rotate-mobile
Giovedì, 29 Febbraio 2024
Casa

Case popolari, Lori: “La residenza storica resta, senza non si può richiedere l’assegnazione"

Così l'assessora in Assemblea legislativa, tornando sul dibattito acceso scatenato dalle novità dell'assegnazione di alloggi Erp. Traccia il punto e risponde ai detrattori

QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE WHATSAPP DI BOLOGNATODAY

Casa. Argomento bollente a Bologna, tra difficoltà a trovare un alloggio in affitto, che non siano proposte al limite dell'assurdo, fino alla problematica dei prezzi alle stelle anche per chi volesse provare a comprare un appartamento. 

In questo scenario diventa centrale anche il tema dell'edilizia popolare. E' per questo che le novità sulle assegnazioni partorite dalla Regione hanno innescato nelle scorse settimane un dibattito acceso, che non accenna a quietarsi.

Mentre il centrodestra attacca l'amministrazione regionale di scarsa trasparenza e adozioni contestabili, da viale Aldo Moro parano i colpi. E non si arretra.  

La difesa arriva dall’assessora regionale alla Programmazione territoriale e politiche abitative, Barbara Lori, che ha risposto ieri in Aula a un’interrogazione sulla delibera regionale in materia di edilizia residenziale pubblica. Ha sottolineato come sia "un provvedimento che privilegia la valutazione di requisiti equi e giusti per evidenziare l’effettivo stato di bisogno di chi fa richiesta di un alloggio popolare: fragilità economica, presenza di persone con disabilità o minori, numerosità del nucleo familiare, giovani coppie, coabitazione. Oltre alla permanenza in graduatoria, elemento che permette di rafforzare la tutela di quanti a volte per tempi lunghi, attendono, pur avendo titolo per l’assegnazione, nelle liste di attesa".

Circa i detrattori, Lori ha parlato di “polemiche false e fuorvianti, poco adatte a un atteggiamento di responsabilità che deve riguardare tutti gli amministratori pubblici”, ricordando che in Emilia-Romagna, quasi l’80% degli alloggi Erp è occupato da famiglie italiane.

Requisito della storicità della residenza

“Quanto al requisito della storicità della residenza e dell’attività lavorativa per almeno tre anni in regione- ha ribadito l’assessora- il provvedimento adottato dalla Giunta lo conferma come requisito di accesso all’edilizia residenziale pubblica, ma non ne prevede la duplicazione. È quindi falso affermare che è stato cancellato”.

E questo anche in ottemperanza ai principi espressi dalla “Corte Costituzionale- ha proseguito- pronunciatasi con numerose sentenze contro le leggi di Abruzzo, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia e Marche”. E agli ulteriori pronunciamenti del Tar, come nel caso del Comune di Ferrara.

“D’altra parte un’analisi dei Regolamenti comunali per la formazione delle graduatorie di accesso all’Erp effettuata su un campione di Comuni- ha ricordato ancora Lori- ha restituito un’applicazione del criterio della storicità della residenza o dell’attività lavorativa estremamente diversificata e articolata che rischia di configurarsi quale rilevante fattore di squilibrio, elemento che alla luce dei vari pronunciamenti è di fatto illegittimo”.

Dalle ristrutturazione alle donne vittime di violenza, gli altri punti della delibera

L’assessora regionale infine ha ricordato gli altri punti introdotti dalla delibera regionale, che sottolinea essere stati frutto di un confronto di merito che ha coinvolto Acer, Comuni, Province e sindacati, dai quali è stato condiviso. Tra questi il meccanismo per favorire la ristrutturazione degli alloggi attualmente sfitti; la possibilità, per i Comuni, di applicare con gradualità gli aumenti del canone di locazione nei casi di particolare fragilità; l’assegnazione di alloggi Erp alle donne vittime di violenza e una maggiore flessibilità per i nuclei familiari in emergenza abitativa.

Continua a leggere su BolognaToday

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Case popolari, Lori: “La residenza storica resta, senza non si può richiedere l’assegnazione"

BolognaToday è in caricamento