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Le elezioni in USA viste da Parker, studente americano che per il Covid ha dovuto lasciare Bologna

Studia biochimica a New York e aveva scelto la nostra città. Oggi, dopo le lunghe presidenziali americane, ci dà il suo sguardo di 20enne su Trump, su Biden e sul sistema elettorale degli USA

Parker Bartz ha 21 anni, è di Des Moines, nello stato dell'Iowa (USA) e frequenta l'ultimo anno di College a Vassar, New York. Aveva cominciato a studiare biochimica in Italia, a Bologna, ma dopo soli due mesi è arrivato il Covid-19 ed è stato rimandato a casa. Così, forse con un po' di nostalgia e rammarico, ha deciso di commentare per noi queste strane elezioni presidenziali, che ci hanno tenuti in bilico per giorni, fino alla vittoria di Joe Biden su Donald Trump. Parker non è un politologo, nè un economista: è "solo" un ventenne che ci fornisce uno sguardo fresco e pulito sul voto a stelle e strisce, piuttosto che un'analisi matura e sapiente da manuale. Come gli americani hanno vissuto questa tornata elettorale? Perchè è stata così sentita e quale risultato ci si aspettava? 

Presidenziali fuori dal comune 

Le elezioni che abbiamo appena visto e che tu hai vissuto direttamente sono state elezioni molto particolari, sentite e partecipate. E' così? E sugli episodi di violenza cosa ci dici? "Le presidenziali 2020 sono state decisamente diverse rispetto a quelle degli anni passati. Ed è stato anche a causa della pandemia che si sono viste scene di paura e di violenza, con tutti quei negozi barricati per scongiurare danneggiamenti. Le elezioni precedenti, quelle che videro lo scontro fra Hillary Clinton e Donald Trump, non c’era poi tutta questa spinta a votare, per varie ragioni. I sondaggi prevedevano la vittoria facile di Hillary Clinton e questo forse ha portato i suoi sostenitori a non votare, perché pensavano che il loro voto non avrebbe avuto grandi effetti. Oppure semplicemente, molti americani non volevano scegliere fra Clinton e Trump. Quest’anno il clima era totalmente diverso. Una grande voglia di esprimere il proprio voto e la voglia di dirlo ovunque, social compresi.  

E infatti quest’anno l’affluenza alle urne è stata enorme. Uno dei grandi messaggi che è passato soprattutto fra noi giovani, è stato 'anche se non ami Biden, votalo se non ti piace Trump'. Insomma, quello che voi chiamate il male minore. E' stato probabilmente un messaggio chiave,per queste elezioni. 

Il cambiamento principale sulla modalità di voto è stato determinato dal Coronavirus ed è stata la necessità di inviare le schede via posta (e penso che ci siano stati molti problemi e confusione). Ad esempio, hanno inviato la mia scheda elettorale originale all’indirizzo sbagliato e io ho dovuto chiederne un’altra, sperando poi che la secondia sia arrivata in tempo in Iowa da New York. 

Il discorso sulla violenza che avete visto in tv e sui media è vero e anch’io avevo/ho paura, ma non credo che la paura e gli atti violenti abbiano influenzato la scelta di nessuno".

Sondaggi e aspettative  

Ti aspettavi la vittoria di Joe Biden? "In generale, ho diffidato dai sondaggi che, per la maggiore, hanno comunque proiettato la sua vittoria. Che è arrivata, ma non è stata così facile come molte previsioni preannunciavano. So che sono comunque moltissimi gli americani ad amare  Trump". 

Tu come hai votato? Cosa pensi del sistema elettorale degli States? "Ho votato per Biden/Harris, ma nel caucus iniziale dell'Iowa ho sostenuto Sanders (il termine caucus in senso in USA indica un incontro che si svolge tra i sostenitori di un partito politico o di un movimento). Il processo iniziale che vede i caucus in alcuni stati e le elezioni primarie negli altri è molto strano. Penso che il collegio elettorale sia obsoleto e sostengo la sua abolizione. È chiaro che il collegio non 'pesa' i voti di tutti gli stati allo stesso modo. C’è una frase comune che vedo frequentemente: con il collegio elettorale, i voti individuali del Wyoming hanno un’influenza o un peso 3.6 volte maggiore rispetto a quelli della California. Ogni singolo voto dovrebbe ovviamente avere lo stesso valore".

Cosa pensi di Trump? "Narcisista, egoistico. È come un bambino fastidioso, ma ovviamente più sinistro e scellerato".

Il miglior presidente?  

Secondo te quale è stato il miglior presidente degli USA di sempre? "Davvero non lo so, non sono tipo un appassionato di storia. Parlando nello specifico del miglior presidente durante la mia vita, devo dire Obama. Nonostante le sue imperfezioni, è la scelta ovvia".

Cosa succederà adesso? "Ancora non lo so, spero che non ci siano notizie di violenze nei prossimi giorni e spero che Donald Trump ceda entro gennaio (dopo tutte le cause legali che minaccia). Ho ascoltato il discorso di vittoria di Biden, nel quale parla di riunire una coalizione di scienziati per consigliarlo su come controllare al meglio Covid-19. Spero che le politiche originate da questa coalizione possano essere rese obbligatorie il prima possibile. Spero che ci sia un accordo su un altro pacchetto di stimoli. Spero che i ballottaggi in Georgia, in gennaio, vadano bene. Non sono troppo ottimista, ma forse, con l'aiuto di Stacey Abrams, andranno bene. Queste sono le cose che spero accadano immediatamente. Voglio anche che inizino a lavorare molto presto per affrontare problemi come il cambiamento climatico e l'ingiustizia razziale". 

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