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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Erika Bertossi

Opinioni

Erika Bertossi

Collaboratrice cronaca ed eventi BolognaToday

Perché non perdersi questa edizione di Art City

Sono 42 gli spazi espositivi e le gallerie indipendenti, tutti segnalati sulla mappa. Non solo musei, fondazioni e spazi istituzionali. E si va ben oltre le mura della città

Chiedere a Lorenzo Balbi cosa non lasciarsi sfuggire di questa speciale edizione di Art City (QUI il programma completo) è un po' come chiedere a uno chef il miglior piatto del suo menù. E' Balbi infatti che ha curato la direzione artistica del progetto che per 9 giorni trasformerà Bologna in una galleria d'arte con tappe sparse non solo più per il centro storico, ma anche nel territorio metropolitano (ottimo pretesto per conoscere i dintorni). "Decisamente imperdibile la performance di Tino Sehgal pensata appositamente per Piazza Maggiore. Seconda tappa obbligata, l'opera performativa di Benni Bosetto alla Pinacoteca, artista italiana emergente fra le più interessanti del momento. Italo Zuffi con una seconda parte, dopo la mostra antologica che la città ha già apprezzato, a Palazzo De' Toschi con le sue nuove produzioni". Ecco, siamo già a buon punto con questi tre must. Ma, in generale, imperdibile, è praticamente tutto. Anche perché di tempo per le visite ce n'è. 

Cosa succede in città dunque fra il 7 e il 15 maggio 2022? Succede che come sempre (ma mai come oggi, in primavera), in occasione di Arte Fiera, la città si riempie di eventi dedicati all'arte: mostre, installazioni, iniziative speciali, occasioni per esplorare musei e luoghi della città in modo originale. La più grande e bella novità (che poi è il secondo anno di spring edition) è vivere questo momento con una temperatura che non sia sotto lo zero: non riesco a scordare le interminabili file davanti ai luoghi aperti per la Art White Night passate a sfregarmi le mani per non farmi venire i geloni. Il pensiero di passeggiare per Bologna con 18° alla scoperta di esposizioni e gallerie, devo ammettere, dire mi piace un sacco. Ma di novità, da quello che si racconta, ce ne saranno diverse. Lo immaginiamo già il weekend dell'arte. 

Art City: il programma 

ART CITY BOLOGNA 2022: LA MAPPA

I temi di oggi e del futuro: e il mestiere dell'artista?   

Prima di segnare il percorso di mostre e installazioni una riflessione sul mondo dell'arte (approfitto della disponibilità dell'esperto) che qualcosa ci dirà su questi due anni difficili, caratterizzati da grossi cambiamenti soprattutto nella socialità: "La storia dell'arte ci racconta che succede sempre qualcosa dopo gli eventi sconvolgenti - spiega Balbi -  E se l'epoca dei movimenti è finita per la globalizzazione e della maggiore individualità, la grande tematica è la radicalizzazione dei messaggi". Emergono 4 grandi temi su cui riflettere, secondo Lorenzo Balbi: ambiente/sostenibilità; decolonizzazione e abbattimento delle barriere di razza; la tematica di genere; il digitale. Li percepiremo non solo ad Art 

"Manca l'accessibilità alla professione. Non va bene che possa fare l'artista solo chi se lo può permettere" Lorenzo Balbi 

Il Main Program di Art City: il "radicale" Tino Sehgal e l'opera per Piazza Maggiore

Attenzione, attenzione: Tino Sehgal, uno degli artisti più radicali che siano emersi negli ultimi anni, Leone d’Oro all’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia nel 2013 è uno dei protagonisti si Art City con il suo Special Project. L’intervento che l’artista ha pensato e ideato appositamente per Piazza Maggiore vede la partecipazione di 45 tra ballerini e interpreti, i cui corpi e gesti sono utilizzati da Sehgal come materiale artistico e umano per comporre una grande opera, un’occasione unica per vivere l’arte in termini di esperienza sociale di scambio reciproco. 

