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Gaza, l'appello dei sindacati: Alma Mater prenda posizione

Così i sindacati in Ateneo, che chiedono di aderire all'appello per il cessate il fuoco e di interrompere collaborazione o legami con realtà israeliane coinvolte nel conflitto,"per non essere complici".

"Per non essere complici" l'Alma Mater di Bologna aderisca  ufficialmente all'appello per il cessate il fuoco a Gaza. E interrompa ogni tipo di collaborazione o legame con realtà israeliane coinvolte nel conflitto. Così le richieste dei sindacati in Ateneo al rettore Giovanni Molari perchè  prenda posizione in maniera netta sulla guerra in Palestina.

Le Rsu dell'Università di Bologna, dove sono presenti le sigle Flc-Cgil, Cisl, Usb e Cub, si sono riuniti in assemblea venerdì scorso e hanno approvato un testo condiviso, in cui si ribadisce "il valore assoluto della pace e della difesa dei diritti umani e come questi valori abbiano bisogno di azioni concrete per realizzarsi". 

Sul tema i sindacati ci torneranno nel pomeriggio odierno con un incontro dal titolo "La guerra a Gaza e il verdetto della Corte Internazionale di Giustizia. Quale ruolo per l’Università di Bologna?".

Cosa ci si attende dall'Ateneo

In soldoni cosa si attendono i sindacati alla governance d'Ateneo? Che si impegni "fattivamente e in tutte le sedi a portare avanti" le istanze a favore del cessate il fuoco a Gaza, "sia in funzione dell'articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra, sia rispetto ai principi della Magna Charta Universitatum". Nel dettaglio, si chiede all'Alma Mater di "aderire formalmente alla richiesta di cessate il fuoco immediato in tutti i conflitti in corso per mettere fine alle morti di migliaia di civili e al bombardamento di intere città". Allo stesso tempo, si esorta l'Ateneo a "intraprendere azioni di opposizione istituzionale attraverso la mappatura e la rescissione/sospensione/rifiuto di stipula (o rinnovo) degli accordi con partner complici delle guerre in atto". Secondo i sindacati, "occorre agire anche in funzione di autotutela da parte dell'Ateneo, in quanto la possibile condanna del governo israeliano da parte della Corte internazionale dell'Aja potrebbe coinvolgere a cascata anche l'Università di Bologna".

Le Rsu dell'Alma Mater di Bologna chiedono anche di "aderire all'appello per aprire canali diplomatici e corridoi umanitari e sanitari per aiutare i civili e scongiurare epidemie, nonché per la liberazione degli ostaggi da tutte le parti". Non solo. Si invita a "predisporre aiuti accademici per studenti, ricercatori e docenti universitari palestinesi, così come programmi di mobilità per studio o ricerca o anche per percorsi di specializzazione, in analogia a quanto già realizzato per la guerra in Ucraina". Infine, i sindacati chiedono all'Ateneo di "introdurre e implementare, anche nell'ambito del processo di revisione del Codice etico e di comportamento, i principi e le pratiche di 'ethical procurement' anche in funzione dei rapporti con le imprese e con le istituzioni nell'ambito della ricerca, della didattica e della terza missione e per tutelare la propria immagine e la propria reputazione da rapporti di complicità con realtà coinvolte in contesti bellici".

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