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Domenica, 25 Settembre 2022
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Impennata affitti Airbnb, Lepore: "Urge una legge ‘salva centri storici’"

E' l'appello di Lepore, al quale si aggiungono le voci dei sindaci di Bergamo e Firenze, che suonano la sveglia al Governo chiedendo una regolamentazione nazionale, chiara a stretto giro

A Bologna il problema degli affitti è ormai sotto gli occhi di tutti. Studenti fuori-sede e lavoratori alle telecamere di BolognaToday hanno lamentato enormi difficoltà nel trovare alloggi. Difficoltà che in taluni casi portano a considerare il trasferimento in località più 'semplici' sotto questo aspetto.

Affitti brevi e prezzi alti, cercare case diventa un'impresa

Tra le cause del sempre di difficoltoso mercato degli affitti all'ombra delle Due Torri - oltre i canoni troppo alti al quale il Comune di Bologna sta già lavorando - c'è la pratica, ormai sempre più diffusa, degli affitti brevi. L'esplosione dell'Airbnb-trend. Mercato rinvigorito con la fine dell'emergenza pandemica. E che si è anche ben strutturato e differenziato dalle sua forma originaria. Stando ai dati del sito “Inside Airbnb”, infatti, gli host più attivi non sarebbero semplici privati come nello spirito originario delle piattaforme di home sharing, ma vere e proprie società di property management. 

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Servono regole. Servono in fretta

Inutile dire che a rimetterci non è chi solo chi pena nel cercare un tetto, ma anche la città. Il che lascia intuire facilmente come sia diventato stringente affrontare il tema da un punto di vista normativo. Su scala anche nazionale. Istanza peraltro avanzata da tempo e su più fronti. E sulla quale ritorna il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che insieme ai primi cittadini di Bergamo e Firenze sono fautori di un appello al Governo.

“Serve subito una norma nazionale che consenta ai Comuni di poter intervenire in modo chiaro e deciso per tutelare le nostre città e mettere un freno alla proliferazione degli affitti turistici brevi”. Così il triplice appello, nel quale si rimarca come "ad oggi le amministrazioni comunali non hanno strumenti per intervenire e la proposta di legge di iniziativa popolare 'salva centri storici' si è bloccata in seguito allo scioglimento anticipato del Parlamento".

Una legge ‘salva centri storici’

E siccome manca ormai una manciata di giorni al voto del 25 settembre, che aprirà la strada al nuovo Governo, i tre sindaci si mettono avanti con i lavori.

“Porteremo immediatamente sul tavolo del nuovo governo e all’attenzione dei nuovi parlamentari la proposta di legge ‘salva centri storici’ – fanno sapere -, una norma che mira a salvaguardare decoro e bellezza, valorizzare artigianato locale, promuovere un turismo di qualità. Chi ha fatto cadere l'esecutivo Draghi ha inevitabilmente frenato questo progetto, e il voto contrario di Lega e 5Stelle e il parere negativo del ministro leghista Garavaglia agli emendamenti che avrebbero concesso più poteri alle amministrazioni sugli affitti brevi, mettono in luce inequivocabili responsabilità politiche di questi partiti nei confronti dei sindaci delle città d’arte e delle imprese del settore turistico-ricettivo. Siamo noi allora a farci portavoce di questa battaglia ormai improrogabile”. 

La proposta di legge di iniziativa popolare contiene "strumenti innovativi e proposte concrete - spiega Lepore in una nota - regolare gli affitti turistici brevi come succede in altre città europee, incentivando la residenza e andando così a contrastare il turismo mordi e fuggi; tutelare il commercio tradizionale e l'artigianato con uno strumento di pianificazione; favorire il decoro, inducendo i proprietari di immobili abbandonati e degradati a intervenire per il loro restauro anche con forme di contribuzione".

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