I primi 40 anni dell'osteria dell'Orsa: festa di strada e libro dedicato

Il 10 luglio del 1979 la celebre tavola calda aprì i battenti. i ricordi salienti dei gestori

"Sono andato lì a pulire alle sette del mattino e ci sono rimasto tutto il giorno. Nel tardo pomeriggio sono arrivati dei compagni a vedere il locale, poi è cominciata ad arrivare la gente, un sacco di gente. E così alle 23 sono tornato a casa, ho vomitato, mi sono messo a piangere e ho pensato che non ce l'avrei mai fatta". Era il 10 luglio 1979 quando Maurizio Sicuro, insieme al fratello e all'amico Franco apre l'Osteria dell'Orsa, in via Mentana a Bologna perché "invece che continuare a spendere soldi in giro per i bar" era meglio farsene uno, di bar.

Quel giorno non ci credevano nemmeno loro, ma ormai sono 40 anni che la storica dell'osteria va di pari passo con quella di Bologna. All'Orsa ha mosso i primi passi il punk bolognese: sui tavoloni dove oggi mangiano i turisti, i musicisti dei Nabat appoggiavano spesso i loro anfibi quando finivano il concerto.
Senza dimentare anche Dandy Bestia e Freak Antoni degli Skiantos.

Dal punk si è passati al jazz, e si ricordano, tra i tanti, i nomi di Paolo Fresu e Marco Tamburini. Non solo musica, in 40 anni l'Orsa è diventata anche il punto di riferimento dei tanti studenti universitari di passaggio per la città, di politici e anche di qualche ecclesiastico. Senza dimenticare che, per molti, l'Orsa è il miglior ristorante dove mangiare le tagliatelle al ragù, ma c'è anche chi dice che valga la pena fare una sosta soltanto per una porzione di patate al forno e una birra, che non manca mai.

Gli aneddoti legati al locale storico bolognese sono così tanti che Fabio Rodda, prima cliente e ora gestore dell'Orsa da 15 anni, li ha raccolti in un libro nato appunto per festeggiare i quarant'anni dell'osteria. "In questi pochi metri quadrati sempre caotici, sempre vivi- scrive Rodda nella prefazione- che ho l'onore e l'onere, assieme ai miei soci di voler mantenere un luogo unico al mondo, ho visto sfilare la storia e la geografia, l'arte e la filosofia".

All'Orsa più di altrove, "siamo quello che mangiamo e, forse, anche il dove mangiamo. Certamente il come". '40 anni di Orsa' contiene la storia di chi l'Orsa l'ha messa in piedi e trasformata in quello che è oggi, arricchito dai racconti degli amici, di chi la frequenta e le vuole bene. Dal '79 Bologna ha cambiato più volti.

La città è cambiata: "In piazza Verdi non si legge più nulla o poco", scrive Rodda, e oggi "è una città da turista Ryanair, mordi e fuggi, mangia e scappa". Ma anche se "non si fuma più, si beve meno, e si parla meno di politica e filosofia" c'è una cosa, la più importante, che è rimasta identica: i tavoloni, sui quali è impressa l'anima del locale. "Sempre più vecchi e rovinati, e quelle panche sgagherate sono ancora lì- scrive Rodda- portano incisi nel loro legno le storie di chi è passato, di chi ha suonato e di chi su quei tavoli ha visto la gente suonare, di chi ci ha mangiato e di chi ci ha pure scopato".

Ecco, l'anima dell'Osteria dell'Orsa è tutta lì, incisa sul legno, perché l'Orsa, come dice Franco Nanni, storico ex proprietario, "non è un locale, è un posto che ha un'anima". Ecco quindi che basta sedersi per rimanere invischiati nello spirito del locale. Un'anima che "ormai pochi pellegrini sanno vedere tra la gente che ordina mostrando lo schermo dei un telefono con la foto di una tagliatella, ma lei, l'anima, se ne sta lì buona, in attesa di chi la vorrà vedere, sentire e capire".

Rodda e i suoi hanno pensato di celebrare l'Orsa, e far rivivere anche quello spirito che un po' si è perso nel tempo, giovedì sera in una grande festa di strada. In via Mentana, dopo la presentazione del libro alle 18 con i contributi e le letture di Franco Nanni, Maurizio Sicuro (titolare ed ex titolare), Giorgio Gattei (fondatore dell'Accademia dell'Orsa), si parte con la musica. Dalle 19 alle 21 il protagonista sarà il jazz insieme al trio Felice del gaudio e Mimmo Turone, che racconteranno in note i loro trascorsi all'Orsa. Scaldata l'atmosfera, dalle 21 alle 23 sarà il turno del rock e del punk con i Key o'Sea, band formata per metà da collaboratori dell'osteria, Granpa ovvero Gianluca Bartolo (ex Pan del Diavolo) in duo blues con Luca Macaluso e Laser Geyser.

Per stare al passo con i tempi, tutto sarà all'insegna del plastic free. Ci saranno solo bidoni dell'umido (con la collaborazione di Hera); il cibo 'di strada' sarà distribuito solo su tovagliette compostabili e per il bere funzionerà come nei festival musicali di tutta Europa: alla prima bevuta si compra a un euro un bicchiere da riutilizzare per tutta la serata e che al termine si può decidere se tenerlo o restituirlo. La festa è organizzata insieme al Jukebox Café, l'ultimo nato della famiglia 'Orsa' (della quale fa parte anche l'Orsa Fuori Porta in via Andrea Costa) che ha aperto le sue porte quattro anni fa al numero 3 di via Mentana. (Saf/ Dire)

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