Art City 2022: artisti e opere

Nel Salone degli Incamminati l'opera di Benni Bosetto

C'è poi "Stultifera", grande opera performativa di Benni Bosetto a cura di Caterina Molteni che ha luogo nel Salone degli Incamminati della Pinacoteca Nazionale di Bologna. La scena, ispirata all’opera satirica La nave dei folli di Sebastian Brant (1494), si svolge su una nave destinata a un viaggio senza fine, sulla quale i passeggeri interagiscono assumendo identità archetipiche, nella necessità di delineare un nuovo ordine sociale. Stultifera è un progetto di Trust per l’Arte Contemporanea con il supporto di MAMbo, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Azienda Speciale Palaexpo - il Mattatoio | Progetto Prender-si Cura, in collaborazione con Ateliersi. E ancora l'elemento esperienziale torna nella mostra dedicata a Giulia Niccolai, Perché lo faccio perché. 

Padiglione de l’Esprit Nouveau: la vita poetica di Giulia Niccolai

La vita poetica di Giulia Niccolai al Padiglione de l’Esprit Nouveau, a cura di Allison Grimaldi Donahue e Caterina Molteni, promossa da MAMbo, in cui la ricerca poetica, visiva e sonora dell’artista è ricostruita ma anche riattivata grazie a una performance di Giulia Crispiani, un laboratorio di scrittura e una lettura di Allison Grimaldi Donahue, una video-intervista di Bes Bajraktarević e un progetto filmico di Sergio Racanati e Manuela Gandini. L’elemento performativo si ritrova anche in Zhōuwéi Network di Emilia Tapprest, in collaborazione con Victor Evink, al Centro di Ricerca Musicale - Teatro San Leonardo, video installazione immersiva e live performance a cura di Felice Moramarco, che attraverso il medium cinematografico esplora la relazione tra datificazione, potere politico ed esperienze affettive individuali, promossa da Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, I-Portunus, Mondriaan Fund e Stimuleringsfonds, in collaborazione con DEMO Moving Image Experimental Politics, Adiacenze e AngelicA | Centro di Ricerca Musicale. Vivere lo spazio attraverso azioni che lo ridefiniscono e generano narrazioni è un tratto peculiare anche della ricerca di Italo Zuffi cui è dedicata Fronte e retro, personale articolata in due sedi a cura di Lorenzo Balbi e Davide Ferri, promossa da MAMbo e Banca di Bologna. La Sala delle Ciminiere del MAMbo propone un percorso retrospettivo dalla metà degli anni Novanta al 2020 mentre nella Sala Convegni Banca di Bologna a Palazzo De’ Toschi è visibile una serie di nuove produzioni. 

Palazzi bolognesi invasi dall'arte: opere e installazioni a 10 minuti dalle Torri

Si colloca in questo approccio il progetto presentato da Palazzo Bentivoglio: POST-RUIN Bentivoglio di Andreas Angelidakis, a cura di Antonio Grulli. Al centro di tutto vi è la grande installazione che dà il titolo alla mostra e attraversa le tre sale dei sotterranei cinquecenteschi dell’edificio, rimandando al suo passato, al precedente palazzo della famiglia bolognese distrutto da una sommossa popolare. L’opera fa parte di una serie in cui il concetto di rovina viene sovvertito rendendola utilizzabile a piacimento dal pubblico. 

Trova collocazione nei centralissimi spazi della Sala Tassinari a Palazzo D’Accursio, gestita da Fondazione per l'Innovazione Urbana, Emergency Break di Kipras Dubauskas, installazione filmica a cura di Elisa Del Prete e Silvia Litardi, promossa da NOS Visual Arts Production in collaborazione con Home Movies, Istituto Lituano di Cultura e Residenza per artisti Sandra Natali. Il progetto presenta per la prima volta in Italia la trilogia dedicata al tema fortemente attuale del “soccorso”, sviluppata dall’artista lituano a partire dal 2019, con un’anteprima del capitolo su Bologna. 

Artisti nell'occhio del ciclone: tappa obbligata all'Orto Botanico 

È Carlos Garaicoa invece il protagonista dell’interazione con il settecentesco spazio dell’Oratorio di San Filippo Neri, luogo molto amato dal pubblico, con un’installazione a cura di Maura Pozzati, promossa da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna in collaborazione con Galleria Continua. L'artista cubano intende approcciare la storia del luogo, ricordandone la distruzione durante la Seconda Guerra Mondiale e il restauro che ha consentito di recuperare un capolavoro dell’architettura barocca bolognese.

