Giovedì, 18 Luglio 2024
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Prezzi alti e fondi pubblici. E gli studentati privati si moltiplicano

I posti letto destinati agli studenti all'interno delle strutture private sono già a migliaia e sono destinati a crescere. Ma il fiorire di questo "business" avviene grazie, e soprattutto, a fondi pubblici

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“Nel 1980 ero uno studente fuori sede di Bologna ed è qui che ho ideato, insieme un gruppo di colleghi dell’università, la ‘business idea’ che oggi è diventata Camplus. Fondammo una cooperativa ponendoci come intermediari tra i proprietari di casa e gli affittuari per ovviare ai vincoli imposti dalla cosiddetta ‘Legge sull’equo canone’ promulgata in quegli anni. In soli due contammo cinquecento studenti soci. Ben presto la base fu fertile per creare qualcosa di nuovo nel panorama italiano, un accompagnamento dello studente a 360 gradi, integrando anche l’aspetto formativo. Costruimmo, di lì a poco, il nostro primo ‘college’ così come lo intendiamo noi: una vera e propria esperienza abitativa in cui la community guidata è il cuore pulsante della vita in Camplus, quel ‘plus’ che ancora oggi la rende molto più di un semplice soggiorno”. La citazione appartiene a Maurizio Carvelli, founder e Ceo di Camplus. L’azienda si definisce “il primo provider di soluzioni abitative per studenti universitari”. È presente in due Stati e in sedici città, in cui conta ventisei residenze e undici ‘collegi di merito’. La ‘business idea’ di Carvelli si è trasformata in una realtà solida: ad oggi conta 10mila posti letto, 5.500 stanze e quasi settecento appartamenti, a cui si aggiunge un hotel. Il totale del patrimonio immobiliare supera i cinquecento milioni di euro. Le aziende come quella di Carvelli, negli ultimi anni, hanno vissuto un’espansione senza precedenti. Molte città in Italia e in Europa hanno visto sorgere studentati di questo tipo e Bologna è tra le città in cui il fenomeno è maggiormente in espansione.

Gli ospiti di Camplus sono perlopiù studenti, che vivono però una dimensione differente da quella stereotipata dello studente fuori sede: le stanze singole, nei collegi di merito Camplus, costano dai 12.900 ai 16mila euro a persona per undici mesi, mentre le stanze doppie – cioè in condivisione con un’altra persona – partono dai 9.900 euro ai 13.500 euro a persona per undici mesi. Il prezzo non comprende solo l’affitto e le utenze, ma anche l’utilizzo di spazi comuni, le pulizie, le aule studio e i servizi di orientamento al lavoro e di tutoraggio allo studio. Le strutture che guardano ‘al merito’ differiscono dalle altre proprio per questo tipo di servizi. Nelle altre residenze di Camplus, infatti, servizi come il mentoring e il tutoring sono assenti e il prezzo è inferiore: si parte dai circa settecento euro per un posto in doppia fino ad arrivare ai mille euro mensili per una stanza singola.

Non tutti sono stati studenti fuori sede, ma è facile intuire che si parla di prezzi decisamente alti. Un posto letto in uno studentato Ergo (l’Ente che regionale per il diritto allo studio) costa circa duecento euro. Ma i posti sono pochi, ed è anche per questo che le residenze Camplus sono tutte piene. Per accedere ai collegi di merito messi a disposizione dall’azienda è necessario affrontare un iter di ammissione, al termine del quale il ‘candidato’ sostiene un esame. Se sarà risultato idoneo, sarà uno “studente Camplus”, come scritto sul sito dell’azienda. I collegi di merito differiscono dalle altre strutture dell’azienda per il fatto che si può accedere con una riduzione sul prezzo: fino al 10% per motivi legati al reddito, fino al 5% per merito universitario. La riduzione è quindi fino al 15% al primo anno, e via via aumenta con il passare degli anni in cui lo studente risiede all’interno del collegio. 

Camplus ha fatto sapere che diversi studenti presenti nei collegi di merito usufruiscono di un bando Inps che permette loro di abbattere la quota in maniera sostanziosa: poco meno di 4mila euro a persona per undici mesi all'anno. Inoltre, le strutture Camplus mettono a disposizione circa cento posti letto per gli enti per il diritto allo studio, anche se non è chiaro se siano frutto di un accordo con le istituzioni o meno né se questi posti letto siano vincolati da un accordo 'a tempo'.

La “business idea” degli studentati privati

A Bologna, Camplus è presente con sette strutture: Camlpus Bononia, Camplus San Felice, Camplus Alma Mater, Camplus Valverde, Camplus Zamboni, Camplus Mazzini e una rete di appartamenti. Tre di queste sono collegi di merito. 

Le altre residenze sono destinate principalmente a studenti e giovani lavoratori, ma una parte di esse è riservata anche agli affitti brevi: sui principali siti dedicati alle prenotazioni di hotel o strutture ricettive, una stanza matrimoniale nel Camplus Bononia si vende a partire da 87 euro a notte. In questo caso, l’intermediazione “tra i proprietari di casa e gli affittuari” è stata affidata a colossi come Booking o Expedia.

