Note e spartiti in videochiamata: a lezione di chitarra al tempo del coronavirus

Francesco Guarino insegna musica e continua a seguire 30 allievi su whatsapp. "Manca la cosa fondamentale: suonare insieme. Ma invio audio e registrazioni delle basi"

La musica, si sa, non conosce confini e in questi giorni di isolamento dà aiuto e sollievo a molti. Tra concerti in streaming e sfilze di playlist da ascoltare, ormai da giorni la nostra parte di mondo sembra trasformarsi in una gigantesca Boiler Room. E così anche le lezioni di chitarra si fanno in rete, con una videochiamata su whatsapp.

Francesco Guarino – maestro di musica, musicista e cantautore – ha iniziato a sperimentarle le prime settimane di chiusura delle scuole e adesso è diventato un esperto. Danno ottimi risultati, ci dice. Lui, 32 anni, della passione per la musica ne ha fatto anche un lavoro e quando tornerà la normalità, anche lui tornerà a dividersi tra Bologna e San Giovanni in Persiceto per seguire i suoi 38 allievi, tra la scuola di musica e l'Istituto comprensivo 6 di Bologna.

Come si sta organizzando?

"Sto continuando a fare lezione così come fanno i docenti, io però uso semplicemente whatsapp perché la lezione è one to one, un allievo alla volta, e poi è uno strumento immediato, ce l'hanno tutti. Ho escluso momentaneamente i piccolissimi delle scuole elementari, dove lavoro tramite l'associazione Musicaper, quelli che hanno sei o sette anni. Quindi in totale diciamo che ne seguo una trentina; cerco di spalmare le lezioni su tutta la settimana mantenendo gli stessi orari, senza modifiche al calendario".

Come si svolge?

"Lo faccio da due settimane, ma questa è la più intensa. Si può avere qualche difficoltà a volte, soprattutto se ci sono problemi di connessione internet, ma per il resto la lezione è più o meno uguale. Anzi, ho notato che sono più concentrati sullo schermo perché non hanno distrazioni intorno, probabilmente anche perché sono abituati a guardare videotutorial online. Inoltre in video si riescono ad ingrandire meglio i dettagli e le posizioni delle dita per gli accordi si vedono bene". 

E praticamente come leggete la musica?  

"Gli avevo già dato diversi spartiti e quindi i ragazzi hanno una copia cartacea, io li metto in condivisione in pdf e li leggiamo insieme. Rispetto a prima, la differenza è che non posso scrivere la diteggiatura, i suggerimenti sullo spartito, e così devono pensarci loro; sono obbligati a farlo ma è positivo perché li rende più autonomi. Certo, manca la cosa fondamentale: suonare insieme. In videochiamata è molto difficile farlo perché basta un minimo ritardo della connessione per far saltare tutto, però ho trovato una soluzione: invio delle registrazioni audio, alcune basi su cui suonare. Se poi qualcosa è veramente difficile, mando piccoli video degli accordi". 

Come rispondono i ragazzi?

"Sinceramente li vedo contentissimi: i ragazzi di nove e dieci anni ne sanno più di me. Riescono anche ad aprire tre finestre contemporaneamente, mandano file, video, foto: non so come fanno!  In fondo sono abituati ad avere tra le mani tablet e computer. Inoltre hanno più tempo per studiare quindi sto vedendo anche miglioramenti". 

Lei come sta vivendo questo momento?

"Con la musica ovviamente. Suono, compongo. Tutti i concerti sono bloccati ma ora ne faremo alcuni in streaming, proprio ieri ne ho sentito uno di un amico. È stato bellissimo, emozionante. Questa situazione ci costringe a riflettere e a dare più valore a tutto quello che di solito abbiamo. Quando torneremo alla normalità, almeno all'inizio, credo sarà tutto piacevole, come la prima stretta di mano. Poi piano piano ci riabitueremo".

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