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Giovedì, 25 Aprile 2024
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Sergio, il colloqui di lavoro tanto desiderato. E la morte incontrata in stazione, a 24 anni

Un destino crudele quello dello studente del Dams, che ha deciso di intitolargli un'aula. Per ricordare una delle vittime di una dolorosissima pagina della storia di Bologna

Sergio Secci aveva 24 anni ed era nato a Terni, ma era bolognese di adozione. Sotto le Due Torri aveva trascorso gli anni universitari, laureandosi con lode e con un anno di anticipo al Dams di Via delle Belle Arti.

Il colloquio di lavoro al quale non arriverà mai

Il 2 agosto 1980 Sergio ha un colloquio di lavoro, a Bolzano. Tanto desiderato.

Parte la mattina presto da Forte dei Marmi, dopo una serata in compagna di amici bolognesi, ex compagni di università. Il treno su cui viaggia giunge in ritardo alla stazione di Bologna.

Perde così la coincidenza per Bolzano e si rassegna ad aspettare il convoglio successivo, che sarebbe partito dal binario ovest alle 10,50. 

Si sarà forse sentito in difficoltà nel dover avvisare chi lo attendeva per il colloquio che sarebbe giunto in ritardo. Avrà forse deciso di fare colazione al bar, per poi andare verso la sala d'attesa. Forse emozionato per il colloquio da sostenere.

Emozione soffocata in pochi secondi. Un boato. Un'esplosione. Detriti, sangue, urla. La stazione centrale del capoluogo emiliano diventa teatro di morte e distruzione.

Sergio al suo colloqui non riesce ad arrivarci, anche se non muore nell'attentato. Resta ferito. Lo trasportano al Maggiore. E' però malconcio. A stento riesce a comunicare le sue generalità. La sua agonia dura cinque giorni, Sergio muore nel reparto di rianimazione, il 7 agosto. A poco più di 20 anni.

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Un'aula del Dams in ricordo di Sergio

Ieri la sede del Dams di Bologna, che Sergio aveva frequentato, ha intitolato al suo studente un’aula scolastica. Il suo ricordo resterà in quei corridoi. Per sempre. 

"Ricordiamo Sergio e celebriamo la memoria della sua tragica vicenda, la memoria di un'epoca segnata anni bui e difficili, dal terrore e dallo stragismo che sono l'antitesi dei valori nei quali crediamo e che ogni giorno cerchiamo di alimentare con la nostra didattica e la nostra ricerca", così il rettore dell'Università di Bologna, Giovanni Molari. "Crediamo che il modo migliore di onorare la memoria di Sergio- aggiunge il rettore- sia dedicargli un'aula, luogo di incontro tra docenti e studenti, luogo di maturazione della conoscenza, della crescita individuale e della crescita collettiva". In questo modo, "vogliamo che il nome e la storia troppo breve di Sergio diventino un monito più che mai attuale e necessario- conclude il rettore- contro ogni forma di oscurantismo e di violenza. Parole che risuonano ancora oggi necessarie, visto quello che sta succedendo a poca distanza da noi in Ucraina"

sergio secci dams-2

Al suo battagliero papà intitolata la sala d'attesa della stazione

L'omaggio a Sergio è avvenuto alla presenza del Ministro Bianchi, del Rettore Molari e del Presidente dell’associazione tra i familiari delle vittime della strage del due agosto, Paolo Bolognesi.  Il primo presidente di questa associazione, che da allora si batte  per la ricerca della piena verità, fu proprio Torquato Secci, papà di Sergio, a cui è dedicata la sala d’aspetto della stazione di Bologna. Prezioso anche il contributo di Lidia, la mamma di Sergio. Che se n'è andata due anni fa. 

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