Giovedì, 18 Luglio 2024

Addestramento duro e passione: vi portiamo nella palestra degli “ultimi” campanari | VIDEO

Un mestiere lo è stato per pochi , gli ultimi campanari di professione furono i Maggi di San Petronio. Segreti e curiosità di una tradizione millenaria che sopravvive all’ombra delle torri

Una passione per un mestiere che ormai è diventato un hobby. Una lunga tradizione di armonie per mantenere viva un'arte che sta man mano scomparendo. L'Unione Campanari Bolognesi racconta cosa significa essere uno dei pochi campanari nel 2023 e ci spiega come un mestiere spesso sottovalutato richieda invece tanto impegno e costanza. "Di dieci nuovi curiosi che arrivano per imparare, più della metà lascia l'addestramento dopo qualche mese. I risultati sono difficili da ottenere subito, ci vuole costanza e pazienza. Vengono vesciche, dolori alle spalle e servono sempre i tappi per evitare di diventare sordi" dicono i membri dell'associazione nel farci vedere cosa accade dentro la torre del campanile di una qualsiasi chiesa nelle giornate di celebrazione più importanti. 

Un'associazione che poi - come ci spiegano - diventa un luogo per instaurare rapporti di amicizia e legami tra tutti i campanari: "Questo mestiere - che oggi è purtroppo è diventato solo un hobby - ti insegna l'intesa e la fiducia solo attraverso lo sguardo. Quando si suonano le campane è impossibile parlare tra di noi, per cui si impara a capirci dalle espressioni, si acquisisce una coordinazione che va al di là delle parole, ma segue un'armonia unica". Tecniche e indicazioni dialettali che hanno radici sin dal 1500 e che oggi sono mantenute in vita da persone come loro. 

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