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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Casa, il canone concordato a Bologna è tra i più bassi in Italia

Crescono i contratti di affitto dedicati agli studenti, ma sono ancora pochi quelli stipulati utilizzando l'accordo del Comune sui canoni concordati

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I numeri del mercato immobiliare sono tornati a salire dopo lo stop forzato della pandemia di Covid-19. Oltre alle vendite, è in ottima salute il mercato degli affitti. Come scrive uno studio del gruppo Tecnocasa, nel 2023 in Italia sono aumentati i contratti dedicati agli studenti fuorisede, saliti dal 6,3% del 2019 all’8,9% dello scorso anno. La maggior parte degli immobili è però destinata alle scelte abitative, che rappresentano i due terzi circa degli immobili affittati. Il resto, circa il 25%, è dedicato ai lavoratori trasfertisti.

Bologna si conferma una città fortemente attrattiva per studenti e giovani lavoratori: i contratti di locazione sono per la maggior parte intestati ad appartenenti alla fascia di età 18-34. A Bologna, chi affitta per motivi lavorativi rappresenta il 52,8% del totale, il dato più alto in Italia. Anche gli affitti per studenti rappresentano una porzione sostanziosa, con un 16,7% delle locazioni totali. Un dato negativo è rappresentato dal tipo di contratto stipulato: nonostante il rialzo dei prezzi degli ultimi anni e una crisi abitativa ormai fisiologica, Bologna è, tra le grandi città, una di quelle che utilizza meno il contratto a canone concordato: solamente il 19,4% del totale, mentre la stragrande maggioranza utilizza il canone libero e solo il 2,8% dei contratti ha carattere transitorio. Peggio di Bologna sull’utilizzo del canone concordato solamente Bari (13,3%) e Milano (appena l’1,7%).

Cos’è il canone concordato

Eppure, il Comune di Bologna aveva promosso il canone concordato come una delle leve per opporsi alla crisi immobiliare che ha investito la città. Ad inizio aprile, l’amministrazione ha rinnovato un accordo triennale con Sindacati Inquilini e Associazioni di Proprietari sui contratti di locazione residenziale non a libero mercato, valido in tutta la Città Metropolitana e nel Circondario imolese.

L’accordo prevede che venga concordato un canone di affitto più basso rispetto a quello di mercato, sulla base di parametri oggettivi relativi allo stato dell’immobile e alla sua localizzazione; canone che può essere in parte (e a certe condizioni) detratto dal reddito imponibile del conduttore ai fini Irpef.

I proprietari, quale contropartita, possono godere di agevolazioni fiscali: la cosiddetta “cedolare secca”, cioè una tassazione particolarmente vantaggiosa per i redditi derivanti dalla locazione concordata, e una tariffa Imu agevolata rispetto a quella ordinaria.

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