Erika Bertossi

Opinioni

Erika Bertossi

Giornalista BolognaToday BolognaToday

Ferragosto in città, 5 idee per sentirsi in vacanza restando a Bologna

Ferie già fatte, il gatto che non può restare a casa da solo, viaggi saltati e disdette dell'ultimo lavoro: in tanti resteranno a Bologna per il periodo più caldo (e desolato) dell'anno. Che problema c'è? La vacanza è dietro l'angolo!

Una volta si parlava di "vacanze talpa" e c'è anche un film con Diego Abatantuono che si intitola "Mari del Sud" nel quale lui e famiglia, per non sfigurare ed essendo rimasti a secco, fingono di andare in vacanza mentre invece si nascondono in cantina. Ecco, sperando che nessuno debba simulare soggiorni inventati, Bologna in questo periodo dell'anno riserva anche delle belle sorprese e (perchè no?) la nostra città di tutti i giorni potrebbe facilmente diventare la meta delle nostre ferie. Non serve poi troppa fantasia visto che basta spostarsi davvero di poco per andare in villeggiatura a due passi da casa. 

Cosa fare a Bologna nel weekend di Ferragosto

1. Oasi Lagoverde: il bosco, un giro in pedalò e ci scappa anche il bbq

Oasi Lagoverde è una riserva naturale vicinissima al centro storico di Bologna, nel quartiere Navile. Ci sono un boschetto tranquillo, un laghetto dotato anche di pedalò (fa un po' Hyde Park anche se non è proprio una barchetta a remi in stile Notthing Hill) e un giardino acquatico. C'è anche la possibilità di fare il barbecue, come succede per Ferragosto (e  non solo!), quando si potrà prenotare la griglia. L'unico limite di questo luogo è l'apertura unicamente nei fine settimana, sia il sabato che la domenica con orario 9-18. Se poi sapete cos'è il gimnopodismo e vi piace, ecco questo è il posto giusto per voi. E' la vostra piccola vacanza bolognese. Se invece non sapete cosa sia, leggete fino in fondo e l'arcano verrà svelato! 

Oasy Lagoverde-2

(foto pagina Facebook Oasi Lagoverde)

2. Lido di Casalecchio: lettini e sdraio, alla chiusa come negli anni '20-'30

Adagiata sulla riva sinistra del fiume Reno, il Lido di Casalecchio di Reno è di fatto una spiaggia attrezzata come un vero e proprio stabilimento balneare. Facilmente raggiungibile con una passeggiata ciclabile panoramica sulla Chiusa e sul fiume, il Lido è situato di fronte al  Parco della Chiusa. Terminati i lavori di costruzione della Chiusa nuova a seguito della grande piena del 1893, le piene avevano livellato le asperità del terreno con uno strato di sabbia e terra fine, sul quale era cresciuta l'erba e si era formato un bel prato, il Lido appunto. Era la metà degli Anni Venti quando al Lido nelle domeniche d'estate si affollavano migliaia di persone per rilassarsi al sole ed esibirsi in tuffi, sblisgarole (idroscivolo ottenuto bagnando il granito bianco della Chiusa) e piroette. Negli Anni Trenta il Lido raggiunse il suo maggior fulgore diventando il fulcro di un'economia indotta: l'ingresso al Lido fu messo a pagamento ed esso fu attrezzato con cabine, docce, latrine, ombrelloni, venditori di bibite e persino un ristorantino dove gustare, oltre alla cucina bolognese, la fragrante frittura del Reno. Nel 1939 fu richiesta la licenza per l'esercizio dello stabilimento balneare e nel 1942 il Lido ottenne il primo Regolamento di Balneazione. Nell'estate successiva alla Seconda guerra mondiale il Lido visse un periodo di transizione: effettuato lo sminamento dell'intera zona, si passò alla ricostruzione delle cabine e alla riapertura del ristorantino. Fu anche inaugurato un locale da ballo di grande successo, "L'Isola Verde", che tutte le sere accontentava gli appassionati di musica americana, swing, jazz e liscio fino al 1952. Il boom economico degli Anni Sessanta segnò il lento ma inesorabile declino del Lido: la diffusione delle motociclette spinse i bolognesi a raggiungere la spiaggia "vera" della Riviera Adriatica, lasciando il Lido ai più poveri e ai cosiddetti "esteti" ancora incantati dalla sua atmosfera romantica e pittoresca. Ogni estate inoltre erano sempre più numerose le vittime delle acque insidiose del fiume Reno. Nel 1966 una piena rovinosa distrusse completamente lo stabilimento balneare e nessuno ebbe più voglia di ricostruirlo fino al 1998, anno in cui l'Amministrazione comunale di Casalecchio di Reno ne commissionò il restauro e la conseguente riapertura. Oggi il Lido è un luogo ideale per trascorrere una giornata all'aria aperta, per un pomeriggio con gli amici, per portare i bambini a divertirsi in un parco o per una serata in compagnia immersi nel verde. C'è un piccolo chiosco, aperto tutti i giorni da aprile a settembre, con tavoli all'aperto, sdrai e ombrelloni a noleggio e possibilità di fare uno spuntino con panini, stuzzichini e bibite fresche.

