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Divorzio, affido e assegno di mantenimento: tutte le novità del DDL Pillon in approvazione

Le principali novità: affido condiviso e doppio domicilio dei minori, niente mantenimento ma spese a metà, mediazione familiare obbligatoria, niente assegnazione casa familiare, stop al mantenimento dei figli oltre i 25 anni

Con il disegno di legge Pillon il governo in carica cerca di scrivere una pagina nuova nel diritto di famiglia. La riforma, ancora in fase di approvazione in parlamento, prevede infatti modifiche sostanziali al codice civile nella parte in cui disciplina la crisi familiare ed il rapporto tra genitori e figli minori.

Vediamo nel dettaglio le principali novità.

1) Affido condiviso e doppio domicilio dei minori.

La prima e forse più determinante modifica riguarda le condizioni di affido dei figli minori di coppia separata. La riforma del 2006, infatti, aveva già introdotto l’affido condiviso tra i due genitori, che si traduceva nell’individuazione di un genitore prevalentemente collocatario presso il quale il figlio viveva stabilmente. Nell’ambito del giudizio venivano poi stabilite le modalità di visita dell’altro genitore (fine settimana alterni, pomeriggi infrasettimanali e così via). La riforma, invece, ispirandosi al principio della bigenitorialità perfetta, prevede che il figlio non venga più collocato presso il padre o la madre, ma che egli abbia due domicili affinché possa “trascorrere con ciascuno dei genitori tempi paritetici o equipollenti”. Identici tempi di pernottamento, quindi, con un minimo di 12 giorni al mese di permanenza presso ciascuno dei genitori.

 2) Niente mantenimento ma spese a metà.

Venendo meno il concetto di genitore prevalentemente collocatario, cambia anche la modalità di gestione delle spese ordinarie e straordinarie relative ai bambini. Nessun mantenimento passato da un genitore all’altro, ma divisione a metà di tutte le spese.

3) Mediazione familiare obbligatoria.

Viene introdotto un procedimento di risoluzione della crisi familiare alternativo al processo davanti al giudice. La mediazione familiare, così come avviene in altre materie già dal 2010, tra le quali locazione, condominio, successioni, diviene anche obbligatoria: prima di ritrovarsi davanti al giudice per la propria separazione, occorrerà rivolgersi al mediatore professionale per tentare di trovare un accordo con il proprio partner.

4) Niente assegnazione casa familiare.

L’affidamento condiviso “perfetto” ripartito tra entrambi i genitori, il venir meno del collocamento prevalente presso uno dei due ed il doppio domicilio dei figli hanno un’altra conseguenza: la fine del diritto all’assegnazione della casa coniugale, l’abitazione nella quale la famiglia si era stabilita. Così rimarrà in casa solo chi ne è proprietario oppure è titolare di un contratto di locazione o comodato.

5) Stop al mantenimento dei figli oltre i 25 anni.

Altra rivoluzione: nessun mantenimento oltre i 25 anni di età del figlio se non si rende autonomo per sua negligenza, rifiutando proposte di lavoro senza una ragione o prolungando gli studi senza profitto.

Il testo non è ancora entrato in vigore, ma è in corso l’iter per la sua approvazione. Notevoli sono state le contestazioni da parte di associazioni di varia natura, basti pensare che sono decine di migliaia le firme raccolte dalla petizione promossa dall’associazione Dire “Donne in rete contro la violenza” su CHANGE.ORG per chiedere il ritiro del disegno di legge. Il contrasto più deciso infatti è proprio tra le madri ed i padri separati. Da una parte, infatti, le madri perderebbero assegno di mantenimento per i bambini ed assegnazione della casa coniugale che spesso avveniva in loro favore, quando i figli erano in tenera età – tenuto conto anche della disparità economica e occupazionale che in Italia è un dato di fatto-. Dall'altra, invece, i padri separati, favorevoli alla riforma, che hanno da sempre lamentato l’impossibilità di vivere la quotidianità con i propri figli, rimanendo il rapporto confinato a sporadiche visite pomeridiane, delineando quella che oggi viene definita alienazione parentale.

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Parola al parlamento dunque: qualora dovesse approvare il disegno di legge, la riforma sarà una vera rivoluzione del diritto di famiglia. 

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