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Giovedì, 19 Maggio 2022
Attualità

Estate 2020 a Bologna: 4 posti dove sentirsi in vacanza restando in città!

I bolognesi del passato conoscevano bene questi luoghi e queste erano le loro vacanze, senza bisogno di andare al mare: se restate in città potreste fare come loro e riscoprire spiaggie, specchi d'acqua e cascate che vi stupiranno come foste turisti

3. Cascate del Dardagna: un luogo incantevole, un sentiero pieno di sorprese

CAscate del Dardagna-2

PIù che sentirsi in vacanza, qui ci si sente in un mondo incantato e lontano. Eppure siamo vicinissimi a Bologna, siamo a Corno alle Scale. Il torrente Dardagna forma sette cascate lungo il suo corso fino a Madonna dell’Acero, per poi continuare il suo percorso a valle. Tra tutte la più famosa e maestosa è l’ultima, cioè quella che si trova a Madonna dell’Acero. La cascata, facilmente raggiungibile a piedi, mostra tutta la potenza dell’acqua, che si precipita per diversi metri. Lasciatevi incantare da questo luogo fiabesco dove è possibile entrare in completo contatto con la natura.

Dalle conche del Cavone, nasce il torrente Dardagna, due distinti rami lo formano, quello principale, a est, scende dal Corno alle Scale (m. 1945 slm) e quello secondario, a ovest, dal Monte Spigolino (m. 1827 slm), stretto dal Cengio Sermidiano, precipita poi con una serie di suggestivi balzi in una vallata dalla morfologia Questo imponente sistema di salti d’acqua è la meta ideale per una splendida e facile escursione fluviale, posta circa duecento metri più in basso. Ai piedi della cascata, il profilo del torrente si addolcisce per un breve tratto, consentendo lo sviluppo di numerose specie vegetali lungo le sponde e nei ristagni d’acqua. In questa prima cascata, come del resto nelle seguenti, la vegetazione presente sui massi e sulla riva è costituita da specie legate in diversa misura alla presenza dell’acqua, che domina e caratterizza l’intero ambiente.Fra queste si osserva la Calta palustre (Caltha palustris), un’altra specie tipica legata all’acqua è la Coda di cavallo (Equisetum arvense), non manca inoltre il Farfaraccio (Petasites hybridus) dalle ampie foglie, larghe fino a 60 cm.

Sui detriti alla base delle cascate sono evidenti, specialmente durante la fioritura, nuclei più o meno espansi di Garofanino maggiore (Epilobium augustifolia), alternati a colonie di Lattuga Montana (Prenanthes purpurea) ed a gruppi si Senecione silvano (Senecio nemorensis) dal fusto eretto e foglioso alta 6-12 cm, si può inoltre osservare il Salice da vimini (Salix viminalis). Il suolo pietroso presente in prossimità del corso d’acqua attira e favorisce il vegetare dell’Acero montano (Acer pseudoplatanus), il Nocciolo (Corylus avellana). Aggiriamo il primo salto delle cascate, sulla sinistra, utilizzando i tornanti di un sentiero a scalini di legno e raggiungiamo dapprima il secondo salto, poi via via tutti glia altri sino all’ultimo, quello superiore, forse il più suggestivo con i suoi trenta metri di dislivello. Ad ogni salto ritroviamo i caratteri morfologici osservati per il primo, mentre una curiosità si mostra alla nostra attenzione: la quantità d’acqua prima delle cadute è sicuramente inferiore di quella che si raccoglie ai loro piedi. Ciò avviene per una caratteristica delle stratificazioni presenti: a causa della loro fessurazione, la portata idrica, esigua sopra i salti, si arricchisce perché lungo la parete verticale vengono alla luce quelle acque del bacino superiore infiltratesi nel substrato e percolanti tra gli strati stessi

Il percorso consigliato per raggiungere le cascate: 

Il sentiero che porta alle cascate del Dardagna (“sentiero delle sette cascate”) si può suddividere in due “tronchi”. Il primo (santuario di Madonna dell’Acero – ultima cascata) è facile e adatto a tutti, il secondo (ultima cascata – Cavone) è di media difficoltà. Per iniziare il trekking è necessario arrivare in auto o con i mezzi pubblici a Madonna dell’Acero, dove potrete visitare il santuario e ammirare l’acero secolare dove si dice sia apparsa la Madonna. Da qui, esattamente alle spalle dell’edificio, parte il sentiero CAI 331, un comodo e largo percorso che vi porterà ad ammirare la potenza della cascata. Questa prima parte è adatta a tutti, bambini e anziani compresi, non presenta difficoltà particolari o dislivelli importanti. Nelle fresche acque del torrente Dardagna vivono animali come la rana temporaria e la salamandra pezzata; quest’ultima rappresenta un indicatore biologico: vive solo nell’acqua più pulita. A questo punto potete decidere se tornare indietro per lo stesso percorso o continuare a salire verso il Corno alle Scale.

Per proseguire il sentiero risalendo il corso delle cascate del Dardagna dovete prendere il sentiero CAI 333, che si arrampica nel bosco di faggi, costeggiando il corso d’acqua. Il sentiero presenta punti ripidi, anche se addolciti da scale e corrimano. Lo spettacolo offerto dalle cascate è davvero unico: il Dardagna compie sette sbalzi, e il sentiero li costeggia tutti.

Per arrivare fino al Cavone all’incrocio dopo l’ultima cascata (decisamente più piccola rispetto alle prime incontrate) dovrete girare bruscamente a sinistra per il sentiero CAI 337. Quest’ultimo tratto vi porterà nei pressi del laghetto del Cavone. Da qui dovrete scendere per la strada provinciale asfaltata fino a Madonna dell’Acero.

CARATTERISTICHE:
Difficoltà: Facile / Medio
Durata: Facile: circa 1,5h , Medio: circa 3,5h
Distanza percorsa: Facile: 3 km , Medio: 5,2km
Punti di interesse: Santuario, Cascate, Laghetto del Cavone
Flora: Acero, Faggio, Elleboro
Fauna: Rana, Salamandra pezzata, Capriolo

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