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Emergenza Covid-19: genitori separati e diritto di visita ai figli minori

I genitori separati possono spostarsi in un comune diverso per poter esercitare il diritto di visita dei figli minori residenti altrove? Ad oggi, non si ravvisano soluzioni uniformi alla questione, ma...

I genitori separati possono spostarsi in un comune diverso per poter esercitare il diritto di visita dei figli minori residenti altrove? Occorre precisare fin da subito che, ad oggi, non si ravvisano soluzioni uniformi alla questione.

Il primo a pronunciarsi in merito è stato il Tribunale di Milano che con provvedimento dell’11 marzo ha stabilito che gli spostamenti fossero consentiti, anche tra un comune e l’altro.

Di tutt’altro avviso il Tribunale di Bari che, con decreto del 26 marzo, aveva specificato la natura recessiva del diritto-dovere dei genitori e dei figli minori di incontrarsi in questo momento di emergenza, rispetto alle limitazioni alla circolazione delle persone, legalmente stabilite per ragioni sanitarie, a mente dell'art. 16 della Costituzione, ed al diritto alla salute, sancito dall'art. 32 Cost. 

Il 28 marzo, proprio sul sito istituzionale governo.it, nella sezione dedicata alle domande più frequenti, si leggeva che “gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l'altro genitore o comunque presso l'affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio". Tale risposta, tuttavia, sembrava riferirsi unicamente agli spostamenti all’interno del medesimo comune. Dello stesso avviso anche il Ministero della Salute.

Lo scorso 3 aprile si è poi pronunciato il Tribunale di Busto Arsizio, il quale ha ribadito che il diritto di visita dei figli di genitori separati e divorziati non ha subìto limitazioni a seguito della normativa emergenziale per fronteggiare il Coronavirus, in quanto certamente rientrante nelle “situazioni di necessità” che legittimano lo spostamento sul territorio. A parere del giudice quindi gli spostamenti sembrerebbero consentiti.

A conferma della difformità di interpretazioni sul territorio nazionale, l’Unione delle Camere Minorili con proprio comunicato ha richiesto chiarimenti al Governo poiché “si è in presenza di diritti fondamentali, il diritto alle relazioni familiari e il diritto alla salute, riconosciuti dalla Costituzione e dalla CEDU che hanno pari rango, ma vanno bilanciati ponendo al centro di tale equilibrio il migliore interesse delle persone minori di età”. In particolare, nel comunicato si richiedono esplicite indicazioni in merito agli spostamenti per le visite ai figli e per i ricongiungimenti familiari, anche da un comune all’altro, sempre nel rispetto e con l’adozione di tutte le opportune cautele per ridurre il rischio di contagio ed, in ogni caso, fatti salvi gli obblighi di quarantena.

Si segnala, in conclusione, che l’ultimo modello di autodichiarazione predisposto dalle autorità in merito agli spostamenti elenca in calce una serie di motivazioni di spostamento legittimo, tra le quali gli obblighi di affidamento dei minori.

Oggi siamo ancora in attesa di una indicazione univoca. Il rischio è quindi che vi sia una interpretazione difforme della norma a livello comunale e regionale. 

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