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Ritorno sui banchi di scuola: le più recenti pronunce per alunni, genitori, insegnanti

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Parola all'avvocato in tema di apertura di anno scolastico. La scuola coinvolge tutti, insegnanti, allievi e genitori, e li coinvolge da molti punti di vista. Quali le responsabilità qualora l’alunno si faccia male a scuola? Come l’amministrazione scolastica deve comportarsi con i dati personali che riceve? Come si sceglie tra promozione e bocciatura? Vediamo le più interessanti e recenti pronunce a tema scolastico.

L’alunno si fa male da solo: chi è responsabile?

Qualora l’allievo si ferisca da solo a scuola, la responsabilità è dell’istituto scolastico ed è di natura contrattuale. Nel momento in cui lo studente viene ammesso a scuola, infatti, all’atto dell’iscrizione si instaura un vincolo negoziale dal quale sorge l’obbligazione per l’istituzione scolastica di vigilare sulla sicurezza e sull’incolumità dei propri studenti nel tempo in cui questi usufruiscono della sua struttura, in tutte le sue espressioni. Quali prove fornire? Chi chiede il risarcimento del danno deve dimostrare che si è verificato nel corso del rapporto tra scuola e alunno. L’istituto scolastico invece deve dimostrare che l’evento dannoso non si è verificato né per causa imputabile alla scuola, né per causa imputabile all’insegnante (Tribunale Catania Sent., 08/05/2019).

Se invece si ferisce durante l’ora di educazione fisica a causa di un altro studente?

In questo caso, se lo studente si infortuna nel corso dell’attività di educazione fisica svolta all’interno della struttura scolastica, incombe su tale allievo l’onere di provare l’illecito di altro studente che abbia causato il danno. È invece a carico della scuola fornire la prova di aver adottato tutte le cautele idonee per evitare il fatto dannoso che però si è rivelato inevitabile (Tribunale Rieti Sent., 25/07/2019).

L’attivazione dei corsi di recupero è obbligatoria?

No, sulle scuole non grava alcun obbligo di attivazione dei corsi di recupero. Ciò significa che in caso di mancata predisposizione di tali corsi aggiuntivi, il giudizio finale espresso dagli insegnanti sull’alunno sarà ugualmente legittimo. La mancanza dei recuperi infatti, non è sufficiente a giustificare o modificare l’esito delle prove di esame cui è conseguita la mancata ammissione dell’alunno alla classe successiva. Il giudizio è invece basato unicamente sulla preparazione e sulla maturità raggiunte dagli studenti, indipendentemente dalle carenze organizzative e dalla mancanza di strumenti per il recupero a scuola (T.A.R. Campania Napoli Sez. VIII, 17/07/2019, n. 3957).

Quando la bocciatura? E deve essere preannunciata?

Lo studente può essere non ammesso alla classe successiva quando l’istituzione scolastica abbia verificato la sussistenza di carenze nell’acquisizione di livelli di apprendimento in una o più discipline. Ciò dopo aver attivato specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento. In ogni caso la bocciatura rimane la estrema ratio (T.A.R. Abruzzo Pescara Sez. I, 20/06/2019, n. 164).

Ad ogni modo, non è necessario che la bocciatura sia preannunciata allo studente o ai genitori con un formale avviso di avvio del procedimento. Si presume infatti che la situazione scolastica sia ben nota alle parti mediante i voti numerici che vengono di volta in volta attribuiti allo studente nel corso di tutto l’anno (T.A.R. Campania Napoli Sez. VIII, 11/07/2019, n. 3854).

Genitori separati: come ripartire le spese scolastiche?

Secondo il Tribunale di Savona, rientrano tra le spese ordinarie quelle effettuate per l’acquisto di libri scolastici, cancelleria, abbigliamento per lo svolgimento dell’attività sportiva a scuola, in considerazione del fatto che tali spese sono fondamentali e prevedibili. Al contrario sono spese straordinarie quelle relative ai viaggi-studio all’estero, alle gite scolastiche, alle ripetizioni ed allo sport. Le spese universitarie, invece, sono anch’esse ordinarie e potrebbero legittimare una richiesta di aumento del contributo al mantenimento del figlio, qualora questo sia stato determinato quando egli era ancora in età scolare (Tribunale di Savona, 2019).

Trattamento dei dati personali: come deve comportarsi la scuola?

Le istituzioni scolastiche hanno l’obbligo di far conoscere a tutti gli interessati, alunni, insegnanti, genitori, come vengono trattati i loro dati personali. Concretamente ciò può essere fatto attraverso una adeguata informativa nella quale si dice al soggetto quali sono i dati raccolti, con che finalità vengno richiesti ed in che modalità verranno utilizzati. Ciò riguarda in particolar modo anche le fotografie richieste per finalità istituzionali e ciò conformemente alla più recente disciplina europea basata sul principio della responsabilizzazione (Tribunale Roma Sez. lavoro, 28/02/2019).

Insegnanti e graduatorie: a che giudice rivolgersi?

Nel caso di controversie relative al diritto degli insegnanti di scuola pubblica all’inserimento in una gratuatoria ad esaurimento, per individuare il giudice corretto al quale rivolgersi occorre valutare l’oggetto del giudizio. Qualora la domanda del docente riguardi la richiesta di annullamento dell’atto amministrativo, allora la giurisdizione sarà del giudice amministrativo. Qualora invece l’insegnante voglia vedere accertato il suo diritto di essere inserito in una graduatoria, conformemente a quanto previsto da una legge ordinaria, allora la giurisdizione sarà del giudice ordinario (Tribunale Imperia Sent., 18/04/2019).

A chi rivolgersi invece in caso di controversie sulla mobilità del personale?

In questo caso, le questioni relative alla mobilità di docenti, personale educativo e ATA sono devolute al giudice ordinario e non al giudice amministrativo (T.A.R. Lazio Roma Sez. III bis, 09/07/2019, n. 9113).

Assegnazione delle ore di sostegno.

Le questioni relative all’assegnazione delle ore di sostegno all’alunno disabile sono devolute al tribunale nella fase successiva alla redazione del Piano Educativo Personalizzato, che contiene l’indicazione delle ore di sostegno necessarie per l’educazione e l’istruzione dell’alunno. In questo caso infatti essere seguiti da un docente specializzato è un diritto degli studenti con disabilità e non vi è spazio per l’autonomia discrezionale dell’amministrazione pubblica. Le questioni invece antecedenti alla redazione del Piano Educativo Personalizzato sono affidate al giudice amministrativo (T.A.R. Sicilia Catania Sez. III, 11/06/2019, n. 1419).


 

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