Giovedì, 17 Giugno 2021
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Covid-19, nuova mutazione scoperta all'Unibo: "E' la variante messicana, in Italia 4 casi isolati"

Il Prof. Federico Giorgi, Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie: "Nessuna paura per l'Europa e per l'Italia. La variante non sembra crescere in frequenza"

Da sinistra a destra: Simone di Giacomo, Daniele Mercatelli e Federico Giorgi.

Uno studio svolto da un team interamente composto di ricercatori e studenti dell'Alma Mater, guidato dal Prof. Federico Giorgi ha scoperto una nuova mutazione del Covid-19, la variante messicana. Siamo al Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell'Università di Bologna ed è qui che il monitoraggio genomico ha portato alla nuova scoperta, che non desta però preoccupazione per l'Europa nè per l'Italia. 

"In questi mesi abbiamo continuato la nostra opera di 'monitoraggio genomico' alla ricerca di nuove varianti, potenzialmente pericolose, di SARS-CoV-2. - spiega Giorgi - Nel nostro studio appena pubblicato sul Journal of Medical Virology, 'Preliminary report on SARS-CoV-2 Spike mutation T478K', abbiamo scoperto una nuova mutazione di SARS-CoV-2 che è molto cresciuta in frequenza nel nord America a partire da gennaio di quest'anno, e in particolare in Messico, dove più della metà dei virus in circolazione porta questa mutazione T478K. Nessuna paura per l'Europa e per l'Italia comunque, dove abbiamo rilevato solo 4 casi isolati, e la variante non sembra crescere in frequenza (probabilmente anche grazie al successo della campagna vaccinale).

Anche se non è così pericolosa per noi, state comunque continuando a monitorare il suo corso? "Questa variante messicana è comunque da controllare attentamente perché colpisce un aminoacido della proteina Spike (il 478) direttamente in contatto con la proteina umana ACE2. Come sappiamo, l'interazione fra Spike e ACE2 consente al virus di legarsi ed entrare nelle cellule bronchiali e polmonari umane. Tutte le varianti pericolose di SARS-CoV-2 piu' note hanno subito mutazioni negli aminoacidi di Spike: per esempio la variante "inglese" e' mutata nell aminoacido 501, mentre quella "sudafricana" negli aminoacidi 501 e 484".

1.Federico Giorgi-2-2

Nella figura con le barre rosse riportiamo come la mutazione sia molto presente nel Messico (piu' del 50% della popolazione sequenziata e affetta da SARS-CoV-2 presenta T478K), ma anche gli Stati Uniti hanno molti casi (i numeri sulle barre sono i casi totali).

2. Federico Giorgi-3

Frequenza della mutazione per Paese (solo in Messico è molto alta).

3. Federico Giorgi-2

In questa figura si vede come anche gli Stati Uniti abbiano molti casi (occurrence) e in realtà anche in Europa sia stata rilevata.

4. Federico Giorgi-2

Infine in quest'ultima figura mostriamo dove si colloca la mutazione sull'interfaccia proteica fra Spike virale e ACE2 umana. Mostriamo anche come la variante (K478) rispetto alla versione base del virus (T478) sia leggermente più positiva e mostri un aminoacido più voluminoso.

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