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Lo ius soli "alla bolognese" e le star dei social che chiedono più diritti

C'erano un migliaio di studentesse e studenti delle scuole medie sotto al palco del Teatro Celebrazioni per parlare di diritti e chiedere (anche attraverso i social) di riformare la legge. Ovazioni e applausi davanti alle esperienze condivise da alcuni loro idoli

"Ho la pelle scura, l'accento bresciano, un cognome straniero e comunque italiano...": un racconto che parte dalla fine, dall'applauso caldissimo dopo le parole rappate dall'artista "afroitaliano" Tommy Kuti, che è intervenuto e si è esibito nel gran finale dell'incontro/show organizzato dal Comune di Bologna al Teatro Celebrazioni, per un confronto (vivace, autentico e partecipato da tutti i presenti) sul tema dello ius soli. Dal momento degli autografi e dei selfie, va però riavvolto il nastro e scattata una fotografia a questi coloratissimi "mille". Che sono studenti e studentesse delle scuole medie e di cose da ascoltare, condividere e raccontare ne avevano almeno altrettante. 

Prima di Tommy Kuti altri giovani influencer e youtuber che hanno portato la loro esperienza di stranieri o figli di immigrati in Italia sul palco. Tutti lì, tutti insieme a rispondere al quiz del sindaco Matteo Lepore ("Io non farei il sindaco, troppe responsabilità" gli ha detto una bimba, mentre se la sono cavata a pieni voti nel ripasso sulla cittadinanza) e ad ascoltare alcuni dei loro idoli della rete, incluso l'influencer Luis Sal, acclamatissimo: "Che Bologna faccia una cosa così è bellissimo perchè rende la città sempre più al passo con i tempi" ha detto portando l'esperienza di un suo caro amico, fin da piccolo impegnato ad aiutare i genitori stranieri a tradurre documenti e sbrigare burocrazie troppo complicate anche per un adulto, figuriamoci per un bambino delle elementari. Una testimonianza che ha colpito nel segno perché sotto gli occhi di tutti. Nei negozi, agli sportelli, in fila in banca.  

Lo ius soli "alla bolognese" di Lepore e il consiglio comunale dei ragazzi 

E quella "cosa così" a cui fa riferimento Luis Sal (le lettere del suo nome quasi quasi compongono le parole ius soli) di Bologna è la campagna "Bolognesi. Dal primo giorno", che segue l'inserimento nello Statuto comunale del principio dello ius soli e del conferimento della cittadinanza onoraria ai minori nati in Italia o che abbiano compiuto qui almeno un ciclo scolastico. E' lo "ius soli alla bolognese", così lo ha definito il sindaco Matteo Lepore, che nel corso dell'incontro ha consegnato a dirigenti e docenti le pergamene da portare nelle scuole. "Un progetto culturale, educativo e civico. A tutti chiediamo di avere diritti e doveri assieme". E a breve in città avremo il Servizio civile comunale e la possibilità per tutti di partecipare al Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze. E subito online i primi titoli di giornale: "Ennesima propaganda della sinistra" (Il Giornale) e "Ideona surreale del sindaco di Bologna" (Secolo d'Italia). 

Ius Soli  (3)-4

Una "storia" Instagram per chiedere la riforma della legge 

"Cara Italia...dimmi di sì!": così, facendo urlare tutto il teatro (e diventa quasi una festa, un concerto), la giovane attivista Deepika Salhan ha chiesto sempre da questo palco la riforma della legge di cittadinanza e lo ha fatto con una storia su Instagram (o Tik Tok?) chiedendo un sì al cambiamento, un sì alla riforma della legge della cittadinanza. Un altro momento caldo, partecipato e come sempre iper-condiviso. Una mattinata lunga e intensa per questi studenti, che ne sono usciti arricchiti, allegri e anche un po' affamati. 

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