Presentato il progetto "Castagni parlanti"

Presentazione del progetto “Castagni Parlanti”, alla presenza dell’Assessore alla montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità Barbara Lori

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Lunedì 12 ottobre si è tenuta, nel comune di Alto Reno Terme (BO), la presentazione del progetto Castagni Parlanti, un progetto PSR (GOI) che “ascolta” gli alberi e il suolo grazie a speciali apparecchiature che consentono di monitorare in tempo reale numerose informazioni circa il loro stato di salute, come base di concrete strategie di gestione. L’incontro ha previsto gli interventi di: Barbara Lori, Assessore della Regione Emilia-Romagna; Giuseppe Nanni, Sindaco del Comune di Alto Reno Terme; Luca Boschi della Cooperativa Sociale Campeggio Monghidoro; Cecilia Bartolini Cabras della Cooperativa Valreno; i docenti Gilmo Vianello e Federico Magnani dell’Università di Bologna (quest’ultimo responsabile scientifico del progetto); Diego Succi e Federica Medici (figure chiave di due centri di formazione: rispettivamente Centoform e Formart) nonché la project manager Ilaria Mazzoli, della società Open Fields, capofila del team di partner impegnati nella realizzazione del Piano. Tra i presenti, varie figure rappresentative dei diversi stakeholder, ivi comprese le principali Associazioni di categoria agricole e forestali ed il GAL Appennino Bolognese, rappresentato dal presidente Tiberio Rabboni. Agli interventi è seguita, sfidando il clima autunnale, una visita in campo. Il progetto è ospitato dal Castagneto Didattico Sperimentale situato nel Comune di Alto Reno Terme (BO), di proprietà della Fondazione Carisbo e affidato in gestione scientifica all’Accademia Nazionale di Agricoltura. Lo studio si avvale, in particolare, della tecnologia TreeTalker®, messa a punto dal prof. Riccardo Valentini (premio Nobel per la Pace nel 2007) dell’Università della Tuscia e realizzata dalla società Nature 4.0. Le informazioni di dettaglio sono consultabili sul sito www.castagniparlanti.it. Le piante di castagno entrano in grave sofferenza quando sono lasciate a loro stesse, a competere con altre specie vegetali, una situazione peggiorata dagli effetti deleteri del riscaldamento globale. Il loro ripristino all’attualità di coltura è un’operazione delicata, oggi basata in parte su metodologie antiche e in parte su elementi innovativi resi necessari anche dal diverso contesto climatico. Nel progetto sono pertanto in valutazione diverse modalità di recupero delle piante di castagno all’attualità di coltura, con verifica dettagliata dei risultati anche mediante il monitoraggio in tempo reale dello stato di salute della pianta e del carbonio da essa assorbito, a cui si aggiungono misurazioni della salute (e del “respiro”) del suolo mediante apparecchiature posizionate sul terreno. Non si tratta di un’operazione per soli scienziati: alcuni cicli di formazione, il primo dei quali in partenza questo novembre anche in modalità a distanza, trasferiranno le competenze sviluppate alle aziende forestali e a tutti i soggetti interessati, mentre un portale web (www.castagniparlanti.it) e un’applicazione scaricabile gratuitamente da Google Play e Apple Store (“Castagni Parlanti”) sono già a disposizione di famiglie e scuole, che possono osservare in tempo reale i dati sulla salute delle 48 piante coinvolte nel progetto, “adottare” una di esse e persino incontrarla di persona al Castagneto, che è visitabile su prenotazione (chiamando il numero 335 534 9605). Come riconoscere il “proprio” castagno preferito una volta raggiunto il bosco? E’ facile, ciascuna pianta partecipante al progetto porta, ben visibile, il nome di uno scienziato famoso. Con il progetto Castagni Parlanti e la tecnologia TreeTalker®, quindi, gli alberi riescono finalmente a comunicare in tempo reale con tutti noi, e soprattutto evidenziano le proprie esigenze e potenzialità agli operatori interessati al recupero di questi esseri viventi maestosi e generosi, che in passato (e si spera anche in futuro) hanno fornito alle persone del territorio le basi per una buona e sana alimentazione (farina, birra di castagne…) e legname pregiato. Partner del progetto sono Open Fields (capofila), società che si occupa di trasferimento tecnologico nel settore agroalimentare (www.openfields.it); la società di formazione Centoform (www.centoform.it) la fondazione CMCC: Centro Euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici (www.cmcc.it) ; l’Università di Bologna (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari -DISTAL, https://distal.unibo.it/it); la Cooperativa forestale Valreno (https://www.facebook.com/valreno1975/); il Comune di Alto Reno Terme.

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