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"Porta pazienza" a rischio chiusura, lancia il crowdfundiung: "Un food truck per continuare il nostro percorso di inclusione"

"Incastonato" nel quartiere Pilastro, più che una pizzeria è un progetto sociale: "In questo momento 11 ultimi non lavorano, la rete sta rispondendo, potremmo portare la nostra visione nelle piazze"

 

"Porta pazienza" (ex Fattoria da Masaniello) non è solo un ristorante-pizzeria, ma un progetto sociale "incastonato" nel quartiere Pilastro, con il Circolo Arci La Fattoria messo in piedi con la cooperativa La Formica. Come tutti in questo periodo segnato dalla pandemia, hanno pensato di non farcela, di chiudere e di interrompere un percorso di inclusione che dà lavoro a 11 persone e che utilizza prodotti provenienti da terre e imprese confiscati alle mafie. 

Ora però hanno preso coraggio e hanno lanciato il crowfunding, "Porta pazienza on the road", per continuare il loro percorso con l'acquisto di un food truck: "Una nostra costola all'esterno, nelle piazze, per portare avanti le nostre attività educative, di inserimento e di accoglienza per persone alle quali solitamente non vengono date le opportunità, poi la sera continuare ad essere pizzeria", ha detto a Bologna Today Michele Ammendola, coordinatore del progetto. 

"Primi, secondi e ultimi", questa l'anima di via Pirandello: "11 persone non stanno lavorando, quindi 11 ultimi al momento, ma la rete si è attivata, quindi pensiamo di potercela fare. Abbiamo un mese di tempo per spiegare quella che è la nostra visione del futuro". 

Da porta pazienza, per ora solo asporto, si sono inventati anche un kit: consegnano la base della pizza e separatamente il condimento con tutte le istruzioni da seguire, ovviamente, con pazienza: "Ma non ci vedono come pizzeria da asporto - spiega Ammendola - siamo altro qui e siamo stati chiusi anche in zona gialla, perchè siamo un circolo". 

A due giorni dalla Giornata in memoria delle vittime innocenti delle mafie, il Comune di Bologna oggi ha intitolato  il giardino all'interno del Circolo a don Giuseppe Diana, parroco di Casal di Principe assassinato dalla camorra nel 1994. Alla cerimonia, hanno partecipato, l'assessora Susanna Zaccaria, l'arcivescovo Matteo Zuppi, Andrea Giagnorio per Libera Bologna, il presidente del quartiere San Donato-San Vitale, Simone Borsari, Giulia Di Girolamo, consigliera di fiducia del sindaco per la legalità, e il presidente del Circolo, Simone Spataro. 

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