rotate-mobile
Martedì, 6 Dicembre 2022
Attualità

Manichino Meloni, i collettivi rispondono alle accuse: “Minacce? Quelle minacciate siamo noi”

Bologna Today ha incontrato una delle attiviste di Laboratorio Cybilla, il collettivo universitario che ha rivendicato il gesto: "Il nostro messaggio è stato strumentalizzato. Noi indichiamo la Luna e voi guardate il dito"

Il manichino con le sembianze di Giorgia Meloni appeso a testa in giù dalla Torre della Garisenda ha fatto il giro dell’Italia e non solo. Il presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni ha incassato la vicinanza di tutte le parti politiche; parallelamente, i collettivi sono stati aspramente criticati: “Violenza inaccettabile” ha detto il sindaco di Bologna Lepore, mentre il Governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dalla California ha detto che “Non c’è spazio per chi sceglie la violenza”.

Bologna Today ha incontrato Laura (il nome è di fantasia), una delle attiviste del Laboratorio Cybilla, il collettivo transfemminista universitario che ha rivendicato l’azione.

Il messaggio del Laboratorio Cybilla

Un gesto che ha avuto tantissima risonanza ma che, a detta degli attivisti e delle attiviste del Laboratorio Cybilla, è stata strumentalizzata: “Come Laboratorio Cybilla siamo abituate al fatto che le nostre iniziative vengano prese e storpiate. È già successo in passato. Siamo deluse e amareggiate che questa iniziativa abbia schiacciato totalmente tutti i messaggi e gli interventi che abbiamo messo in campo durante la giornata della Parade. La nostra attività politica e le nostre idee non sono minimizzabili”. Laura parla di casa, di lavoro, di reddito, di difesa della legge 194 e di autodeterminazione: “In questa situazione siamo costrette a dover rimanere relegate ad una condizione di invisibilità. In questi mesi di attività politica fatta di incontri, di occupazioni abitative e di confronto, abbiamo urlato a queste cose. Abbiamo urlato alla possibilità di autodeterminarci in tutti i sensi che questa parola può avere”. Come giovani “non abbiamo l’occasione di uscire dal nucleo familiare dal punto di vista reddituale, non riusciamo ad avere accesso a borse di studio o al Reddito di Cittadinanza se abbiamo meno di 26 anni. Sono briciole, ma le difendiamo. Le leggi che abbiamo discriminano in base alla razza, all’identità di genere o alla classe sociale. È ora di dire basta”.

Corteo collettivi. "Danni all'ex Monte di Pietà". Intanto video al setaccio, è caccia ai responsabili | FOTO

È facile cogliere il senso delle parole di Laura: seduta ad un tavolino di plastica, circondata da una luce grigia che anticipa il tramonto, la giovane attivista fornisce un rapido compendio di tutte le attività e di tutti i messaggi lanciati nei precedenti mesi di attività politica rimasti schiacciati da quello che rimane un “gesto provocatorio”: “Siamo in un momento di profonda crisi economica, eppure si è parlato solamente di quel manichino, spazzando via i temi ben più importanti che abbiamo portato in corteo”. Inaspettata, infatti, la risonanza che l’iniziativa ha avuto: “Non pensavamo, davvero. Non pensavamo se ne sarebbe parlato così tanto”.

Manifestazione Collettivi in centro a Bologna vs il Governo e la Premier Meloni (appesa a testa in giù) | FOTO

Il messaggio della parata e del manichino era quello di sottolineare i problemi che affliggono la generazione dei ragazzi e delle ragazze in età universitaria, siano essi studenti o lavoratori precari: “Volevamo sottolineare le difficoltà che abbiamo. Abbiamo bisogni e necessità precise, ma le possibilità non ci vengono concesse”. Perché proprio Giorgia Meloni: “Lei rappresenta le istituzioni. Lei rappresenta la separazione che esiste tra noi e loro”. Ma guai a parlare di minaccia: “Ad essere minacciate siamo noi. In quanto donna sono io ad essere minacciata da chi ci vuole chiuse in casa, a cucinare e a fare figli. Siamo noi ad essere minacciati da ricatti economici. La nostra esistenza non è pacifica e non è pacificata”.

Il messaggio, insomma è chiaro: “Noi indichiamo la Luna e voi guardate il dito – recita il comunicato emesso ieri dallo stesso Laboratorio Cybilla –. L'attacco alle nostre vite è in questo momento sempre più aspro, sempre più violento. Giorgia Meloni, insieme al suo entourage, è ora più che mai simbolo dell'attacco alla nostra possibilità di autodeterminazione. È bastato un manichino per suscitare tanto clamore quando un manichino è ciò che ogni giorno nelle pubblicità viene fatto dei nostri corpi di donne”.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Manichino Meloni, i collettivi rispondono alle accuse: “Minacce? Quelle minacciate siamo noi”

BolognaToday è in caricamento