Decreto rilancio, l'ira di Merola: "Città metropolitane ignorate, ma sono un terzo del Pil"

"Il ruolo delle istituzioni più vicine ai cittadini è stato considerato secondario. Comuni, intesi come ambiti di decentramento ed esecuzione di decisioni del Governo"

Il sindaco di Bologna aveva già fatto presente che i fondi per i comuni previsti dal "decreto rilancio", approvato nella serata del 13 maggio dal Consiglio dei Ministri, non bastano, ma oggi è sbottato, a giudicare da quanto si legge in una sua nota.

Per il primo cittadino, delegato Anci all'agenda urbana per lo sviluppo sostenibile, le ciittà sono state "dimenticate" durante l'emergenza coronavirus: "Se nella relazione tra Stato e Regioni è il conflitto ad avere (almeno fin qui) caratterizzato i giorni della crisi, nei confronti degli enti locali la cifra distintiva è stata piuttosto la sottovalutazione dei problemi indicati dai Comuni", sostiene "nelle previsioni del Governo (ma non nella realtà di contrasto quotidiano alla pandemia e ai suoi effetti) il ruolo delle istituzioni più vicine ai cittadini è stato considerato secondario. Ai Comuni, intesi sostanzialmente come ambiti di decentramento ed esecuzione di decisioni prese dal Governo, sono state affidate solo l'individuazione dei beneficiari degli assegni per l'emergenza alimentare, e l'erogazione del relativo contributo tra i nuclei familiari in stato di maggior bisogno, mentre solo negli ultimi giorni ci si è mossi verso un riconoscimento di stanziamento per sostenere i municipi nello sforzo in atto, con tre miliardi già oggi insufficienti".

Approvato il "Decreto Rilancio da 55 miliardi"

Per Merola, "ancor più severa è, per molti versi, la condizione delle Città metropolitane (e delle Province), ignorate del tutto nel disegno dei provvedimenti contro l'emergenza sanitaria. E ciò a dispetto di alcuni elementi che avrebbero dovuto far riflettere (e agire) ben diversamente", quindi "è una dimenticanza ostinata del ruolo che pure si era immaginato per questi enti solo cinque anni fa, quando la loro istituzione fu la prima, forse unica, vera reazione alla crisi economico-finanziaria".

"Mentre le regioni - afferma ancora il sindaco - mostrano in tutta evidenza fastidio e sospetto per queste 'eccezioni' nel loro tessuto locale, lo Stato continua a dimenticarsene. Forse ancora vittima del pregiudizio 'antiprovinciale'. Si dimentica che le città metropolitane sono, innanzitutto, città e rappresentano un terzo del Pil del paese"e rivendica le "risorse e i poteri per cui sono state create", avendo "come interlocutrice la presidenza del Consiglio per concordare una concreta agenda urbana Nazionale, così come già fatto in Europa e in diversi stati europei". (dire)

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