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Vasco riceve il Nettuno d'oro: "Bologna scorre nelle vene, scritto tante canzoni" | VIDEO

La cerimonia di conferimento dell'onorificenza all'artista, che ringrazia e racconta la sua Bologna

 

Il Comune di Bologna ha conferito oggi il Nettuno d'Oro a Vasco Rossi, l’onoreficenza più alta che il Sindaco può assegnare a chi onora la città. Un gesto voluto come segno di riconoscimento per la lunga carriera del rocker.

Il Blasco ha ringraziato, poi ha raccontato la sua Bologna. Quella della sua gioventù. Dagli studi al Tanari a come la città delle Due Torri abbia nutrito il suo animo. 

"Grazie a questa città, che mi ha accolto quando avevo 16 anni per frequentare le scuole superiori. Oggi sono stato adottato da questa città, finalmente. E questo mi fa molto piacere, sono fiero e orgoglioso di essere qui. Ho sempre abitato a Bologna, del resto, anche se non ho mai detto dove abitavo per evitare che troppa gente mi venisse a trovare".

Così Vasco Rossi ricevendo oggi nella sala del Consiglio comunale il Nettuno d'oro, la massima onorificenza cittadina, dalle mani del sindaco Virginio Merola e dell'assessore Matteo Lepore. Si dice commosso Vasco oggi, a più riprese. Continua il rocker nel suo intervento: "Grazie al sindaco, grazie a tutta la giunta e all'assessore per avermi dato questa grande onorificenza. Sono onorato e felice di ricevere questo premio dalla città che mi ha accolto, che mi ha nutrito, tra anima e spirito, e nella quale sono cresciuto, nella quale ho vissuto molte vite e che alla fine mi ha adottato. Sono arrivato a Bologna che avevo 16 anni, per frequentare l'istituto tecnico Luigi Tanari per diventare ragionieri. Lì ho scoperto la mia vena artistica, grazie al professor Farinelli, una figura molto importante per me, e anche a un gruppo di amici di teatro, negli anni '70 tra i fermenti culturali di quel periodo. Mi sono... mi sono perso", sorride a un certo punto Vasco perdendo il filo in sala, un po' emozionato.

Riprende il Blasco: "Le prime canzoni le ho scritte a 17 anni, per divertimento. Non immaginavo neanche lontanamente di fare questo mestiere". Si arriva al primo concerto in piazza Maggiore a Bologna, nel maggio del 1979: "Qui è partita la mia carriera artistica di cantautore e di rocker, avevo già fatto due dischi, per fortuna e per gioco, poi invece dal concerto in piazza Maggiore è venuta fuori la mia voglia di comunicare, con le canzoni, con le parole e con la musica".

Continua Vasco su quello show "dietro alla basilica", come lo definisce: "C'erano dei fricchettoni e pensavo: 'Adesso mi tirano delle cose'. E invece no". Ricorda quindi Vasco sul suo 'ritorno' sul crescentone a fine novembre, per girare il video dell'ultimo singolo che uscirà a Capodanno: "Ci sono tornato ed è sempre una piazza sempre straordinaria, ci sono tornato per girare il video della nuova canzone. La piazza era vuota e deserta, bagnata di notte, con un uomo che canta la sua disperata canzone d'amore. Mi sembra una bellissima storia, in uno speciale set cinematografico".

Aggiunge poi il cantautore di Zocca sulle sue canzoni: "Quelli che si riconoscono nelle canzoni di Vasco lo fanno perché hanno dentro le stesse insofferenze, tensioni e insicurezze che io ho cominciato a esprimere. Non parlavo da solo, c'era un sacco di gente come me".

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