Casa: come renderla più sicura per i nostri bambini

Piccoli accorgimenti e nuove abitudini che possono evitare 'incidenti' tra le mure della propria abitazione

Cosa fare

• le ringhiere devono avere solo elementi verticali, ma in molte case sono presenti ringhiere anche con elementi orizzontali che permettono al bambino di utilizzarle come scala per potersi affacciare. In presenza di questa tipologia è necessario evitare l’accesso posizionando una rete;

• i davanzali delle finestre devono essere alti almeno 100 cm , ma se ne trovano di molto più bassi. In questo caso bisogna aumentarne l’altezza con strutture adeguate e comunque, se in casa c’è un bambino, non disporre mai divani o mobili sotto il davanzale;

• le scale, invece, sono normate dalla legislazione italiana (e non locale) e seguono la regola di Francois Blondel, formula che indica che la somma di due volte l’alzata più la pedata deve essere compresa tra 62-64 cm. Spesso le misure non sono rispettate, così come l’altezza del corrimano della ringhiera e la distanza tra gli elementi, sempre rigorosamente verticali, che la compongono. Inoltre, a volte le scale interne hanno l’alzata vuota, spazio che può permettere al bambino di infilarsi tra un gradino e l’altro e cadere nel vuoto. Specialmente in questi casi bisogna impedire l’accesso ai bambini posizionando i cancelletti;

• le porte a vetri interne e gli infissi dovrebbero avere requisiti di resistenza e di non frammentazione agli urti o, in alternativa, dovrebbero essere protette da pellicole trasparenti che, pur non evitando la rottura in caso di urto, impediscono al vetro rotto di cadere e di creare schegge taglienti e pericolose;

• se nel giardino della casa c’è una piscina è necessario recintarla per impedire l’accesso al bambino quando non sono presenti gli adulti;

• nelle pertinenze della casa non devono risultare accessibili luoghi dove si stanno effettuando lavori di scavo o altro.

Impianti 

Gli impianti a maggior rischio nelle abitazioni riguardano l’erogazione del gas, dell’energia elettrica e dell’acqua. Pur in presenza di una normativa che regolamenta l’installazione e la manutenzione degli stessi, si possono verificare situazioni in cui, per vetustà, per carente manutenzione o per modifiche adottate dai proprietari o dagli inquilini, gli impianti non rispondono più alle caratteristiche essenziali di sicurezza indicate dalla normativa vigente. Se i rischi legati agli impianti riguardano tutti gli abitanti della casa, a volte per i bambini ci possono essere rischi aggiuntivi legati all’inesperienza e a un uso scorretto di apparecchiature elettriche. In questo caso il consiglio è quello di far controllare gli impianti da un tecnico, per essere sicuri che gli stessi, o i loro singoli componenti, non siano fuori norma; ma, naturalmente, il corretto utilizzo degli impianti e degli apparecchi a essi collegati si basa sulle conoscenze e sulla consapevolezza delle persone. Il differenziale, o salvavita, ad esempio, è ormai presente nella quasi totalità delle case

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Apparecchi elettrici:

Gli apparecchi elettrici dopo l’uso, vanno disinseriti dalle prese, per evitare che i bambini possano metterli in funzione; se poi questi apparecchi sono in bagno o in cucina è necessario che siano tenuti lontano dai punti di erogazione dell’acqua. Il ferro da stiro, che è caldo, pesante e ha il filo elettrico che pende, va posizionato in un posto non raggiungibile dal bambino. Una caldaia mal funzionante può saturare l’ambiente con il monossido di carbonio; una caldaia che eroga acqua a 80° può provocare ustioni gravissime a un bambino che per gioco si è seduto nel bidet e ha aperto l’acqua senza riuscire a miscelarla o a lasciare la posizione. Per questo motivo si raccomanda la regolazione dei miscelatori termostatici presenti nelle caldaie a temperature adeguate (massimo 50°C).

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