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Max Pezzali stasera a Bologna: "Indimenticabile la prima volta a San Luca"

L'INTERVISTA L'ex 883 ripercorre musicalmente (e non solo) un decennio "fighissimo". Gli anni '90 attraverso pezzi come “Hanno ucciso l'Uomo Ragno” e “Sei un mito”

Foto Francesco Prandoni

Max Pezzali stasera live in città per la tappa bolognese del suo "Max90 Live", con il quale in tempi non proprio semplicissimi per gli eventi dal vivo, il cantautore ripercorre i grandi successi degli anni novanta grazie a un viaggio musicale che vuole far rivivere quelle emozioni e storie raccontate in modo unico dagli 883. Un "decennio fighissimo" lo definisce. 

Max, hai dei ricordi particolari legati a Bologna? Ci sono luoghi e persone che hanno un significato particolare per te qui? 

"A Bologna ho girato diversi videoclip e qui ho molti amici musicisti. Uno dei ricordi più forti che mi lega a questa città è senza dubbio la sorpresa che ho provato davanti al portico di San Luca la prima volta che mi ci hanno portato. Vedevo il santuario dall'autostrada, ma non immaginavo che fosse così bello e che per arrivarci ci fossero una specie di grande muraglia tutta italiana. Ma c'è poi anche la Bologna che ho conosciuto con i Manetti Bros, girando anche un episodio de L'Ispettore Coliandro che mi ha portato anche al carcere della Dozza". 

Max Pezzali Coliandro-2

(Max Pezzali è stato guest star della puntata di Coliandro intitolata "Anomalia 21" andata in onda il 26 marzo del 2010 - FOTO)

A proposito di videoclip: abbiamo scoperto proprio in questi giorni che "Come mai" lo avete girato proprio a Bologna, all'interno di una storica discoteca che stanno demolendo: il "Pick Pack". Te la ricordi? 

"Sì, certo, ricordo la discoteca in questione. All'epoca lavoravo con il regista Stefano Salvati, che è bolognese e di conseguenza molte riprese venivano fatte in location come quella, che era una classica sala da ballo degli anni '70 con le sue cupole in cemento". 

Fra poche ore ti vedremo salire sul palco e potremo ascoltare i tuoi pezzi più belli. Ci dai qualche anticipazione sul live e ci racconti cosa significa fare un tour come il tuo (circa 40 tappe in lungo e in largo per l'Italia) in un anno difficile come quello che stiamo affrontando? Naturalmente mi riferisco ai limiti imposti dalla pandemia e alla ripresa degli spettacoli dal vivo. 

"Come si dice? Che ti accorgi di quanto una cosa è importante quando non ce l'hai più? Ecco, è un po' questo che è accaduto alla musica dal vivo: eravamo arrivati a un punto nel quale un concerto senza effetti speciali o show grandiosi non era poi una gran cosa. Come se la musica, per la musica, fosse passata in secondo piano. Con il covid qualcosa è cambiato e vedo che c'è un entusiasmo ritrovato e una rinnovata valorizzazione dell'aspetto musicale, punto. Certo, oggettivamente la situazione ci obbliga a vincoli che complicano l'aspetto organizzativo, ma ho notato quanto il pubblico goda della musica e si diverta sotto il palco. Questa sera canterò dei pezzi contenuti nei primi quattro album degli 883. Nessuno rimarrà deluso anche se non spareremo dei razzi". 

La musica degli anni '90, ma anche il racconto di un'epoca che una fetta del tuo pubblico non conosce direttamente. Chi viene a sentirti? Quale il profilo dei tuoi fans? 

"In una parte del live spiego che cos'è il servizio militare perchè so che davanti a me, per ragioni anagrafiche, in tanti non sanno di cosa si stia parlando. Buffo, no? La mia platea è trasversale ma sì, ci sono tanti giovanissimi oltre a quelli che lo erano 20 anni fa e che le mie canzoni le sanno a memoria". 

(Foto Francesco Prandoni)

Le tue canzoni le conoscono a memoria anche i ventenni. Li ho sentiti con le mie orecchie e visti con i miei occhi cantare a squarciagola "Sei un mito". Ma come fanno a conoscerle?

"Non lo so. Immagino che i loro genitori gliele abbiano fatte ascoltare e adesso penso le stiano riscoprendo". 

Cosa c'è di diverso fra loro e chi ti ascoltava ventenne nei '90? I testi vanno bene anche per loro? I sentimenti di ieri e di oggi sono gli stessi? 

"Credo che i sentimenti dei ragazzi di ieri e di oggi siano gli stessi. Uguale è la difficoltà nel comunicare con l'altro, quella sensazione di inadeguatezza che poi, a un certo punto (e qui scatta il collegamento con 'Sei un mito' ndr) si scontra con la sorpresa di un risultato inatteso e la gioia che ne viene...". 

Max Pezzali stasera è live al Parco Caserme Rosse



 

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