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Lunedì, 16 Maggio 2022
Salute San Lazzaro di Savena

San Lazzaro: 'Una città nel cuore' per imparare a usare il defibrillatore

Tre agenti della Polizia Locale sono diventati istruttori e insegneranno ai colleghi e ai dipendenti comunali come usare i nuovi DAE

Nel comune di San lazzaro di Savena tre agenti della Polizia Locale sono diventati istruttori e insegneranno ai colleghi e ai dipendenti comunali come usare i nuovi DAE grazie al progetto del Comando di San Lazzaro, in collaborazione con il Centro di Formazione IRC COM Montanari Alessandro

Un progetto che punta a mettere a frutto le competenze acquisite nella rianimazione cardiopolmonare con defibrillatore, che consiste in vere e proprie manovre salva-vita. Come spiega una nota del Comune,  se "in questi anni la Polizia Locale era già stata addestrata per la rianimazione cardio-polmonare con l'utilizzo del defibrillatore (inclusi gli ultimi aggiornamenti e direttive in materia di sicurezza igienico-sanitaria Covid19) - si legge - oggi tre operatori del Comando di San Lazzaro sono diventati istruttori abilitati a fare formazione sul tema. Formazione che, con il supporto del Centro di Formazione IRC COM Montanari Alessandro, sarà estesa a tutti i dipendenti comunali, con aggiornamento biennale.

“San Lazzaro è un Comune cardioprotetto, con defibrillatori presenti nei punti nevralgici della città come scuole, centri sportivi, centri sociali e punti di maggiore affluenza, che consentono un pronto e precoce intervento in caso di episodi di arresto cardiocircolatorio –
spiegano la sindaca Isabella Conti –. Avere solo questi strumenti però non basta perché è necessario saperli usare. In questi anni parte del personale comunale così come la nostra Polizia Locale è già stata addestrata per la rianimazione cardio-polmonare con defibrillatore,
ma ora tre agenti sono abilitati a fare formazione a tutti i colleghi così come ai dipendenti del Comune. Questo ci consentirà di avere sempre più persone in grado di utilizzare dispositivi salva vita, necessari per la tutela della salute della nostra comunità”.

“La nostra intenzione è estendere la formazione interna anche al personale delle associazioni sportive sul territorio – aggiunge l’assessore alla Mobilità sostenibile e allo Sport Luca Melega –. I tre agenti della Polizia Locale che si sono proposti su base
volontaria sono un esempio di impegno e responsabilità verso la comunità tutta, soprattutto in questo momento in cui la formazione è continua e in costante aggiornamento. Siamo orgogliosi di avere tra il personale della Polizia Locale e del Comune tante persone pronte a
uscire dalla propria comfort zone e a mettersi in gioco per il bene di tutti i cittadini”.

Così la comandante della Polizia Locale, Nicoletta Puglioli ; “Da circa vent’anni la Polizia Locale si tiene aggiornata sulle procedure di rianimazione cardio-polmonare . Questo progetto ci consente di avere una formazione interna per tutti gli appartenenti al Corpo, attraverso i nostri tre istruttori, che potranno addestrare inoltre i dipendenti comunali individuati e rilasciare così la certificazione di Esecutori BLS-D per tutte le fasce di età. Una formazione molto utile ‘a portata di mano’, che parte dall’interno e che richiede aggiornamenti periodici. In questo modo possiamo dare un apporto ancora più qualificato all’intera comunità di San Lazzaro, con l’obiettivo di mettere in campo una stretta sinergia con il 118er attraverso il progetto Pronto Blu, definito dal dott. Giovanni Gordini, Direttore del dipartimento Emergenza dell’ospedale Maggiore e sottoscritto dal Centro di Formazione IRC COM Montanari Alessandro, accorciando ulteriormente i tempi del soccorso sul territorio in caso di arresto cardiaco”.

L’arresto cardiaco è un problema sanitario in Europa e in tutto il mondo. Ogni anno oltre 400.000 persone in Europa e 60.000 in Italia ne sono colpite: nel 70% dei casi questo avviene davanti a persone non sanitarie, che possono iniziare le manovre di rianimazione
cardiopolmonare (RCP). Se i testimoni di un arresto cardiaco iniziano la RCP prima dell’arrivo dei sanitari, le possibilità di sopravvivenza della vittima aumentano di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

"È quindi fondamentale che sul territorio, e in particolare nei luoghi pubblici, ci siano dispositivi salva-vita come i DAE, e che più persone siano a conoscenza delle corrette manovre da eseguire in attesa dell’arrivo dei soccorsi - conclude la nota -  Una vera e propria rete di “first responder” formati, capaci di intervenire tempestivamente, a cominciare dagli agenti della Polizia Locale e dal personale comunale".

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