rotate-mobile
Attualità

A Belgrado 50 quadri rubati dai nazisti, l’Italia li rivuole indietro

Il 'giallo' dei quadri scomparsi e ritrovati 70 anni dopo dai carabinieri del Tpc e dalla Procura di Bologna nel ‘Bottino di guerra’ di Romanin e Sinapi, che verrà presentato il 13 giugno a Bologna

QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE WHATSAPP DI BOLOGNATODAY

Cinquanta opere d’arte di immenso valore – incluse delle tele di Tiziano, Tintoretto e tanti altri maestri italiani- trafugate dai nazisti dalle gallerie d’arte del Bel Paese e scomparse nel nulla. La truffa viene preparata per mesi e si consuma in due giorni, il 2 e il 10 giugno 1949, quando i quadri, otto icone e una gran quantità di oggetti antichi e preziosi – tappeti, arazzi, candelabri, monete, in tutto 166 articoli – lasciano per sempre il palazzone di Monaco di Baviera dove gli Alleati avevano stipato l’arte saccheggiata dai nazisti nei Paesi occupati.

Il faccendiere croato Ante Topic Mimara, mezza spia e mezzo imbroglione, si accredita al Central collecting point come “Rappresentante jugoslavo per le restituzioni, le belle arti e i monumenti” e mette a segno il colpo con la complicità di una giovane funzionaria tedesca del Centro, frau Wiltrud Mersmann, che poco dopo sarebbe diventata sua moglie.

I capolavori trafugati e portati a Belgrado

I capolavori dell’arte italiana ed europea, non ancora reclamati, raggiungono in treno la Jugoslavia e nel mese di luglio vengono segretamente incamerati dal Museo Nazionale di Belgrado. Solo che quei 166 oggetti non appartengono alla Jugoslavia. Gli americani se ne accorgono quasi subito e li chiedono indietro, ma invano. Poi, per evitare tensioni diplomatiche con Belgrado e che il mondo venisse a conoscenza della brutta figura, dopo qualche anno desistono.

 Da quel momento la provenienza di quelle opere, che so no in mostra da oltre 70 anni nella capitale della Serbia, scivola in secondo piano. Nessuno pare più interessarsi alle opere trafugate, finché tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005 alcune tele ricompaiono in due mostre a Bologna e Bari. Abbastanza per attirare l’attenzione dei carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale (Tpc) che si mettono sulle tracce dei capolavori scomparsi.

i quadri rubati dai nazisti ed esposti a Belgrado

Riprende la caccia 

La caccia riprende, coordinata dai magistrati della Procura di Bologna, che scoprono per caso che parte di quel bottino è di gradissimo valore. Tra le tele, infatti, i pm bolognesi ne trovato ben 8 provenienti dal nostro Paese: sono il Ritratto della Regina Cristina di Danimarca di Tiziano, la  Madonna con Bambino e donatore di Tintoretto, il San Rocco e San Sebastiano di Vittore Carpaccio, l’Adorazione del Bambino con Angeli e Santi della Scuola ferrarese, la Madonna con Bambino di Paolo Veneziano, il trittico Madonna con Bambino, Santi, Annunciazione, Crocifissione di Paolo di Giovanni Fei e Madonna con Bambino in trono di Spinello Aretino. A farli uscire dall’Italia illegalmente, da quanto è emerso dalle indagini, è stato niente meno che Hermann Goering, il braccio destro di Hitler, che ha portato le tele prima in Germania e poi, con il raggiro, sono finiti in Serbia, dove oggi possono essere ammirati nel Museo nazionale di Belgrado.

La storia raccontata nel libro 'Bottino di Guerra' di Romanin e Sinapi

Tutto i misteri attorno al ritrovamento delle opere  - e la aspra contesa che ne è seguita - sono raccontati nel libro 'Bottino di Guerra. Il giallo dei quadri razziati dai nazisti e deportati a Belgrado' dei giornalisti Ansa Tommaso Romanin e Vincenzo Sinapi (Edito da Mursia). Il libro racconta questa indagine – tra gerarchi nazisti bulimici d’arte e mercanti senza scrupoli, 007 e donne fatali, – e scopre che i quadri da restituire all’Italia sono di più di quelli che gli investigatori credevano.

Il volume verrà presentato a Bologna giovedì il 13 giugno alle 17 alla Caserma 'Manara', via dei Bersaglieri 3, sala Scantanburlo. Con gli autori dialogheranno il sostituto procuratore Roberto Ceroni, il tenente colonnello dei carabinieri Tpc Lanfranco Disibio e l'avvocato e docente universitario Giulio Volpe. Modera Filippo Vendemmiati, caporedattore della TgrRai Emilia-Romagna.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

A Belgrado 50 quadri rubati dai nazisti, l’Italia li rivuole indietro

BolognaToday è in caricamento