Il vaccino Pfizer spiegato dal ricercatore Unibo: "Funziona in modo preciso, il limite è la durata dell'immunità"

Tanti gli interrogativi sul vaccino annunciato dagli USA e già destinato all'Europa. Il ricercatore di bioinformatica Federico Giorgi ne chiarisce anche i limiti. Ci sono altri vaccini che potrebbero arrivare in coda al Pfizer-Biontech

Un annuncio che rappresenta praticamente la sola bella notizia dopo tutto questo periodo di paura e incertezza per l'aumento di contagi da Coronavirus (l'ultimo bollettino con numeri di regione e provincia), dei morti, degli ospedali italiani che cominciano a singhiozzare e del Paese che si colora a seconda della gravità e della gestibilità della situazione: le aziende farmaceutiche Pfizer-Biontech sono approdate a un vaccino anti-Covid-19 con un'efficacia al 90% e per il quale l'Unione Europea avrebbe già ipotizzato 200 milioni di dosi, di cui 27 milioni (il 13,51 % del totale) spetterebbero subito all'Italia. L'entusiasmo è tale da influenzare anche l'andamento delle borse. Ma come funziona il vaccino? Ha delle controindicazioni? Quanto dura la sua efficacia? 

Perchè il vaccino della Pfizer è diverso da quello russo 

A spiegare per bene di cosa parliamo quando parliamo del vaccino Pfizer-Biontech c'è Federico Giorgi, ricercatore di bioinformatica al Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Unibo (ci aveva già chiarito alcuni meccanismi del virus e aveva ipotizzato le caratteristiche di un probabile vaccino): "Sì, la big news della settimana è che la Pfizer ha finalmente diffuso i dati sull'efficacia del suo vaccino, che al contrario di quello russo, sta seguendo tutte le fasi di sicurezza farmacologica prima di essere diffuso alla popolazione. Sono stati analizzati circa 40.000 partecipanti (divisi in un gruppo a cui è stato dato il vaccino e un gruppo placebo) e più del 90% dei pazienti positivi sottoposti al vaccino non ha sviluppato la Covid-19".

Come funziona il vaccino della Pfizer: 

"Il vaccino funziona in modo precisissimo: fornisce alle cellule l'RNA messaggero della proteina virale più importante, la Spike, in modo che venga tradotto dalle nostre cellule. In pratica così facendo alleniamo il nostro sistema immunitario alla presenza della Spike, senza il pericolo del virus. E cosi' quando il virus arriva, i linfociti sono già pronti ed addestrati a produrre anticorpi per sconfiggerlo". Della proteina Spike si era già parlato: si tratta di una proteina che sta sulla superficie del virus e che si era già ipotizzato potesse essere "la chiave", così come ci avevano raccontato tempo fa i ricercatori dell'Università di Bologna. 

Il vaccino ha dei limiti? Quali? 

"Non sappiamo ancora quanto dura l'immunità generata. Si parla di qualche mese, ma ovviamente lo studio non ha la macchina del tempo e non può prevederlo nel futuro lontano. Quindi ancora non sappiamo se sara' un vaccino efficace "a vita" o richeiderà dei richiami (come quello antitetanico)". 

Ci sono altri vaccini in fase di studio e di probabile successo a breve? "Ce ne sono due molto promettenti dall'America: lo Pfizer appunto (nel quale c'e' anche il grosso contributo dell'azienda europea BioNtech di Mainz, Germania) e il Moderna, che è leggermente indietro. Poi c'e' anche un vaccino sotto sviluppo della Johnson and Johnson. Il vantaggio di Pfizer sul vaccino europeo, dell'Astra Zeneca, è che l'Astra Zeneca ha riscontrato alcuni effetti collaterali, probabilmente casuali, pero' giustamente per sicurezza sta ricontrollando tutto. 

Ripartizione delle dosi in Europa: i criteri che verranno applicati 

Dalla Commissione UE fanno sapere che la ripartizione delle dosi avverrà sulla base della popolazione di ciascuno Stato membro. Per quanto riguarda il nostro Paese però la percentuale di dosi potrebbe anche essere più alta: con la procedura che partirà oggi dopo il via libera del collegio, le capitali avranno 5 giorni di tempo per presentare eventuali rinunce. In tal caso aumenteranno le dosi per gli altri stati. 

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