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"Luoghi di lavoro insicuri. Tamponi per tutti": 400 in protesta davanti al Comune

L'accusa di Sgb: "la tracciabilità è persa e chi è a contatto con una persona positiva al Covid non viene mandato a casa"

Tampone per tutti i lavoratori e salario garantito al 100% anche per chi rimane a casa. A Bologna va in scena una protesta doppia, di operatori sociali delle cooperative e dei dipendenti comunali: si sono trovati in presidio sotto la sede del Comune di piazza Liber Paradisus unendo i sit-in per semplificare le operazioni di messa in sicurezza e limitare gli assembramenti. Si trovano comunque in 400, tutti distanziati e con mascherine, per portare avanti le due istanze.

La protesta degli operatori sociali 

Quella degli operatori sociali fa parte dello sciopero nazionale di oggi, che chiede "il 100% della retribuzione perche' quelli in appalto sono rimasti a casa senza stipendio, e noi chiediamo di essere pagati e retribuiti a prescindere", e di "internalizzare i servizi", spiega Rosella Chirizzi di Sgb.

Figure lavorative nei servizi pubblici in appalto o in accreditamento come servizi scolastici, centri diurni, nidi, scuole materne, servizi domiciliare, oggi incrociano le braccia fondamentalmente per chiedere le stesse tutele riservate ai dipendenti pubblici, come appunto il salario pieno "anche in caso di chiusura delle scuole e dei servizi, totale o parziale", perche' "non siamo piu' disponibili ad accettare, come accaduto nella prima fase della pandemia, ammortizzatori sociali che hanno comportato tagli ai salari fino al 40% , nonostante le risorse economiche siano gia' stanziate nei vari bilanci pubblici per i capitolati d'appalto".

In presidio anche i dipendenti pubblici 

Insieme agli operatori pero' ci sono anche gli stessi dipendenti pubblici, che da almeno un mese sono in lotta per quanto riguarda la presenza sul luogo di lavoro. Proprio mentre in Italia i dati sui contagi continuavano a peggiorare e la possibilita' di nuove chiusure aumentava, il Comune stabiliva infatti un rientro graduale in presenza dei lavoratori.

Sicurezza "che non c'è"

Denominatore comune di questa doppia protesta in Liber Paradisus comunque rimane la sicurezza "che non c'è". Infatti, "la tracciabilità è persa e chi è a contatto con una persona positiva al Covid non viene mandato a casa, questo è il protocollo di questa citta' e di questa Regione, ma deve continuare a lavorare e magari andare in giro per altri nidi, altre materne, altre scuole- rincara la dose Chirizzi- questo vuol dire programmare la diffusione del virus. Non so, posso immaginare che un Merola o un Bonaccini vogliano fare l'immunita' di gregge, non capisco qual e' il comportamento". Secondo la sindacalista, "la realta' e' che qui il virus si sta diffondendo e che nei posti di lavoro la sicurezza non c'e'"(Agenzia Dire)
 

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