La mappa degli studentati e degli alloggi che Camplus gestisce a Bologna

La “business idea” è quindi cresciuta nel tempo e, come spesso capita in Italia, è stata largamente foraggiata da fondi pubblici. Come scrive Sarah Gainsforth (che avevamo intervistato) sulla rivista L’Essenziale, “Camplus è diventato il principale operatore privato di residenzialità studentesca in Italia. Lo ha fatto prima con i fondi statali per l’edilizia residenziale pubblica, poi con quelli stanziati a partire dagli anni Duemila per aumentare il numero di posti letto per studenti universitari. I progetti approvati per questa ultima linea di finanziamento […] ammontano a 84 milioni di euro”. Come sottolinea Gainsforth, e come è intuibile dal prezziario di Camplus, non c’è stato e non c’è alcun controllo sui prezzi dei canoni.

Gli studentati di domani

Nei due nuovi studentati privati che nasceranno nella ex sede dell’Inps di via Gramsci e nell’ex Tre Stelle di via Rimesse, i posti letto saranno circa 1.200 e solamente il 6 per cento (circa 80) sarà destinato a studenti che hanno diritto ad un posto letto Ergo. La società proprietaria della prima struttura è la Temprano Capital, un fondo anglo-spagnolo che ha già più di quindici studentati privati sparsi tra Spagna e Portogallo e che è al primo investimento a Bologna, mentre la società che gestirà la seconda residenza è la CA Ventures, una società di gestione degli investimenti immobiliari globale, con sede a Chicago, che conta più di tredici miliardi di dollari in attività divise tra Stati Uniti, Europa e Sud America.

La destinazione di una porzione di posti letto privati a studenti che hanno diritto ad un alloggio Ergo è temporanea: dodici anni per il futuro studentato di via Rimesse, trenta per quello di via Gramsci, in linea con il bando del ministero dell’Università e della Ricerca che sarebbe stato successivamente pubblicato e sui cui torneremo più avanti. Per l’assessore del Comune di Bologna Raffaele Laudani, che aveva annunciato le opere, è comunque “un ottimo risultato”.

Camplus, CA Ventures e Temprano Capital sono solo alcuni dei colossi immobiliari che investono a livello mondiale e che hanno scelto di mettere a frutto gli immobili del Comune di Bologna. Oltre a loro ce ne sono diverse altre: Social Hub (ex Student Hotel) che a Bologna è sorto nell’ex Telecom di via Fioravanti, un palazzo precedentemente occupato da decine di famiglie con bambini che furono sgomberate nell’ottobre del 2016. C’è Beyoo, presente con una residenza universitaria in via Serlio. C’è CampusX, colosso italiano di ‘hybrid hospitality’ già presente in diverse città italiane, che ha annunciato l’apertura del nuovo "Campus & hotel in Bolognina: 633 posti letto destinati a studenti e ‘young professional", di cui 54 camere per soggiorni brevi, su 21mila metri quadri di superficie complessiva per un progetto da circa 70 milioni di euro. Apertura prevista per il 2026.

Render del nuovo studentato CampusX in Bolognina

Tra pubblico e privato

Il governo di Giorgia Meloni, nel frattempo, non è rimasto a guardare. A inizio 2023, in una visita a Bologna dove fu piuttosto contestata, la ministra dell’Università Anna Maria Bernini si impegnò nel pubblicare un bando – in gran parte finanziato con i fondi del Pnrr – per la realizzazione di 60mila nuovi posti letto destinati agli studenti entro il 2026. E così è stato fatto: lo scorso febbraio, il sito del Mur ha pubblicato un bando da 1,2 miliardi di euro per la realizzazione degli ormai celebri 60mila posti letto. Il decreto ministeriale segue la linea della legge 338/2000, cioè proprio quella legge che permise a soggetti come Camplus di crescere e prosperare dai primi anni Duemila. Se da un lato il ‘pacchetto housing’ del Mur apre anche ai soggetti pubblici, appare evidente che il principale player con cui il ministero si interfaccerà sarà quello privato, come già successo negli ultimi 24 anni.

È lo stesso ministero, infatti, a dettare la soglia minima “del 30 per cento dei posti letto dovrà essere destinato agli studenti meritevoli e provenienti da famiglie a basso reddito. Gli importi che gli studenti dovranno corrispondere alla struttura saranno in linea con i bandi degli Enti per il diritto allo studio”. La restante parte dei posti letto, quindi il 70 per cento, sarà destinata a tutti gli altri studenti sempre su criteri di merito. Questi posti letto, che sono l’assoluta maggioranza, non saranno diversi dai ‘collegi di merito’ in stile Camplus: la riduzione delle tasse per reddito e/o per merito non potrà superare il 15% sul canone totale. Il canone totale di questi alloggi, contrariamente al primo 30 per cento dei posti letto convenzionati, non ha un tetto limite specificato: se i primi saranno tarati “in linea con i bandi degli Enti per il diritto allo studio”, per i secondi – il 70 per cento – non è stata specificata alcuna restrizione sui canoni. Inoltre, i vincoli imposti dal Mur sono a tempo: dovranno essere rispettati solo per i primi dodici anni (soglia minima per accedere ai fondi pubblici), come già successo per la futura residenza CA Venture di via delle Rimesse a Bologna.

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