande caldo di luglio: a Bologna mortalità +22%

Secondo gli esperti, le intense ondate di calore potrebbero diventare la "nuova normalità"

Bologna è stata spesso ai primi posti per le temperature elevate e le ondate di calore nel mese di giugno e luglio che si sono accompagnate anche all'assenza di pioggia e all’allarme siccità. Anche nella nostra città si è quindi registrato un incremento di mortalità, come rivela il 'Report mortalita' e accessi in pronto soccorso estate 2022', del ministero della Salute.

Nella prima metà di luglio l'incremento nazionale è stato del 21%, in particolare a Brescia (+31%), a Bologna (+22%), Firenze (+22%), Roma (+28%), Viterbo (+52%), Latina (+72%), Napoli (+27%), Cagliari (+51%), Bari (+56%), Palermo (+34%), Catania (+35%) e Catanzaro (+48%).

Dal documento emerge inoltre come nella seconda metà di maggio la mortalità sia risultata complessivamente superiore all'atteso (+10%) nelle città di Brescia, Roma, Pescara, Bari e Potenza, mentre nel mese di giugno sia da segnalare complessivamente una mortalità del 9% superiore all'atteso a Torino (+11%), Roma (+13%), Napoli (+15%), Bari (+23%), Palermo (+19%) e Catania (+32%).

Tra le città del NORD la mortalità totale e nelle classi di età 65-74 e 75-84 anni è stata in linea con l’atteso, mentre per la classe di età 85+ anni è stata lievemente superiore, fa saepre il ministero. Tra le città del CENTRO-SUD la mortalità totale e nelle classi di età 65-74 e 85+ anni è stata superiore all’atteso, mentre per la classe di età 75-84 anni è stata lievemente superiore all’atteso

"Nuova normalità"

Il ministero riporta inoltre le previsioni dell'Organizzazione mondiale della meteorologia (Wmo), ovvero le ondate di calore che si stanno osservando nell'estate 2022 rappresenteranno in futuro la nuova normalità. Estati quindi più lunghe e intense con un impatto sempre più rilevante sulla salute della popolazione esposta.

Uno scenario condiviso anche nel corso di un'intervista da Giacomo Parrinello, storico dell'ambiente e assistant professor all'istituto Sciences Po di Parigi: "Sulla reversibilità bisogna essere molto chiari: non siamo più nella condizione di poter revertire alcunché. Non è una questione di opinione ma di scienza. Siamo già in una situazione in cui le temperature medie sul pianeta sono aumentate di almeno un grado, in alcune zone tra cui la valle padana anche di più", 

Infatti secondo l'Ipcc - The Intergovernmental Panel on Climate Change - le temperature nei prossimi anni aumenteranno più velocemente nell'area del Mediterraneo e in Italia. In assenza di interventi di riduzione delle emissioni, il riscaldamento globale potrebbe superare i 2°C a metà secolo con una concomitanza di effetti che andranno dall'aumento delle temperature estreme, della siccità e degli incendi, alla diminuzione del manto nevoso e della velocità del vento, oltre all'incremento medio del livello del mare.

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