Trova una singolare collocazione, creando anche in questo caso una relazione viva con lo spazio ospitante, la video installazione Aedes Aegypti dell’artista, scrittore e regista Pedro Neves Marques, a cura di Sabrina Samorì, promossa da MAMbo in collaborazione con SMA - Sistema Museale di Ateneo, visibile all’Orto Botanico ed Erbario dell’Università di Bologna. Questa animazione digitale iperrealistica mette in evidenza l'artificialità della zanzara femmina Aedes Aegypti, portatrice dei virus Zika e Dengue. Nella continua ricerca per controllare, regolare e dominare la natura, gli scienziati hanno sviluppato un'arma che interferisce con i sistemi riproduttivi di questi insetti. Iniettando alle zanzare maschi un "gene letale", trasformano l'atto riproduttivo dell'impregnazione in uno di sterilizzazione casuale. Espandendo l'idea di contagiosità in epoca pre-pandemica, Neves Marques usa l'esempio dell'Aedes Aegypti come riferimento per la soppressione corporea al servizio degli interessi nazionali ed economici.
Le sale storiche di Palazzo Vizzani sono abitate da Fuori Terra, mostra di Mattia Pajè a cura di Giovanni Rendina, promossa da MAMbo e Alchemilla in collaborazione con Associazione BOCA e Gelateria Sogni di Ghiaccio, incentrata su un gruppo scultoreo composto da figure umanoidi immerse in un ambiente installativo.

Arte a Bologna: le mostre più belle di maggio 

Arte di giorno e di notte: ART CITY White Night

Una grande occasione per fare come Cenerentola e sfruttare ogni minuto fino alla mezzanotte per godersi la notte bianca dell'arte sabato 14 maggio: per gli appassionati d’arte che desiderano diversificare il proprio percorso in una miriade di proposte e spazi e concentrarlo la sera di sabato torna un appuntamento unico con mostre, performance, eventi in spazi pubblici, privati e commerciali.

I luoghi "riscoperti": la mappa delle location imperdibili

Art City ha, fra gli altri, l’intento di riportare all’attenzione di un vasto pubblico luoghi spesso non deputati all’arte riscoperti dagli interventi degli artisti invitati a relazionarsi con le loro specifiche identità.
Anche in questa edizione i contesti di azione spaziano tra le più diverse tipologie: da luoghi simbolici per eccellenza della storia civica come Piazza Maggiore, Palazzo d’Accursio e la Pinacoteca Nazionale di Bologna, a palazzi di grande pregio che diventano contenitori culturali - come Palazzo De’ Toschi con la Sala Convegni Banca di Bologna, Alchemilla a Palazzo Vizzani, l’Oratorio di San Filippo Neri di proprietà della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Palazzo Bentivoglio e il Centro di Ricerca Musicale - Teatro San Leonardo - a un prezioso tesoro architettonico come il Padiglione de l’Esprit Nouveau realizzato su progetto di Le Corbusier fino allo scrigno verde del Sistema Museale di Ateneo, situato nel cuore della zona universitaria, come l’Orto Botanico ed Erbario. L’edizione 2022 è inoltre connotata da una dimensione più ampia e policentrica che estende la costellazione diffusa di eventi verso il territorio metropolitano di Bologna, coinvolgendo le aree di Calderara di Reno, Pianoro, Pieve di Cento, Riola di Vergato, San Giorgio di Piano, San Lazzaro di Savena, San Pietro in Casale, Valsamoggia, oltre al Comune di Cento in provincia di Ferrara.

Una mappa a colori

Come sempre, presso gli spazi che ospiteranno le iniziative del programma, nei punti di informazione e accoglienza turistica di Bologna Welcome e nei padiglioni di Arte Fiera la mappa di ART CITY ci sarà quella mitica mappa, che come tutte le mappe si aprono e non le si riesce mai a chiudere. Ogni sezione del programma, quest'anno, ha la sua tonalità di riferimento: abbiamo il grigio, il rosa e il nero. Ecco che cosa indicano: 

GRIGIO - Musei, fondazioni e spazi istituzionali

ROSA - spazi espositivi e le gallerie indipendenti, segnalati sulla mappa con il colore rosa

NERO - gallerie d'arte

Dal programma di ART CITY: le nostre segnalazioni

(Art City) Progetti espositivi di Fondazione del Monte: Carlos Garaicoa e "Libero Spazio Libero"

(Art City) "Perché lo faccio perché. La vita poetica di Giulia Niccolai" all'Esprit Nouveau

(Art City) DueDuo, installazione e performance del duo Orecchie D’Asino alla Fondazione Gajani

(Art City) "Lorenzo Ceregato (1933-2020). Maestro dell’affresco"

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