3. Cinque laghi dell'Appennino bolognese: una rassegna per tuffarsi in ognuno 

Cinque laghi per tre fine settimana d’estate: “Lagolandia – Villeggiatura Contemporanea”, è la rassegna che dal 2014 invita a riscoprire con passo lento l’area dei Laghi dell’Appennino Bolognese. L’ottava edizione si apre il 24-25 luglio sui laghi di Castel dell’Alpi e Rioveggio, per poi proseguire il 28 e 29 agosto sui bacini di Brasimone e Suviana e il 18 e 19 settembre sul Lago di Santa Maria. Ospitata nelle storiche “stazioni climatiche” a pochi chilometri dalle città, Lagolandia reinterpreta in chiave contemporanea, genuina e schietta, questo turismo di un tempo, per valorizzare i nostri saperi e il nostro paesaggio in un dialogo costante con l’esterno, ampliando i punti di vista e promuovendo modalità originali di fruizione ed esplorazione del territorio. Fulcro di ogni weekend sono i “sentieri culturali”, escursioni tematiche condotte da guide d’eccezione, che interpretano i cammini secondo la propria sensibilità: scrittori, filosofi, ingegneri, musicisti, attori e autori arrivano sull’Appennino bolognese per condividere le proprie esperienze e raccontare in modo inedito il nostro paesaggio. Per adulti e per bambini, per camminatori esperti o semplici amanti dell’aria aperta, gli itinerari sono per tutti i gusti. Laboratori per grandi e piccini, incontri, performance musicali e teatrali completano il programma di ciascun fine settimana…. Non mancano, infine, il fresco, l’aria buona e l’ottima cucina di montagna! (Bologna Welcome)

4. La frescura lungo il fiume Setta

Poco a monte del punto di raccordo tra Setta e Reno, alcune anse del primo possono essere meta ambita per chi cerca del fresco in queste giornate afose di agosto. Attraverso una stradina che si avventura nel parco naturale di Monte Sole lungo il fiume (da Sasso Marconi), si susseguono delle aree perfette per un pic-nic e per sentirsi fuori dal mondo, o perlomeno dal cemento. Eccolo, il Setta. E chi lo dice che un fiume è meno del mare?

5. Gita a Livergnano e le casette incastonate nella roccia

La particolarità di questo borgo che dista unaventina di km dalla città, sono le case incastonate profondamente nella roccia e delle quali, in pratica, sporge unicamente la facciata. Vivere a Bologna e non esserci mai andati è davvero un peccato. Recuperabile con una bella gita a caccia di frescura: luogo teatro di violenti scontri durante la Seconda Guerra Mondiale, da qui passava una delle linee principali della Linea Gotica. Livergnano ospita anche il Museo e Centro di Documentazione “The Winter Line” allestito da Umberto Magnani dentro una delle caratteristiche abitazioni scavate nell'arenaria. L'esposizione propone reperti della Seconda guerra mondiale ritrovati nel territorio. Dal borgo si gode di un’affascinante vista sul panorama circostante e da qui si può partire per una passeggiata verso le pendici del Monte Rosso. 


Livergnano-2

Ecco che cos'è il gimnopodismo? Più comunemente scalzismo o barefooting è uno stile di vita nel quale i praticanti adottano la scelta di non indossare calzature durante le attività quotidiane, camminando solo a piedi nudi.

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