Sabato, 18 Settembre 2021
Anna Matino

Opinioni

Anna Matino

Direttore Responsabile BolognaToday

Primarie Bologna. L'eredità delle urne: una risposta, molti interrogativi  

Riflessioni dopo il voto del 20 giugno e in prospettiva del prossimo appuntamento alle urne

Il partitone è sempre il partitone. Qui non poteva farcela la Conti. A Bologna non si può cambiare nulla. Questo il tenore delle vox populi che abbiamo raccolto tra i bolognesi all'indomani del voto delle primarie che hanno sancito la vittoria di Matteo Lepore su Isabella Conti. Vittoria che arriva da una buona affluenza alle urne (oltre 26mila presenze). E che di per sè è netta, sotto l'aspetto matematico. C'è poco da dire. Con quasi il 60% (ovvero 59.6%) di preferenze, il delfino del sindaco uscente ha uno stacco di circa il 20% sull'avversaria (che si è fermata al 40,4%). Questa è la risposta che ci arriva dalle urne. 

Gli stessi dati dei seggi, tuttavia, se analizzati da una diversa prospettiva, nonchè le fazioni createsi a sostegno dei due sfidanti, come le faglie aperte all'interno del Parito democratico bolognese (vedi gli endorsement a favore di Conti invece che Lepore) in seno a questa campagna elettorale, lasciano spazio anche a molti interrogativi.  
Innanzitutto come mai Lepore, saldo al Pd, fuori di dubbio conoscitore della macchina comunale (nella quale è inserito da anni), al lavoro da tempo per succedere a Merola, non ha poi polverizzato l'avversaria (Conti stessa ha parlato di "risultato insperato"), che era esterna invece al partito e che è balzata sulla scena pre elettorale bolognese solo due mesi fa. La voglia di cambiamento mostrata evidentemente da una parte dello stesso partito democratico che peso avrà?

Viene da chiedersi poi in che percentuale i voti a Lepore arrivino grazie all'appoggio dei dem e dei proclami dei big della politica locale (da Bonaccini a Errani fino a Prodi, ecc)  piuttosto che dal consenso riscosso dal candidato per se stesso. E, ancora, quanto abbia  pesato la spinta di Emily Clancy e la sua Coalizione Civica

Non solo. E se Conti dopo l'esito dei seggi ha dichiarato appoggio a Lepore (lo ha fatto anche Renzi, oggi, peraltro dopo una campagna elettorale della sindaca fatta prendendo continuamente le distanze dall'ex premier e da IV), il suo 40% andrà davvero tutto in eredità all'ex rivale?  

Domande non prive di un certo peso perchè, va ricordato, le elezioni comunali sono quelle che avverranno in autunno. E se la partita è a buon punto per il candidato di csx, comunque non è ancora conclusa.  D'altronde ai seggi il 20 giugno si sono presentate 26.369 persone. Un buon dato, ma che va comparato con il dato della popolazione del comune di Bologna e il relativo elettorato attivo. Come va considerato che se è vero che il centrodestra è dormiente e in ritardo incomprensibile, è anche vero che l'elettorato indeciso, quello a-partitico, come quello di csx che domenica non è andato ai gazebo, avranno comunque un peso alle prossime votazioni.  

Infine, una potenziale coalizione di così ampie vedute (dal Pd - frangia riformista e non - a Coalizione, agli 'isabelliani' e i 'renziani', fino al M5S) convincerà parimenti a così ampio raggio?
 

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