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Salute

Diabete, 100 anni di insulina: a Bologna due giorni di studio e approfondimento

Saranno raccontati i tanti passi in avanti che sono stati compiuti: dalla scoperta di nuove molecole di insulina, più sicure ed efficaci nel gestire i picchi iperglicemici ed evitare gli episodi di ipoglicemia, all'ausilio della tecnologia nella gestione quotidiana della quantità e del ritmo infusionale

Parte domani a Bologna la due giorni di studio e approfondimento sul diabete di tipo 1 e l’insulina, farmaco salvavita che proprie nel 2021 festeggia un importante compleanno. Come si legge in una nota, sono infatti passati 100 anni da quando, nel 1921, il giovane chirurgo canadese Frederick Banting e il suo assistente Charles Best riuscirono ad estrarre dal pancreas di un cane l'insulina. La prima persona a ricevere questo ormone, nel gennaio dell’anno successivo, fu Leonard Thompson, un 14enne con esordio di diabete ormai in fin di vita presso un ospedale di Toronto, che in poche ore vide rientrare nella norma livelli di glucosio nel proprio sangue e la sua vita salvata. Una scoperta eccezionale, che venne premiata con il Nobel della medicina nel 1923 e che ancora oggi resta l'unica terapia in grado di consentire una vita con il diabete: una patologia che nel nostro Paese interessa circa 3 milioni di persone (5% diabete di tipo 1 e 95% circa diabete di tipo 2) e che in Emilia-Romagna incide sul 7% circa della popolazione, con un incremento del valore negli ultimi anni.

Il 24 e 25 settembre con ricercatori e clinici italiani ed esteri – oltre 30 gli speech previsti da esperti di tutta Italia che hanno accettato l’invito dell’Alma Mater - verranno raccontati i tanti passi in avanti che sono stati compiuti: dalla scoperta di nuove molecole di insulina, più sicure ed efficaci nel gestire i picchi iperglicemici ed evitare gli episodi di ipoglicemia, all'ausilio della tecnologia nella gestione quotidiana della quantità e del ritmo infusionale. Proprio dalla tecnologia sono arrivate infatti le novità più interessanti negli ultimi anni: dai microinfusori di insulina con relativi sensori della glicemia ai sistemi integrati avanzati che "regolano" la somministrazione di insulina in maniera automatica in base alle indicazioni fornite dal sensore. Verrà inoltre presentato lo stato dell’arte della ricerca sulle cellule staminali per la cura del diabete, dal Direttore del Diabetes Research Institute dell’Università di Miami, eccellenza americana che lavora in stretta sinergia con l’Ospedale Sant’Orsola di Bologna.

"È oramai appurato che si va costantemente abbassando l’età di insorgenza della malattia, diagnosticata ora anche nel primo anno di vita – spiega il Prof. Andrea Pession, Direttore della Unità Operativa di Pediatra dell’Ospedale Sant’Orsola – Il nostro obiettivo è essere  all’avanguardia nella diabetologia pediatrica, seguendo l’evoluzione della ricerca e le sue declinazioni in ambito clinico e anche lavorando costantemente sugli aspetti psicologici e legati alla qualità della vita del paziente - si legge nella nota - Celebrare i cento anni dell’insulina ci ricorda l’importanza della ricerca scientifica, e ragionare sul presente e sul futuro della patologia, sulle implicazioni cliniche e psicologiche aiuta il lavoro di quanti quotidianamente sono sul campo e in relazione con le persone che questa malattia la vivono: i ragazzi e le famiglie. Il diabete pediatrico è infatti una patologia che si cura in stretta sinergia con la famiglia alla quale è richiesto un impegno costante ed una partecipazione attiva alla terapia. Un impegno che se ben svolto permette al bambino con diabete di avere le stesse potenzialità dei suoi coetanei. In questo fondamentale è anche il ruolo delle Associazioni, che sono di grande supporto. A Bologna sono circa 350 i bambini e ragazzi tra gli 1 e i 18 anni che seguiamo costantemente e che vengono poi accompagnati nella transizione alla medicina dell’età adulta”.

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