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Domenica, 16 Giugno 2024
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Dopo anni da cuoca a domicilio apre il suo ristorante a Bologna con paella e tapas

La storia di Virginia Diaz che in un momento di grande difficoltà si è salvata grazie alla cucina. Dopo anni di chef a domicilio ha realizzato il suo sogno: apre a Bologna il tapas bar con paella Doña Virginia

Virginia Diaz prima che una cuoca è una donna con una bellissima storia da raccontare fatta di resilienza e passione. È nata in cucina: “forse ho iniziato prima a cucinare che a camminare”, dice, “in casa mia cucinare era come respirare… una cosa normale”. Nata in Repubblica Domenicana e cresciuta a Porto Rico da una famiglia di origini spagnole, quando era bambina ricorda la grande cucina di casa, sempre attiva con la legna che ardeva nel forno con pane e biscotti a cuocere, gli animali nel cortile sul retro e il mare davanti. “A casa mia non c’erano mai meno di 10 persone a tavola, così ho appreso il significato della convivialità. Chiunque passasse, amici o parenti, era il benvenuto. E la paella non mancava mai”. Da qui nasce il suo amore per i fornelli. Per anni ha lavorato nel settore delle scarpe, insieme al marito italiano, ma è proprio in un momento di estrema difficoltà che la cucina torna più forte che mai e diventa la sua salvezza.

Virginia Diaz con la sua famiglia, ph Michela Balboni

La storia di amore tra Virginia Diaz e il cibo

“A 10 anni preparavo in casa il gelato e lo vendevo ai bambini. All’università ho iniziato a passare pomeriggi a sfornare torte, e poi con il mio cestino di vimini andavo a venderle nel campus”. Dopo gli studi in pedagogia conosce suo marito ai Caraibi e si trasferisce in Italia, a Bologna. Insieme hanno reinventato l’attività di famiglia nel mondo delle scarpe, comprando scarpe in Italia e rivendendole nei loro negozi in Porto Rico. Nel frattempo la famiglia si allarga e vive in maniera agiata tra Italia e i Caraibi, fino a che l’azienda non fallisce con l’arrivo nei primi anni duemila. “Non abbiamo chiuso subito e ci siamo indebitati, abbiamo perso tutto e avevamo due figli da crescere. Sono stati anni durissimi, ancora mi commuovo a parlarne”, racconta Virginia. Si ritrova di fronte alla necessità impellente di reinventarsi, ed è a questo punto che si aggrappa alla sua passione originaria: il cibo. “Non volevo perdere la dignità per i miei figli”.

La sala di Doña Virginia, ph Michela Balboni

Il passato di Virginia: tra home cooking e chef a domicilio

Negli anni aveva imparato a cucinare i classici della tradizione bolognese – dalle tagliatelle alla lasagna – e nel 2013 si inventa una sorta di home restaurant, anticipando la moda degli anni successivi. “Accanto a casa nostra c’era uno studio di 5 avvocati e vedevo che tutti i giorni andavano al bar. Ho fatto un piccolo menu, gliel’ho portato e gli ho detto che potevano venire a mangiare a casa nostra. Proponevo un pasto a 5€, praticamente non guadagnavo”. Ma il suo cibo conquista le persone e il cerchio si allarga, prima con amici e persone del quartiere, poi inizia a fare sia a pranzo che a cena tutto completo.

Il bancone con le tapas di Doña Virginia, ph Michela Balboni

“Prendevo un solo cliente a sera, in esclusiva, ma capitavano anche gruppi di 45-50 persone. Così tutta la famiglia mi aiutava. Inizialmente proponevo cucina italiana, poi una sera dei clienti videro che noi in cucina mangiavamo la paella e hanno iniziato a chiedermi le ricette spagnole”. Dopo il covid ha iniziato ad andare a casa delle persone, come chef a domicilio e a lavorare nei catering. Da cene modeste a grandi banchetti; infatti, Virginia ha cucinato la paella persino a Barcellona per 400 persone al Super Trofeo Europa di Lamborghini. Poi l’ulteriore svolta.

Virginia Diaz con la sua paella, ph Michela Balboni

L’apertura della dark kitchen Doña Virginia a Bologna

Nel 2021 apre il suo primo vero laboratorio di cucina, catering e delivery Doña Virginia, grazie a dei finanziatori americani. “Erano dei clienti storici di mio marito che mi seguivano su Instagram ed erano sempre entusiasti di ciò che facevo, così gli ho proposto di investire nel mio progetto e loro hanno accettato”. Nella sua dark kitchen prepara montaditos (tipici crostini spagnoli farciti), paella in 5 versioni – marinera, valenciana, vegetariana, mista e alla Virginia con coppa di maiale, manzo e asparagi – e il cocido, ovvero una zuppa densa di ceci, pollo, verdure e gnocchetti di farina. Si è anche inventata i burritos ripieni di paella.

La proposta gastronomica di Doña Virginia, ph Michela Balboni

Ora apre anche un ristorante: come sarà il tapas bar Doña Virginia

“Da quando ho aperto spesso mi chiamano le persone per prenotare un tavolo. Ma io non avevo tavoli. Adesso era il momento di aprire un vero e proprio locale dove accogliere le persone”, spiega Virginia. Doña Virginia aprirà a fine maggio 2024 in via Venturoli 47 a Bologna, non sarà un ristorante ma piuttosto un tapas bar, con una buona dose di informalità ma un servizio adeguato. Un locale con circa 35 coperti tra tavoli e sedute alte, e presto anche un dehors. Avrà un grande bancone con un’ampia scelta di tapas, che si ordinano e si prendono direttamente al bancone, tra cui montaditos con tortilla, jamòn serrano, crocchette, polpo alla gallega, ma anche panini al latte farciti e patatas bravas.

Mentre i piatti dalla cucina sono concepiti per essere condivisi, e vengono serviti al tavolo. “L’offerta rimane più o meno la stessa del delivery ma un po’ più ampia”. Protagonista ovviamente la paella nelle sue varianti, a cui si aggiungono taglieri di prodotti tipici spagnoli, burrito e ottimi dolci come l’Arroz con leche e l’immancabile crema catalana. Da bere fiumi di sangria fatta in casa e birra ovviamente. “Se penso che nel 2013 ho iniziato a cucinare in casa per le persone del quartiere offrendo piatti a soli 5€, e ora ho realizzato tutto questo - facendo lavorare con me anche mio marito - non ci posso credere”.

Doña Virginia
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