Appennino: al via la campagna di crowdfunding 'Aiutaci a legalizzare la mountain bike'

L'obiettivo è creare un comprensorio della mountain bike per praticare liberamente questo sport nei trail della Pineta di Loiano e l'Alpe di Monghidoro

"La mountain bike è il nostro sport e la nostra passione". Inizia così la lunga nota dei bikers di 3 diverse associazioni (Ajson,FreeBike65 e Pinewood) dell'Appennino Bolognese, che spiega la nuova campagna di crowdfunding 'Aiutaci a legalizzare la mountain bike', avviata a Loiano. "Da tanti anni ci dedichiamo volontariamente e gratuitamente alla cura dei sentieri  - si legge - affinché tutti possano godere delle bellissime discese e dell’estesa rete di trail del nostro territorio. Abbiamo deciso finalmente di fare un passo importante e creare 'Bologna Montana Bike Area, cioè un comprensorio dedicato alla mtb in tutte le sue forme e discipline. Abbiamo mosso i primi passi, ma l’equilibrio è ancora molto precario e, per affrontare la spesa di “legalizzazione” dei sentieri, ci serve il tuo aiuto. Aiutaci a sostenere le spese tecniche e legali per mettere in regola i sentieri: un giorno potrai dire di aver contribuito alla nascita di una delle realtà territoriali più rilevanti nel panorama italiano delle ruote grasse".

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I bikers dei comuni di Loiano, Monghidoro, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro vogliono realizzare un sogno: creare un comprensorio della mountain bike per praticare tutti liberamente questo sport nei trail dalla Pineta di Loiano e l'Alpe di Monghidoro. Questa campagna è curata operativamente dalle associazioni sportive (ASD) Ajson, Freebike65, Pinewood e da Studio Nilo, ma affronta una questione fortemente condivisa da tutti gli appassionati. "Il problema è questo - sottolinea la nota - attualmente i sentieri non hanno alcun riconoscimento legale. Finché non lo avranno, i “nostri” trail non potranno essere completamente al sicuro. Per questo, vogliamo coinvolgere i proprietari dei terreni attraversati dai percorsi per far sì che le bici possano girare liberamente senza pericoli e per evitare che i tracciati siano interrotti o resi impraticabili, come già avvenuto anche nel recente passato. In altre parole, è necessario informare i proprietari e sollevarli da qualsiasi responsabilità personale derivante dal passaggio di noi bikers. A questo proposito è necessario l’intervento di un tecnico per mappare i tracciati (ricerca sulle mappe catastali) e individuare i numerosi proprietari coinvolti, in modo che poi un legale possa contattarli e affrontare con loro tutte le questioni relative ad autorizzazioni ed assicurazioni".

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