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Il buen retiro di Gioacchino Rossini a Bologna, ecco quel che resta della sua villa divorata da un incendio | FOTO

A Castenaso, lungo la via Montanara, dietro la chiesa della Madonna del Pilar, si possono ancora riconoscere, tra i rovi, tracce della residenza estiva del celebre musicista

Rimane assai poco, oggi, di quella che fu la villa di campagna di Gioacchino Rossini e sua moglie Isabella Colbrán. A Castenaso, lungo la via Montanara, dietro la chiesa della Madonna del Pilar, si possono però ancora riconoscere, tra i rovi, i pilastri d’ingresso, parte della cancellata di ferro e un piccolo pozzo. La villa, residenza estiva della coppia, fu infatti distrutta da un incendio durante la seconda guerra mondiale.

La casa era stata acquistata dal violinista spagnolo Juan Colbrán. Alla sua morte nel 1820, era passata alla figlia Isabella (Madrid 1785 – Castenaso 1845), conosciuta in tutta Europa come mezzosoprano dall’incredibile estensione vocale, così talentuosa che l’Accademia Filarmonica di Bologna  la accolse come membro, caso unico per una donna, prima ancora che giungesse in città. Curiosamente, al momento del matrimonio era Rossini (di otto anni più giovane) l’artista meno conosciuto. Il matrimonio gli assicurò però metà dei diritti delle proprietà della Colbrán. La villa divenne quindi la residenza estiva della coppia, che si divideva tra Parigi e Bologna, mentre Rossini progettava anche la sua casa in Strada Maggiore.

L’idillio durò poco: la Colbrán si dava a spese forsennate per rendere la villa all’altezza dello sfarzo di Parigi, mentre Rossini era avaro e più interessato alle attrici che conosceva nei teatri. In più, mentre la voce del mezzosoprano si spegneva, la fama del compositore cresceva in maniera inarrestabile. La separazione fra i due, entrambi provati dalla gonorrea, avvenne nel 1837. Isabella, ancora innamorata del compositore, continuò a risiedere a Castenaso. Rossini, nel frattempo, si risposò con Olympe Pélissier. 

 

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