Chirurgia plastica, come e quando: "Ad alcuni pazienti dico no, è bene agire in assenza di fragilità"

L'INTERVISTA. Rita Solinas, chirurgo plastico: "Le origini di questa scienza, pochi lo sanno, ma sono antichissime. Tracce nell'antico Egitto. Oggi le richieste maggiori sono mastoplastiche, lipoaspirazioni e interventi al viso"

Rita Solinas

La chirurgia plastica non è una scienza moderna come siamo portati a credere. Tutt'altro: ha origini lontanissime e le descrizioni dei primi interventi risalgono addirittura a documenti egizi e a testi sanscriti dell’antica India. Già il papiro di Edwin Smith, datato 3.000 a. C. contiene la prima descrizione della ricostruzione di un trauma del volto, con fratture nasali e della mandibola. E plastikos in greco che significa modellare, dare forma.

Quello della chirurgia estetica è un argomento che interessa molto, ma sul quale c'è spesso disinformazione. Quasi una rivelazione, eppure se ci si pensa bene l'attitudine alla manipolazione del corpo un andamento sociale che da sempre è insito nell'uomo e che mira a una omologazione con il proprio gruppo sociale (basti pensare alle "donne giraffa" e ai piedi artificialmente deformati delle donne cinesi delle dinastie Song, Ming e Qing). Essere come gli altri appartenenti del mio gruppo e possibilmente, anche migliore. 

Qual è lo scopo di un intervento estetico? 

Rita Solinas, già medico generale d'urgenza si è specializzata in chirurgia estetica a Rio de Janeiro con il professor Ivo Pitanguy, uno dei più noti luminari della chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica da cui ha imparatto le tecniche più innovative e all’avanguardia apprendendone anche il suo modo di vedere la materia: "Lo scopo di un intervento è quello di dare dignità, sicurezza e libertà di sè. Se si interviene per migliorare e non per salvare una vita i rischi devono essere ridotti al minimo ed è su questa premessa che si basa la mia personale visione di di una bellissima professione, che mi porta spesso a dire dei no".

"Dire di no a un paziente è la forma più alta di rispetto che un chirurgo possa esprimere"

Qual è lo stato di salute della chirurgia estetica? Quale il target che si rivolge a lei e cosa le chiedono nella maggior parte dei casi? "L'era d'oro della chirugia plastica, che ha avuto inizio verso la metà degli anni '80, non è realmente mai finita anche se c'è una tendenza a preferire la medicina estetica (per intenderci: le famose punturine), i cui risultati però non sono di certo paragonabili. Il mio target è costituito da un 65/70% da donne e per il resto da uomini. L'età media nel tempo si è molto abbassata e non è affatto raro il caso in cui siano le stesse madri ad accompagnare a un consulto la figlia 18enne o comunque molto giovane: ecco uno dei casi tipici dei miei no legati al fatto che il paziente sia a mio parere troppo influenzabile da fattori esterni. Tornando alle richieste, diciamo che nella maggior parte si tratta di interventi sul seno (mastoplastica, spesso post allattamento), lipoaspirazioni, sollevamento della palpebra calata (blefaro plastica), modifiche scheletriche ossee al viso. Si tratta in generale di un bisogno di migliorare il proprio aspetto". 

Le richieste particolari al chirurgo estetico: tante convinzioni dettate dalla cattiva informazione

Richieste particolarmente curiose e inattuabili ne ha avute? "Tenendo sempre bene a mente che il nostro corpo non è plastilina modellabile e che ogni intervento è irreversibile per il nostro organismo (non nel senso che non si possa tornare alla forma originaria, ma che una volta fatto lascia comunque una traccia) e premesso che la mia fama stessa non mi porta pazienti con richieste assurde la malainformazione spesso dà i suoi effetti: mi chiedono per esempio se con la chirurgia è possibile cambiare il tono della voce. La risposta ovviamente è no. La chirurgia estetica non deve essere autoreferenziale e fine a se stessa, ma uno strumento per migliorarsi". 

Migliorarsi sì. E sono i casi in cui non la notiamo perchè discreta e ben fatta. Ci sono però anche i seni spropositati e le labbra esageratamente gonfie: perchè succede ciò? Non ci si riesce a fermare? "Un paziente può sottoporsi all'opinione del medico, ma può poi decidere in autonomia cosa vuole. Un medico può decidere di eseguire un intervento o reputarlo non idoneo: si tratta non di una scelta tecnica, ma etica. Detto questo, ognuno quando guarda sè stesso vede qualcosa di diverso dagli altri. Quello che di certo è sbagliato è trasformare la fragilità in business e chi fa un lavoro come il nostro da tanto tempo è un po' anche psicologo e ai colloqui riesce a cogliere diverse sfumature che poi gli consentono di decidere. Esistono comunque dei software che simulano la trasformazione partendo da una foto ed è già un primo passo per capire a quale risultato si arriva". 

Operarsi in sicurezza: "Sì all'anestesia totale, ma è una scelta che fa il medico"

Fare un intervento in sicurezza. Quali sono i rischi e quali le precauzioni? "Rischi particolari non ce ne sono se ci si rivolge ai professionisti, che devono essere dei medici anche se si tratta di medicina estetica. Per quanto riguarda me, io ho scelto di eseguirli solo su ricovero e con anestesia totale. Il paziente lo voglio tenere sotto controllo almeno per le prime 24 ore (anche per una blefaro). Molti però fanno interventi ambulatoriali in anestesia locale. E' una scelta". 

Chi è Rita Solinas

La Dottoressa Rita Solinas si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1978 presso l’Università degli Studi di Bologna Alma Mater Studiorum e presso la medesima Università, nel 1984, si specializza in Chirurgia Generale d’Urgenza e Pronto Soccorso. Successivamente, per ampliare le sue conoscenze, decide di frequentare La Pontificia Università degli studi di Rio de Janeiro presso l'istituto di Chirurgia Plastica diretto dal Prof.Ivo Pitanguy dove si specializzerà in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. Quest’esperienza gli ha permesso di imparare sia le tecniche più innovative e all’avanguardia del settore e sia di essere guidata da uno dei più noti luminari della Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, imparando non solo le metodologie ma apprendendone anche il suo modo di vedere la materia. Ha partecipato a numerosi congressi internazionali in qualità di relatore e per essere sempre a conoscenza delle ultime innovazioni frequenta numerosi corsi di aggiornamento sia in Italia che all’Estero. Ha lavorato per oltre 25 anni presso l’Ospedale Maggiore di Bologna nei reparti di Chirurgia Generale e di Chirurgia Plastica dove si occupava principalmente del Trattamento Chirurgico dei Traumi del Volto e di Ricostruzione Mammaria. Attualmente lavora come libero professionista presso i suoi studi medici in Emilia Romagna. 

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